“Fuori Controllo” di Martin Campbell

Gibson poliziotto vendicativo

Giustiziere del futuro, poliziotto impulsivo, Amleto moderno, ribelle scozzese. Dal 1979 fino ad oggi la carriera attoriale di Mel Gibson si è sviluppata con molteplici ruoli, ma nell’immaginario collettivo il suo volto è rimasto sempre associato a personaggi d’azione e violenti. Fuori Controllo è un film realizzato su misura per Gibson (e specifichiamo ancora, per il Gibson attore fisico, non il teorico/regista de La passione di Cristo) che si mostra nuovamente sul grande schermo a otto anni dalla sua ultima interpretazione (Signs).

Thomas Craven è un agente della polizia di Boston e ha una figlia di ventiquattro anni, Emma, con la quale non parla molto. Lei lo va a trovare a casa, ma viene assassinata davanti ai suoi occhi. Forse quel proiettile era indirizzato a Thomas, non ad Emma, e questo ora vuole scovare chi l’ha uccisa. Scoprirà che la figlia lavorava per un azienda coinvolta nella fabbricazioni di armi nucleari e che qualcuno ha voluto metterla a tacere.

Fuori Controllo (il titolo originale è Edge of Darkness) è la trasposizione cinematografica di un telefilm omonimo del 1985. La miniserie britannica era già stata diretta dallo stesso Campbell ed aveva riscosso un notevole successo di pubblico, anche perchè trattava tematiche, legate alle minacce nucleari della Guerra fredda, vicine alla realtà della Gran Bretagna dell’epoca. La storia, riadattata dallo sceneggiatore William Monahan (The departed), riprende oggi lo stesse problematiche senza però interessare particolarmente il pubblico contemporaneo, che di complotti sul nucleare dagli anni ’80 ad oggi ne ha visti a bizzeffe.

Il Thomas di Fuori Controllo non si può certo soprannominare “Arma Letale” come il Martin Riggs (sempre interpretato da Gibson) del film dell’87. Il primo è meno pericoloso e violento e più ripiegato su sé stesso. Thomas è infatti un poliziotto invecchiato, diverso dai classici sbirri interpretati dall’attore, e proprio per questo sembra ben riflettere il Gibson di oggi. Un attore che ritorna sulla scena con il volto segnato dagli anni, un uomo cambiato dalle esperienze passate, ma mai riluttante nel mostrarsi furente o introverso e sofferente. Proprio la sofferenza è ciò che dovrebbe toccare lo spettatore, ma nonostante l’interpretazione dell’attore, l’obbiettivo non viene raggiunto.

Già la trama di per sé non colpisce per originalità e non c’è svolgimento che non sia telefonato: se Craven trova un’amica della figlia che sa qualcosa in più, questa verrà logicamente ammazzata, se un collega bussa alla porta di casa nel cuore della notte con un atteggiamento strano, sarà complice dei nemici e se Thomas piomba nella villa del cattivo dopo 90 minuti di film non può non ucciderlo. Il difetto principale sta comunque nella costruzione della sceneggiatura che, retta più sulle lente indagini del protagonista che non su sequenze drammatiche, priva il film di un certo ritmo, invece essenziale per un lungometraggio di questo genere. Sembra infatti che tutte le sequenze più cariche di emozione (per esempio Craven che sta parlando con il criminale che ha probabilmente ucciso sua figlia) vengano interrotte bruscamente quando lo spettatore rimane più coinvolto dall’ansia di vendetta e dal trauma personale del protagonista.

Campbell, che già ci aveva mostrato le sue doti in Casino Royale, non si distingue per una regia ricercata ma dirige bene Gibson. Quest’ultimo rimane comunque l’unica attrattiva per un film senza pretese.

Titolo originale: Edge of Darkness
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2010
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 116′
Regia: Martin Campbell
Cast: Mel Gibson, Ray Winstone, Danny Huston, Bojana Novakovic, Shawn Roberts, David Aaron Baker, Jay O. Sanders, Denis O’Hare, Damian Young, Caterina Scorsone, Frank Grillo, Wayne Duvall
Produzione: GK Films, BBC Films, Icon Productions
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 19 Marzo 2010 (cinema)