GOFFREDO FOFI ILLUSTRA IL CASO CLOUZOT

I maestri del cinema al Centro Culturale Candiani

Mestre (VE). Il Centro Culturale Candiani ha organizzato (siamo alla terza edizione) un ciclo di incontri dedicati ai maestri del cinema, e martedì 24 novembre 2009, è stata la volta di Henri-Georges Clouzot, regista quasi dimenticato, che in questa occasione viene “rispolverato” e presentato da Goffredo Fofi.

Fofi introduce il cineasta spiegando come al giorno d’oggi, in modo bizzarro, un autore responsabile di notevoli successi al botteghino e vincitore di un Leone d’oro a Venezia (Manon, 1949), si trovi quasi sull’orlo dell’oblio, dato che molti dei suoi film più importanti sono irreperibili in Italia (e addirittura in Francia).

Henri-Georges Clouzot (1907-77) francese, autore di circa una ventina di pellicole, ha spaziato dal noir al thriller puro, con storie corali dove tutti i personaggi, trattati più come caratteristi che protagonisti, e dunque messi in un piano di pari importanza, sono rifiniti magistralmente nelle loro motivazioni, psicologie e aspetti caratteristici. Il suo è uno sguardo gelido e disincantato, come raramente se ne trovano.

E’ stato inoltre uno dei grandi maestri della suspense (come ricorda Fofi, il suspense è una parola prima francese che inglese) e proprio Hitchcock dopo aver visto I Diabolici, si è ispirato ad un libro degli stessi autori da cui il film era stato tratto, Boileau e Narcejac, per Vertigo, con il medesimo tema del morto che non è morto ma ritorna.
Anticonformista e pessimista, deluso dall’umanità, nella quale e per la quale non vede più nessun spiraglio di positività, e possibilità di salvezza; autore antiumanista le cui radici culturali profonde sono da rintracciare in Celine, in primo luogo, ma anche legato alle tematiche dell’esistenzialismo di Camus e Sartre.

Esordisce con L’assassino abita al 21 (1941), intenso e movimentato poliziesco, realizza poi Il Corvo (1943) un cupo ritratto della Francia ai tempi dell’occupazione nazista, che provoca uno sconcerto generale e relativa epurazione del regista.
Seguono Legittima Difesa (1947), grande successo di pubblico e per questo utile alla riabilitazione politica e sociale di Clouzot, lo straordinario Manon (1949) un’analisi sulla condizione di malessere nell’immediato dopoguerra, e Vite Vendute (1953), una cronaca tutta “al maschile” di elevato rigore stilistico, sullo strano rapporto che lega quattro uomini “veri”.

Con I Diabolici (1954) (pessimo il remake hollywoodiano con Sharon Stone) giallo intrigante, su di un torbido ménage à trois, nessun personaggio viene salvato, moralmente parlando. Il Mistero Picasso (1955), forse la pellicola, per motivi di interesse storico-critico, più celebre del regista, è un documentario sul pittore spagnolo Pablo Picasso, nel quale il genio cubista interpreta sé stesso mettendo a nudo la sua opera ed il gesto creativo da cui scaturisce.

Verso gli anni 60, inizia il declino e ne troviamo delle avvisaglie nel prevedibile Le Spie (1954), e ne La verità (1960) (Oscar come miglior film straniero).
Interessante il caso de l’Inferno (1964) film incompiuto avvolto nella leggenda, del quale si sono viste le prime immagini nel documentario di Serge Bromberg e Ruxandra Medrea, presentato a Cannes quest’anno.
Finanziamenti senza limiti dalla Columbia Pisctures, un cast che vantava Romy Schneider e Serge Reggiani, ed una equipe di maestranze tecniche di prim’ordine, per un progetto altamente sperimentale dove Clouzot, avrebbe sfogato in piena libertà tutto il suo talento visivo. Purtroppo dopo tre settimane di riprese il progetto viene interrotto.
In quegli stessi anni, verso la fine della sua carriera, la Nouvelle Vague gli nega, ingiustamente, il riconoscimento come autore, ritenendolo non all’altezza dei registi americani che andava celebrando in quel periodo.

Quel che rende imprescindibile l’opera di Clouzot, secondo Fofi, è la sua ostinazione nello scandagliare la radice malvagia dell’uomo, contrastando qualsiasi forma di ottimismo buonista e di retorica della speranza, in questo senso, ad anni luce di distanza dai propositi progressisti e “ricostruttori” del coevo Zavattini: un anticonformismo che non si è piegato ad edulcorate e finte interpretazioni della realtà, da non paragonare assolutamente al compiaciuto nichilismo che impera nel cinema contemporaneo.

I maestri del Cinema – I prossimi appuntamenti:

Dal 6 ottobre al 15 dicembre, ore 15.00  

Centro Culturale Candiani, Piazzale Candiani, 7   – Mestre (VE)

– Martedì 9 dicembre
_ Sergio Leone – Roberto Pugliese

– Martedì 15 dicembre
_ Luis Buñuel – Giorgio Tinazzi
 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Info: tel. 0412386111
candiani@comune.venezia.it
www.centroculturalecandiani.it