Galleria M77: LUCE AZZURRA E ASTRATTA di McDermott & McGough

In mostra fino al 15 maggio 2015

Realizzata appositamente per gli spazi della Galleria M77, la mostra è la terza personale che i due artisti americani realizzano in Italia. Dopo la prima europea del 1986 nella galleria di Lucio Amelio a Napoli e a circa vent’anni da quella nella galleria Gian Ferrari di Milano, David McDermott (Hollywood, California, 1952) e Peter McGough (Syracuse, New York, 1958) ritornano a Milano con il progetto espositivo “Cyan Light and Abstract (Luce azzurra e astratta)” .

Attraverso lavori fotografici e dipinti, la mostra si configura come la più recente panoramica della ricerca dei due artisti, conosciuti al grande pubblico internazionale per un metodo e un linguaggio che – pur attraversando diversi mezzi espressivi: dalla fotografia alla pittura, alla scultura e variando tecniche e supporti – si contraddistinguono per la loro idea di vivere una diversa e “altra” dimensione temporale. Eleganti, sofisticati, eruditi, dal sapore volutamente “dandy”, ma senza mai nulla sottrarre alla dimensione di profondità del loro lavoro, McDermott & McGough si incontrano a New York nel 1980.

Da allora insieme conducono, nella loro arte così come nella loro stessa vita, una serie di “esperimenti” sul tempo, come si evince dalla retrodatazione delle loro opere in coerenza con la scena rappresentata, riportando alla luce uno stile lontano e perduto e affermando la volontà di non far parte della contemporaneità, né tanto meno del futuro: due dimensioni temporali cui non riconoscono alcuna bellezza. «Ho guardato nel futuro e non ho alcuna intenzione di andarci», ha dichiarato David McDermott nel dialogo che assieme a Peter McGough ha avuto con Michele Bonuomo e pubblicato nel catalogo (in edizione bilingue, italiana e inglese) delle opere in mostra. E il tempo declinato al passato – dilatato, rivissuto, riportato a nuova vita e inteso come custode di un’ideale di bellezza non “oltraggiato” dalla banalità contemporanea – diviene la voce narrante e la cifra espressiva della loro identità.

L’esposizione presenta una selezione di circa 60 opere, che si dispiegano lungo un percorso composto da due sezioni principali: una dedicata alla fotografia cianotipica e una riservata alla pittura.

Le 39 fotografie della prima sezione evocano atmosfere vintage attraverso l’utilizzo della tecnica cianotipica, particolarmente in voga nell’ambito della fotografia pittoricistica tra fine del XIX secolo e primi anni del secolo successivo. Questa scelta linguistica è dovuta alla volontà di riportare l’esperienza artistica a una condizione spirituale: la luce azzurra richiama i significati simbolici di uno spazio inafferrabile, cui si tende in un progressivo slancio verso l’infinito.
Il percorso espositivo si completa con 19 dipinti acrilici, in parte su carta e in parte su tela, che mirano nuovamente a fornire una chiave di lettura del presente, talvolta provocatrice.

È in questa sezione che si manifestano i riferimenti pop propri della poetica dei due artisti: immagini tratte da film degli anni Quaranta e Cinquanta rielaborate attraverso la stampa digitale, per poi essere inserite in cornici dai profili geometrici “astratti” e decorate da campiture di colore saturo. Ancora una volta McDermott & McGough spostano le lancette del tempo combinando supporti e tecniche appartenenti a epoche diverse.

La riscoperta romantica di un tempo che ha ancora molto da raccontare si declina infine nell’emotività dei dieci dipinti realizzati a gouache. Questa volta i soggetti sono le linee, che compongono un’intricata rete di percorsi: la pittura geometrica si lascia assorbire dall’esperienza gestuale.

Le opere in mostra suggeriscono “un’astrazione barocca in cui, per esempio, i riferimenti a Jackson Pollock si intrecciano con i cartamodelli usati dai sarti”, annota Michele Bonuomo; lo stile ricercato si appropria dello spazio e proietta l’immagine in un tempo che non può essere quello che viviamo.

Info:
McDermott&McGough | It may not always be so, 1967 – 2012 | Acrylic wash and acrylic ink jet on fine art paper | 22×30 inches | 55,9 x 76,2 cm