“Good Morning Aman” di Claudio Noce

Gli occhi dell'"altro"

Aman è un ragazzo di origine somala arrivato in Italia all’età di 4 anni, ora ne ha 20 e lavora da un concessionario lavando auto di lusso. Teodoro è un ex-pugile che da tempo non ha più contatti con la società: chiuso in casa cerca di dimenticare i dolori del suo passato. L’incontro tra i due sarà forse l’opportunità per entrambi di cambiare e crescere insieme.

Good Morning Aman è il film d’esordio di Claudio Noce, regista che aveva già esplicitato problematiche relative all’immigrazione nel cortometraggio Adil e Yusuf (presentato a Venezia 64) e nel documentario Aman e gli altri.
Il suo lungometraggio si distingue senz’altro per la capacità di guidare lo spettatore nella profonda indagine psicologica dei protagonisti e per lo stile originale. Si notano infatti i risultati formali raggiunti dal regista che dal 1998 ad oggi ha affinato notevolmente la propria tecnica anche tramite la realizzazione di diversi video musicali (Paola Turci, Nada, Piotta, Cor Veleno).

Aman è un ragazzo con tanti sogni e poche possibilità di realizzarli e le sue azioni mettono in luce tutta la sua volontà di costruirsi un futuro. È però anche un giovane senza punti di riferimento, alla ricerca di un’anima da amare, nel mezzo del suo cammino di crescita. Non a caso sono numerose le inquadrature, ulteriormente enfatizzate dalla colonna sonora, in cui il protagonista appunto cammina o corre guardandosi intorno, alla scoperta del mondo intorno a sé.

La sua è la storia della formazione di un immigrato nel nostro paese, una vicenda descritta però seguendo le impressioni, i pensieri e il punto di vista di Aman. La successione cronologica (quando e quante volte va il giovane da Teodoro? Quando Aman incontra la ragazza bionda?) e le collocazioni spaziali (dove si trova la casa di Teodoro? E dove quella di Aman?) degli eventi sono spesso non chiare e quasi surreali. Un procedimento narrativo finalizzato ad accompagnarci lungo un itinerario interno alla mente del protagonista, come se fosse lui a rievocare gli accadimenti/pensieri/ricordi che più l’hanno colpito e cambiato di volta in volta.

Il lungometraggio comunica efficacemente il disagio di Aman e Teodoro attraverso uno stile nervoso che predilige l’utilizzo di ottiche strette che spesso mostrano nel quadro solo i visi dei personaggi. Nel film è sviluppato anche un altro registro stilistico, che preferisce campi più lunghi per le poche scene di massa in strada e ottiche più larghe per le sequenze negli interni. Il lungometraggio comunica quindi anche visivamente, oltre che sul piano narrativo, il senso di precarietà esistenziale dei protagonisti. É infatti lo stesso spettatore a rimanere infastidito e coinvolto, nelle sequenze più drammatiche, da inquadrature imprecise che evidenziano più azioni frammentate o espressioni dei visi che dettagliati e completi movimenti fisici dei personaggi.

Al centro dell’opera stanno l’incomunicabilità col diverso e l’indifferenza verso chi sta male ma anche la volontà di cambiare e migliorare le cose. Tutta la carica energica del ragazzo ventenne è incarnata da Said Sabrie, l’attore che interpreta Aman, che, alla sua seconda apparizione sul grande schermo, sfoggia tutte le proprie doti recitative. Al suo fianco un Mastandrea perfettamente a suo agio nella parte.
Noce dirige quindi un film degno di nota, che con cura stilistica e un buon cast ci invita a riflettere sulla nostra società e sulle persone che ci circondano.

Titolo originale: Good Morning, Aman
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 105’
Regia: Claudio Noce
Sito ufficiale: www.goodmorningaman.it
Cast: Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Said Sabrie, Giordano De Plano, Sandra Toffolati, Amin Nur
Produzione: DNA Cinematografica
Distribuzione: Istituto Luce
Data di uscita: Venezia 2009
13 Novenbre 2009 (cinema)