Non è nemmeno un vero anniversario, perché dalla prima, al Teatro Carignano di Torino, il 12 dicembre 2001, sono passati “solo” 8 anni, che non sono precisamente un numero tondo. Però tutti noi che abbiamo abitato con ruoli diversi questo spettacolo, artisti, tecnici, produttori, abbiamo due sensazioni quasi contrastanti allo stesso tempo, che sono poi quelle sensazioni tipiche che si provano nei confronti di qualcosa che si è molto amato: da un lato ci sembra che tutto sia avvenuto secoli e secoli fa, quasi nella preistoria dei tempi, dall’altro ci sembra di aver smesso appena l’altro ieri. Capita.
E’ indubitabile, però, che molte cose sono cambiate, da quell’ormai lontano dicembre del 2001. Ci sono dei capelli bianchi in più, sicuramente, ma anche strade percorse fino in fondo, esperienze fatte, successi raggiunti. Se già nel 2001 si parlava di “supergruppo” pensando ad uno spettacolo che metteva insieme sullo stesso palco: Enrico Rava, la Banda Osiris, Gianmaria Testa, Stefano Bollani, Enzo Pietropaoli e Piero Ponzo, adesso, nel 2009, quasi non ci sono più aggettivi per definirlo.
Dopo 8 anni Guarda che luna ! uno spettacolo rimasto nel ricordo di molti, ritorna dove ha cominciato la sua storia, a Torino, la Torino che è anche la città di Fred, al quale tutto è dedicato.
Torna non più nella sua “casa” storica, il Carignano, ancora in ristrutturazione, ma al Teatro Nuovo, che è anche più grande, in grado di accogliere un maggior numero di spettatori. Ci torna per 10 giorni, dal 7 al 17 gennaio 2009, e sarà un ritorno, diciamo così, senza appelli: non ci sarà tournée in altre città, solo questa permanenza lunga e poi, per rivederlo, bisognerà accontentarsi del dvd (che è in circolazione dal novembre del 2008). Paola Farinetti
Torino e la musica dei night, delle balere. Buscaglione, il primo jazz, le notti all’ultimo respiro. La malavita un po’ inventata un po’ sul serio e la fabbrica, laggiù, lontana, in sottofondo. La luna che si specchia in mari immaginati, il fumo di mille sigarette, whisky e donne -ah che donne!- dalle curve mozzafiato, ma solo raccontate.
Guarda che luna…
Ci sono Enrico Rava, Gianmaria Testa e la Banda Osiris insieme per la prima volta. Come a dire il jazz, la canzone e la musica che fa la parodia e ride di se stessa. E poi c’è Fred Buscaglione che è il grimaldello, l’occasione, il punto di partenza, l’atmosfera. C’è Fred che aleggia e cuce insieme i vari quadri.
Raccontare questo “Guarda che luna…”, non è cosa semplice. Forse si può cominciare dicendo che cosa non è: non è uno spettacolo teatrale, non è un concerto, non è un’antologia in musica e non è neppure un omaggio a Fred Buscaglione. Piuttosto vengono in mente le scatole cinesi, ne apri una e dentro ne trovi un’altra e poi un’altra ancora e poi ancora. Viene in mente una storia che si costruisce a mano a mano e che si regge anche su ciò che nella storia non sta scritto: ricordi, malinconie, tenerezze e risate, un certo spirito del tempo… A fare da legame, una parola, una situazione oppure una melodia. C’è una finestra che si affaccia su un paesaggio e il paesaggio è attraversato da una strada e la strada porta molto più lontano di quanto l’occhio può guardare. C’è la luna di Buscaglione ma anche quella di Testa, “sopra i tetti di Torino”; c’è una notte fatta di botte, spari e “ossa rotte” che porta a un’altra notte e a un’automobile che aspetta e che riparte all’alba sulle note di Chet Baker. C’è l’atmosfera di Parlami d’amore Mariù e poi quella del night dove il pianoforte è un tavolo da biliardo e le donne sono “Joking Lady” con “curve mozzafiato”. Si ride, si sorride, si ricorda, ci si abbandona alla tenerezza, si canticchia, si è presi da sorpresa….
Guarda che luna….
“…perché se a Torino ci fosse il mare probabilmente, adesso, non staremmo qui a cantarlo”
_ Gianmaria Testa
“…perché era l’unico modo per farvi andare fuori di TESTA, raccontandovi il RAVA e la fava”
_ Banda Osiris
“…perché mi piace sognare la mia adolescenza”
_ Enrico Rava
“…Botte, bambole, whisky e luna: in fondo lavorare è meno noioso che divertirsi…”
_ Giorgio Gallione
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