Le paure e le perversioni insinuate dalle potenze occidentali in attacco permanente verso il “nemico” al centro dello spettacolo Spara, trova il tesoro e ripeti di Mark Ravenhill, che Fabrizio Arcuri mette in scena con 10 diverse pièces teatrali riunite sotto lo stesso titolo, con la sua Accademia degli Artefatti, tra humour dirompente e tensione allucinata.
A Teatri di Vita saranno presentate pièces diverse ogni sera: si parte mercoledì 24 febbraio con la presentazione generale del progetto a cura di Gerardo Guccini (ore 20) e con Nascita di una nazione, seguito giovedì 25 febbraio da Le troiane e Il mikado. Il venerdì 26 febbraio andranno in scena La madre e Donne in amore, mentre a sabato 27 febbraio si alternano Delitto e castigo e Paradiso perduto. Infine domenica 28 febbraio il ciclo di spettacoli si conclude con Tesoro e miseria, Guerra e pace e Odissea. Le diverse pièces saranno presentate a Teatri di Vita (Via Emilia Ponente 485, Bologna www.teatridivita.it info: 051.566330) e gli spettacoli suddivisi nelle diverse serate iniziano alle ore 21, 15 mentre domenica alle ore 17. Ogni singola pièce è uno spettacolo a sé stante; è possibile vederle tutte con un abbonamento speciale (30 euro).
Quattro personaggi arrivano in una città devastata dalla guerra provocata dalla loro stessa fazione. Cercato il contatto con gli abitanti, si presentano narrando la propria storia e il modo in cui l’arte ha dato senso alle loro vite e guarito i loro traumi. Giunti di fronte alla provata cittadinanza tentano, a loro volta, di portare pace e serenità attraverso l’insegnamento dell’arte.
Il regista Fabrizio Arcuri immerge questa epopea contemporanea in un’atmosfera da tragedia classica che alterna un humour dirompente e malizioso a momenti di tensione allucinata. Spara, trova il tesoro e ripeti – i cui titoli delle pièces alludono a capolavori della storia del cinema, della letteratura e della musica – è un’opera che contiene molte storie declinate in diversi modi a seconda dei meccanisimi di potere che sono alla base di qualsiasi evento e rappresentazione. Ed è anche una guerra tra finzione e realtà, tra ciò che si riconosce come vero e ciò che pretende di imporsi.
In questa lunga epopea scritta per la “i-pod generation”, sviluppata sui meccanismi dei videogiochi, emerge un atteggiamento di comprensione e vicinanza per coloro che sono stati costretti a vivere in un’epoca contrassegnata da paura, angoscia e distruzione.
Nel lavoro di Mark Ravenhill il riferimento alla guerra neocoloniale intrapresa dall’Occidente in Medio Oriente è preciso e dichiarato. E il titolo è un’allusione fin troppo esplicita all’idea che questa “Guerra Moderna” ha assunto le sembianze e l’irrealtà di un video game amplificato dalla copertura che i media mondiali hanno garantito all’evento. Ogni pièce è un piccolo e compiuto congegno teatrale che assale lo spettatore con una tensione e una carica emotiva che è la stessa che hanno vissuto i fruitori dei servizi giornalistici e televisivi che negli anni ci hanno informato delle terribili conseguenze della guerra in Iraq –meccanismo televisivo che poi spinge gli spettatori a voler ripetere subito l’esperienza e vederne un altro. Tutto il materiale si struttura attorno ad un’invasione militare e la conseguente occupazione di un territorio. Alcune pièces sono ambientate in un paese che è riconoscibile come l’Iraq. Altre, la maggior parte, in uno stato dell’Occidente – un Occidente scosso, fotografato nell’esplodere delle proprie contraddizioni, quasi deturpato da un rapporto mai risolto e sempre mediato (o negato) con la guerra in Medio Oriente.
Con quest’opera la compagnia romana dell’Accademia degli Artefatti torna sul percorso di ricerca e valorizzazione della drammaturgia inglese contemporanea, di cui ha già presentato in Italia le opere di autori come Crimp (presentate anche a Teatri di Vita) e Crouch, oltre allo stesso Ravenhill.
Mark Ravenhill (1966) debutta come drammaturgo nel 1995 con i monologhi Fist e His Mouth. Il successo arriva l’anno successivo grazie a Shopping and Fucking, messo in scena dalla compagnia Out Of Joint al Royal Court Theatre di Londra, poi prodotto e realizzato in molti paesi (tradotto e diretto in Italia da Barbara Nativi). I 17 pezzi di Shoot/get treasure/repeat sono stati rappresentati nel 2007 al Fringe Festival in un evento speciale dedicato all’autore: Ravenhill for Breakfast. Ravenhill è anche columnist delle pagine culturali del quotidiano britannico The Guardian.
In Spara, trova il tesoro e ripeti, saranno in scena Miriam Abutori, Michele Andrei, Matteo Angius, Livio Beshir, Emiliano Duncan Barbieri, Gabriele Benedetti, Chandra&Francesco&Joshua Costa, Fabrizio Croci, Pieraldo Girotto, Francesca Mazza, Danilo Puzello, Federica Seddaiu, Caterina Silva, Sandra Soncini.
TEATRI DI VITA, Centro Internazionale per le Arti della Scena, via Emilia Ponente 485 – 40132 Bologna – Italia
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