Henri Rousseau a Palazzo Ducale

L'anima primigenia del Novecento

Musei Civici di Venezia in collaborazione con 24 ORE Cultura presentano a Palazzo Ducale una mostra che sorprende fin dall’inizio.

Chi entra nella prima sala con in mente le tele di Henri Rousseau (1844-1910) resta stupito poiché non viene accolto da sguardi bidimensionali e figure dai tratti essenziali, piante tropicali e fiere dai colori densi. Ai suoi occhi si presentano invece le fattezze sensuali delle opere di un trio di accademici: Gérôme, Clément e Bouguereau.
Nonostante le prime perplessità il protagonista dell’esposizione è il Doganiere Rousseau, la mostra sottolinea da subito il suo aspetto inusuale poiché è impostata in modo da affiancare alle opere del maestro francese una costellazione di artisti eccelsi.

La formula ideata dai commissari Gabriella Belli e Guy Cogeval insieme a curatori e staff è originale dato che oltre a presentare il pittore e le sue opere ne delinea il prima e il dopo, cioè i maestri e gli eredi. La scelta di esporre le opere di artisti famosi come Goya, Redon, Kandinsky, Carrà, Ernst… non è casuale, il percorso espositivo è infatti il risultato di anni di studi. Nel caso di Rousseau questo lavoro è stato doppiamente complicato perché mai affrontato prima, basti pensare che l’ultima e unica esposizione di Henri Rousseau in Italia risale alla Biennale di Venezia del 1950, poi il silenzio fino a oggi. Un disinteresse, se non proprio incomprensione, da parte di critica e pubblico che ha accompagnato il Doganiere durante i suoi 26 anni di creazione (Rousseau inizia a dipingere nel 1884 ca).

Giudizio assolutamente opposto per quanto riguarda gli artisti che nel Doganiere hanno subito individuato un modello da seguire, un punto di partenza per i futuri sviluppi dell’arte. La base di questa ricerca è proprio la volontà di comprendere il punto di vista degli artisti rispetto all’opera di Rousseau. Come mai tanto interesse da parte del milieu culturale per un artista che il pubblico definisce ingenuo e rozzo? Come dichiara Gabriella Belli nel corso della conferenza stampa “Rousseau rappresenta la terza via” che non è quella scelta da Gauguin né quella scoperta da Picasso, ma è “un realismo candido, essenziale, virginale che dopo la guerra permetterà a tutti gli artisti di ricominciare un percorso per costruire la nuova pittura europea”. L’essenzialità primigenia e atemporale dei quadri di Rousseau accende una scintilla nell’avanguardia; Kandinsky, Picasso, Delaunay e i surrealisti sono affascinati da opere come Autoritratto (1889-90), La cavalcata della discordia (1894), L’incantatrice di serpenti (1907), I giocatori di palla ovale (1908).
_ Tutte queste opere sono visibili all’interno delle nove sezioni in cui è articolata la mostra insieme ad altre splendide tele come Foresta di Max Ernst, La boa rossa di Signac, I romantici di Carrà, Football di Delaunay e ancora Cézanne, Kahlo, Feininger, Münter… oltre cento opere in dialogo tra loro e il pubblico.

La mostra a Palazzo Ducale oltre a delineare la presenza fondamentale di questo artista nel Novecento, lancia un’ulteriore “sfida”, come la definisce sempre la Belli, e cioè la ricerca del punto di partenza dell’artista. È per questo che in mostra sono presenti anche opere del XV-XVI secolo, a conferma del grande debito che Rousseau ha nei confronti di artisti precedenti, inclusi anche i primitivi italiani.
_ Rousseau non è dunque un lavoratore del dazio di Parigi con la passione per la pittura, come conferma sempre Belli “egli è un uomo del suo tempo che conosce l’arte e decide di percorrere una via solitaria che ha un prima e un dopo.” Ed è qui che va ricercata la bellezza dell’arte di Henri Rousseau, in una mostra che presenta al pubblico un uomo dell’Ottocento, ma motore del Novecento.

HENRI ROUSSEAU
Il candore arcaico
6 marzo – 5 luglio 2015
Venezia, Palazzo Ducale – Appartamento del Doge
Orari di apertura:
9 – 19 da domenica a giovedì
9 – 20 venerdì e sabato
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
Biglietti:
€ 13,00 intero
€ 11,00 ridotto
€ 7,00 ridotto speciale
Info:
http://www.mostrarousseau.it