“Hunger” di Steve McQueen

Morire per una causa

Fino a che punto è giusto che un film, narrando di fatti realmente accaduti, si spinga nel mostrarci gli avvenimenti in tutta la loro crudezza? Ed un attore, sino a che punto deve fare uso del proprio corpo per avvicinarsi alla realtà dei fatti narrati? Nonostante sia difficile dare una risposta a questi interrogativi, si può tuttavia scegliere di assistere alle opere coraggiose e geniali di alcuni registi, solo perché esse ci aiutano a conoscere o a ricordare o, ancor di più, se esse riescono ad evocarci qualcosa di molto simile che ancora oggi accade nel mondo, a cui purtroppo ci siamo incredibilmente assuefatti.

Il video artista inglese Steve McQueen, che nel 2011 con Shame ha affrontato la non facile tematica della dipendenza dal sesso, con il suo film di esordio alla regia Hunger, migliore opera prima a Cannes 2008 ma che solo oggi esce nelle nostre sale, ci regala un film a tinte decisamente forti e ci conferma l’ineguagliabile bravura di Michael Fassbender (già Coppa Volpi per Shame) nel ruolo del protagonista.

Con terribile e lucida crudezza e senza risparmiarci nulla, Hunger narra di fatti realmente accaduti nel 1981 a dieci prigionieri politici appartenenti all’IRA guidati dal ventisettenne Bobby Sands (Fassbender), all’interno della prigione di massima sicurezza di Long Kesh nell’Irlanda del Nord, vicino Belfast. Già dagli anni ’70 Belfast era divenuta il centro degli scontri tra i seguaci dell’organizzazione indipendentista irlandese, che lottava contro l’imperialismo britannico, e le forze della Regina: tali ostilità dilaniarono per trent’anni il Regno Unito, assumendo nel tempo connotazioni religiose oltre che politiche, in quanto alle azioni dei combattenti cattolici nordirlandesi sovente seguivano rappresaglie contro l’esigua popolazione cattolica, in un contesto prevalentemente protestante. In quegli anni il governo britannico decise di utilizzare un vecchio campo di aviazione della RAF, nella località di Long Kesh, per costruirci il Maze (Labirinto), un carcere costituito da 8 edifici a forma di H (H-Blocks) dove rinchiudere i detenuti repubblicani dell’IRA catturati durante i disordini; i secondini, carnefici e vittime della stessa politica, erano in prevalenza di religione protestante e tanti quanto il numero dei prigionieri. Ciò che accadeva all’interno dei Blocchi H era lo specchio della guerra che c’era fuori.

Nell’81 alcuni degli internati, con a capo Bobby Sands, allo scopo di ottenere lo status di prigionieri politici e di indossare vestiti civili al posto dell’uniforme da detenuto comune, attuarono la protesta delle coperte – coprendo i loro corti nudi solo con una coperta – e dello sporco – senza radersi e lavarsi per mesi e sporcando le celle con i loro escrementi -. Non avendo ottenuto nulla, in nome dei loro diritti decisero di fare uno sciopero della fame che li portò alla morte. Hunger è stato definito dal regista un film necessario: magnificamente girato ed interpretato, esso ci mostra lo svolgersi degli avvenimenti partendo dagli odori, dallo sporco e dal frastuono delle proteste iniziali, dalle percosse su corpi emaciati nella penombra del penitenziario, in cui i gesti ed i rumori prendono il posto delle parole, per arrivare al cuore del film dove il protagonista “confessa” le proprie ragioni ad un prete irlandese, in un lungo e bellissimo dialogo di profonda civiltà in cui entrambi manifestano le loro opposte posizioni, pur essendo accomunati dalla medesima fede.

Il film si conclude con i lunghi giorni di agonia in seguito alla fame, dove il silenzio prelude al sacrifico estremo e le immagini tornano ad essere protagoniste. Seppur questo esordio alla regia di McQueen ha trovato distribuzione in Italia solo dopo il successo di Shame, tuttavia esso rappresenta la perfetta contrapposizione al recente The iron lady che, nel disegnare una figura privata ed oggi malata di Margaret Thatcher, ha un po’ mitigato l’eco della sua politica intransigente che di certo contribuì alla lotta armata di quegli anni. Solo dopo le morti del 1981, venne riconosciuto ai detenuti del Maze, chiuso nel 2000, lo status di prigionieri politici.

Titolo originale: Hunger
Nazione: Regno Unito, Irlanda
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Storico
Durata: 96′
Regia: Steve McQueen
Sito ufficiale: www.hungerthemovie.co.uk
Cast: Stuart Graham, Helena Bereen, Larry Cowan, Liam Cunningham, Michael Fassbender, Liam McMahon, Rory Mullen
Produzione: Blast! Films, Broadcasting Commission of Ireland
Distribuzione: Bim Film
Data di uscita: RIFF 2009
27 Aprile 2012 (cinema)