“I BACI MAI DATI” di Roberta Torre

Credenze per affetti

Venezia 67. Controcampo Italiano – Film d’Apertura
“Si vo’ passari la vita cuntenti, statti luntanu di li parenti”, recita un vecchio detto siciliano. Se vuoi vivere felice, stai lontano dai parenti. Sante parole. Il nuovo film di Roberta Torre, apre la sezione Controcampo Italiano della 67. Mostra del Cinema di Venezia portandoci in un universo familiare di superstizioni, individualità esasperate, affetti non espressi attraverso baci mai dati.

Il film è ambientato a Librino, periferia dimessa e in rovina di una Catania estiva. Manuela è una ragazzina tredicenne, che come tutte le adolescenti vive la vita piena di sogni sul futuro. Passa le giornate come donna delle pulizie in un parrucchiere dove una megera Piera Degli Esposti imbastisce tarocchi e cotonature ad annoiate mogli nell’eterna ricerca di recuperare centimetri di una bellezza che la natura ha loro sottratto. Costretta in disparte al lavoro, la sera Manuela sogna. Con la musica sparata nelle orecchie silenzia le urla della madre (una spendida Donatella Finocchiaro), le liti col padre (Giuseppe Fiorello), e forse anche l’insofferenza e lo scherno con cui la sorella Marianna le rivolge ogni singolo sguardo.

Ma i giorni di anonimato finiscono quando tra i suoi sogni in una notte d’agosto appare la Madonna a rivelarle il nascondiglio della testa della sua statua posta in centro alla piazza del quartiere e decapitata da una bravata di adolescenti. Inizia qui il calvario della povera Manuela che viene costretta dalla madre, sempre alla disperata ricerca di attenzioni maschili, a improvvisarsi santa e a ricevere file interminabili di “fedeli” in cerca dei suoi favori. Chi chiede di trovare l’amore, chi un figlio, chi “che il marito trovi un lavoro al supermercato sotto casa, turno dalle tre alle otto, che è il migliore”. Si accavallano in sequenza scene di volti disperati, tristi e forse un pò soli. Emblemi di un’umanità che è disposta sempre a dar fiato ed offerte alle proprie speranze, vissute quotidianamente come irrealizzabili. A concedersi facilmente a qualsiasi imbonitore li degni di attenzione.

Le giornate da Santa di Manuela continuano, in un climax divertente come il cinema di Roberta Torre (Tano da Morire, Angela) ci ha abituato a vedere. Inquadrature coloratissime, gag continue ed un ritmo incalzante. La regista prende in giro superstizioni, credenze e ingenuità diffuse, radicate nella cultura e non solo un retaggio di anziani, visto che molti giovani affollano ogni giorno la corte di Manuela.

Tutto sembra per collassare quando la Santa Manuela si stufa di vestire gli abiti grigi e dimessi del ruolo e cerca di scappare. Ma un miracolo la ferma. Non quello che apparirà tale sullo schermo. Ma bensì l’abbraccio e la commozione della madre che di fronte alla perdita di tutto – anche il marito l’ha abbandonata e l’altra figlia è scappata col suo nuovo amante – non vuole perdere anche l’ultimo degli affetti rimasti. Concedendo alla figlia finalmente un abbraccio e quei baci che agli uomini non aveva mai negato, ma che a lei forse non aveva ancora mai dato.

REGIA: Roberta Torre
SCENEGGIATURA: Roberta Torre, Laura Nuccilli
ATTORI: Donatella Finocchiaro, Pino Micol, Giuseppe Fiorello, Carla Marchese, Martina Galletta, Alessio Vassallo, Tony Palazzo, Valentina Giordanella, Gabriella Saitta, Lucia Sardo, Piera Degli Esposti
FOTOGRAFIA: Fabio Zamarion
MONTAGGIO: Osvaldo Bargero
MUSICHE: Federico Di Giambattista, Andrea Fabiani
PRODUZIONE: Rosettafilm, Nuvola Film, in collaborazione con Adriana Chiesa Enterprises, Regione Siciliana, Sicilia Film Commission e Cinesicilia
PAESE: Italia 2010
GENERE: Commedia, Drammatico
DURATA: 80 Min
FORMATO: Colore
Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio