“I SILLABARI”

Poli e Parise

Venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 gennaio, al Teatro Comunale andrà in scena lo spettacolo I Sillabari di Paolo Poli, liberamente tratto dall’omonima opera di Goffredo Parise.

Scritti alla metà del secolo scorso I Sillabari di Goffredo Parise sono piccoli poemi in prosa che ci sorprendono ancora oggi per la loro freschezza, per l’immediatezza quasi infantile del racconto, per la magia umile ed alta dei personaggi. Vediamo bambini stupiti in un mondo ambiguo, vecchietti arrabbiati in una società allo sbaraglio, donne sole dal quieto bovarismo periferico e uomini ancora ingenui nella lotta per la sopravvivenza. Descrivono un’Italia che cambiava velocemente nelle maglie di una lunga guerra e dava origine all’attuale bel paese. Lo spettacolo di Poli disegna alla brava figure e figurine dei vari racconti articolati fra gli anni Quaranta e Sessanta, cui fanno eco le canzonette con la loro modesta letteratura quasi sciatta, ma assai pertinente alla realtà storica.
Le ambientazioni sono di Emanuele Luzzati, galvanizzanti la grande pittura del Novecento, i costumi sorprendenti di Santuzza Calì, le musiche allusive di Jacqueline Perrotin, le coreografie divertenti di Alfonso De Filippis e dappertutto la presenza del quasi centenario Paolo Poli dall’irrimediabile infantilismo congenito.
Per una chiave di lettura chiara e sibillina dei Sillabari vale la pena citare l’introduzione che lo stesso autore antepose all’edizione completa di questa sua raccolta: «Nella vita gli uomini fanno dei programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri. In poesia è impossibile, non ci sono eredi. Così è toccato a me con questo libro: dodici anni fa giurai a me stesso, preso dalla mano della poesia, di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani, così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa. Ma alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace ma è così. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore.»

Paolo Poli (Firenze 1929), attore, regista e autore. Dopo essersi laureato in letteratura francese con una tesi su Henry Beque, insegna e lavora per la radio, oltre che recitare in compagnie vernacolari. Nel 1959 entra a far parte da La Borsa di Arlecchino, il piccolo teatro d’avanguardia che nasce a Genova grazie ad Aldo Trionfo. Ma il suo primo vero spettacolo è nel 1961, Il Novellino, che va in scena alla Cometa di Roma. A questo fanno seguito una serie di spettacoli costruiti in gran parte da montaggi di testi letterari commisti ad altre fonti di varia cultura e di cronaca popolare; è un vero e proprio teatro da camera, che rimarrà la cifra distinta del suo modo di fare spettacolo. Ed è l’inizio di una dirompente carriera: Il diavolo, 1964; Rita da Cascia, 1967; La rappresentazione di Giovanni e Paolo, 1969; Carolina Invernizio,1969; La Vispa Teresa, 1970; L’uomo nero, 1971; Giallo, 1972. A testi suoi, come i suddetti, alterna classici (Il mondo d’acqua di Nicolajs, Il suggeritore nudo di Marinetti) e parodie di commedie celebri come La nemica di Niccodemi (1969). In questo periodo gli si affianca come fedele collaboratrice Ida Omboni e, agli inizi degli anni ’70, per un breve periodo si unisce a lui la sorella Lucia, come coautrice e attrice (Apocalisse, 1973; Femminilità, 1975). Questa personalissima strada di rivisitazione di testi letterari, montati in scena con siparietti comici da avanspettacolo trova un valido sostegno in divertenti colonne sonore: brani musicali e canzonette d’epoca da lui cantate in falsetto (altra valida collaboratrice per queste ricerche musicali è Jacqueline Perrotin). Altri spettacoli: Mezzacoda (1979), curioso itinerario di mezzo secolo di cultura kitsch attraverso i salotti buoni di Gozzano e altri luoghi; Paradosso (1980), proposto a Venezia per il Carnevale della Ragione, uno spettacolo ispirato a Diderot. Negli anni ’90 il bricolage parodistico-letterario dei suoi spettacoli si accentua, e inizia la grande saga dei miti. Il coturno e la ciabatta (1990), tratto da Alberto Savinio e scritto da Ida Omboni, con le scene di Luzzati. Poi la divertente rilettura de L’asino d’oro di Apuleio (1996). Nel 1997-98 dà vita ai mitici Viaggi di Gulliver, da Swift, ancora con le scene di Luzzati, tenendo sempre alta la propria abilità di artigiano teatrale. Se scarse sono le sue esperienze cinematografiche, notevoli sono invece quelle televisive, da “Tutto da rifare pover’uomo” con Laura Betti (1960) a una ricordata “Canzonissima” (1961), dalle produzioni per ragazzi alla riduzione de “I tre moschettieri” (1976), dal programma “Tra i libri dei nonni” a “Viaggio a Goldonia” di Gregoretti (1982). Legato alla cultura grande e piccola dell’Italia di fine secolo e di quella del Novecento tra le due guerre, la cultura cioè dei nonni e dei padri, arricchita da una raffinata educazione letteraria, soprattutto francese, Poli esercita i suoi bersagli affabilmente ma puntualmente satirici contro la retorica e l’ipocrisia di una società ancora connotata sostanzialmente da mentalità piccolo-borghesi; ma lo fa a modo suo, coniugando alla satira di costume, la parodia e il funambolismo, la malinconia e il guizzo farsesco, il travestitismo e il divertissement cabarettistico. Le generazioni cambiano, ma Poli mantiene i suoi spettatori, affascinati dalla sua grazia; variando appena i materiali di partenza. Il che non è un limite, ma il segno di un’originalità e unicità di fare spettacolo abbastanza atipica in Italia.

SABATO 10 GENNAIO ALLE ORE 17.00
AL TEATRO COMUNALE CARMELO ALBERTI PRESENTERÀ LO SPETTACOLO AL PUBBLICO.
INTERVERRANNO I PROTAGONISTI

L’INGRESSO È GRATUITO.

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Speciale Giovani fino a 19 anni
€ 8, 00 per i posti disponibili in vendita il giorno dello spettacolo, su presentazione di documento d’identità.
Teatro Comunale Corso del Popolo 31, Treviso
Biglietteria
di persona: dal martedì al venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.00 ed il sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.30. Il giorno dello spettacolo un’ora prima l’inizio dello stesso.
al telefono: 0422.540480 dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.30
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Teatri S.p.A. – Società strumentale della Fondazione Cassamarca
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