lunedì, Ottobre 12, 2026
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“I Tudors” – prima stagione

Episodio 1

Da giovedì 10 luglio su Canale 5, ore 21:10
Prodotta da Showtime, scritta da Michael Hirst (già sceneggiatore di Elizabeth), interpretata da Jonathan Rhys Meyers, la serie I Tudors promette intrighi e passioni, esecuzioni sommarie e feste sfarzose.
Miei Lord, il Re!

L’ambasciatore inglese ad Urbino viene pugnalato a sangue freddo dai Francesi: gli stivali scalpitano sotto il marmo lucido della corte italiana.

Veniamo subito introdotti nella crudeltà della guerra, nel ludibrio della violenza rinascimentale.
Il sangue arriva sull’Inghilterra e ci apre le porte del castello di Sua Maestà, Enrico VIII, The King.
“Miei Lord, credo che questi siano tutti buoni motivi per entrare in guerra”.
Ecco che così, nei primi sette minuti I Tudors svelano la potenza di questo giovane leone, assetato di lotta e di potere, che dopo aver scaricato l’incombenza dei preparativi al serpeggiante cardinale Wolsey, dice irrequieto “Ora posso andare a giocare”.

Non serve spiegare il groviglio a seguire con Lady Blount (che gli darà un erede maschio destinato a morte prematura) per intravedere in Enrico VIII, sua Maestà, Il Re, la bellezza di un monarca rockeggiante.
Cosa non è se non una rockstar?
Lo shining negli occhi (splendidamente sbarrati e sgranati nella sigla iniziale, molto Six Feet Under), la foga, il vigore e il fuoco nelle pupille e sulla carne rendono il tipico drammone storico (Dio ce ne scampi!) una moderna avventura di torride relazioni e inquiete ambizioni, un mix tra un film sul potere, le responsabilità che ne conseguono, la voglia di compiere azioni inconsuete e la sempiterna vena animalesca dell’essere umano.

Enrico VIII, Sua Maestà, il Re ha diverse sfaccettature: con il cardinale Wolsey è un uomo impulsivo ma tendente all’ascolto (riuscirà a farlo passare alla storia come il firmatario di un trattato di pace, un passo avanti per la diplomazia), con il consigliere Thomas More ha dialoghi profondi che svelano la sua superba intelligenza, con il suo gruppetto di fotomodelli cavalieri (gli altri giovani mascalzoni che affollano la corte) è solo fisico, gioco, agone ormonale.

La regina, diplomatica e devotissima, vive nell’ombra delle mille e più amanti.
Una donna forte ma annientata dalla sterilità del suo grembo.
Enrico pensa che, per aver sposato la moglie del defunto fratello (nonostante il giuramento sull’ asessualità dell’unione), sia stato punito con l’impossibilità di generare un erede maschio sano e forte.

Di solito le ricostruzioni storiche sono schiacciate dal peso dell’aderenza ai fatti. Per nostra fortuna, gli sceneggiatori hanno ben deciso che questo non era nella loro agenda. Se avessero voluto ricostruire la vera vita di Enrico VIII, avrebbero probabilmente lavorato per History Channel, la cui mission, si sa è leggermente differente.

Con questo piglio sbarazzino I Tudors saltano a piè pari il problema più spinoso dei film in costume e delle serie in costume, che scambiano la lentezza per la solennità e rendono la storia, violenta, veloce, scurrile e interessantissima, un insopportabile intrattimento finto-colto in cui tutti devono recitare in punta di piedi e rendere morbosamente insostenibile il peso della narrazione.
Per nostra fortuna, le cose cambiano. Ecco perchè Enrico VIII è insieme alla vellutata Marie Antoniette una delle migliori rivisitazioni di un periodo storico (pur non raggiungendo la resa magistrale dello spirito del bardo di Romeo + Juliet di Baz Lurhmann).
That’s entertaiment!

All’ora dei giochi, la corte è sì oziosa, dedita al gioco, alla carne e al sangue (non necessariamente in quest’ordine). La violenza e la leatà sono il valore, le persone muoiono con una facilità estrema, le piaghe delle malattie si diffondono ferocemente.
Opulenti, luminosi e pavoneggianti. I Tudors sono così.
Il 16 secolo era così. Chiedete a Shakespeare.

Titolo originale: The Tudors
Nazione: Regno Unito
Anno: 2007 – in corso
Ideatore: Michael Hirst
Interpreti e personaggi
Jonathan Rhys Meyers: Enrico VIII, Henry Cavill: Charles Brandon, Sam Neill: Card. Thomas Wolsey, Callum Blue: Anthony Knivert, Natalie Dormer: Anna Bolena, Henry Czerny: Duca di Norfolk, Maria Doyle Kennedy: Caterina d’Aragona, Nick Dunning: Tommaso Bolena, Padraic Delaney: George Bolena, Jeremy Northam: Tommaso Moro
Produttore: Peace Arch Entertainment, Reveille Productions, Working Title Films, Canadian, Broadcasting Corporation
Prima visione
Prima TV Regno Unito
1 aprile 2007 Showtime
Prima TV Italia (gratuita)
dal: 10 luglio 2008 Canale 5
Prima TV Italia (pay TV)
dal: 24 aprile 2008 Mya