I Vincitori di Schermi d’Amore 10+1

La Pruebadella regista peruvianaJudith Vélez è il film pluripremiato a Schermi d’Amore di Verona che si aggiudica il prestigiosopremio Calzedonia (Motivazione: «Film intenso, sofferto, emotivamente coinvolgente, abitato da personaggi credibili e umani, di grande spessore e impreziosito da un finale catartico davvero commovente») e ilPremio Speciale della Giuria presieduta dal regista Giovanni Veronesi.

Jördis Triebel vince invece il premio come miglior attrice protagonista per il tedescoEmma’s Bliss,film che affronta con coraggio il tema dell’eutanasia.

LaGiuria giornalisti assegna il premio specialeStefano Reggiani ai registi Stefan Hillebrand e Oliver Paulus, autori diSo Long, My Heart!«Per essere riusciti a coniugare sperimentazione e fruibilità, leggerezza di tono ed una visione profonda e delicata della vita».

Mentre la Giuria Giovani ha sceltoEmma’s Bliss «per la delicatezza con cui ha saputo trattare tematiche complesse e per l’efficace messa in scena e la forza espressiva delle interpretazioni». Inoltre assegna una menzione speciale al film coreano Daisy di Andrew Lau «per la riuscita commistione tra melò e gangster movie».

E ancora, Daisy conquista ilPremio del Pubblico istituito da MINI e dalle Concessionarie Fimauto e Verona Motors.

Durante la serata di premiazione, al Filarmonico alle ore 21, verrà consegnato adEdwige Fenech il riconoscimentoFemme fatale, feministe fatale «Per la sua carriera di attrice e produttrice che ha impresso una traccia indelebile nell’evoluzione del costume italiano. Un sogno erotico, ma soprattutto un segno eretico, capace di coniugare forza seduttiva ed emancipazione femminile».

Al cineasta spagnoloGerardo Herrero, invece, il Premio alla Carriera.


Giovanni Veronesi
. Sceneggiatore e regista, nato a Prato nel 1962. Fratello dello scrittore Sandro, fa parte del gruppo di giovani che negli anni Novanta ha portato al successo il cosiddetto “cinema toscano”. Inizia a lavorare nel cinema come sceneggiatore nel 1985 con Tutta colpa del paradiso, poi continua a lavorare con Francesco Nuti (tra gli altri film ricordiamo Caruso Pascoski di padre polacco del 1988 e Willy Signori e vengo da lontano del 1989). Il suo primo lavoro come regista è Maramao del 1987, al quale segue nel 1993 Per amore solo per amore, per il quale firma anche la sceneggiatura che vince il David di Donatello nel 1994. L’anno dopo inizia la collaborazione con Leonardo Pieraccioni scrivendo per lui I laureati, e in seguito Il Ciclone (1996) e Fuochi d’artificio (1997). Nel 1996 dirige Il barbiere di Rio con Diego Abatantuono. Ha lavorato anche con Enrico Oldoini, Christian De Sica e Carlo Verdone. Nel 2003 dirige Che ne sarà di noi con Silvio Muccino e Violante Placido, cui seguono i suoi più recenti successi: Manuale d’amore (2005) con Silvio Muccino e Carlo Verdone e Manuale d’amore II (2007) con lo stesso Verdone, Monica Bellucci e Riccardo Scamarcio.

Marta Belaustegui nasce a Madrid nel 1966, dove studia alla Scuola Reale di Arte Drammatica di Madrid. Si forma come attrice lavorando in teatro. Debutta al cinema nel 1994 e nel 1996 recita al fianco di Ariadna Gil in Malena es un nombre de tango di Gerardo Herrero. Più tardi arriveranno Cuestion de su erte di Rafael Monléon, film per il quale fu nominata per il premio per la migliore attrice rivelazione al Festival del Film di Ginevra, Cha-cha-cha di Antonio Real, Si quiero di Antonio Zabaleta ed Eduardo Olasagasti e i film con Herrero Las razones de mis amigos e El principio de Arquímedes. In Italia Marta Belaustegui è stata protagonista al fianco di Enrico Lo Verso nel 2002 in L’amore imperfetto, di Giovanni Davide Maderna, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Con Cuando vuelvas a mi lado di Gracia Querejeta, acclamato al festival di San Sebastián nel 1999, Marta Belausetegui si è confermata come una delle attrici più importanti dell’attuale panorama cinematografico spagnolo.

Michela Cescon, nata a Treviso nel 1971, si diploma alla scuola per giovani attori del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi, si perfeziona poi a Mosca e Barcellona e frequenta il corso di Bruce Myers. Comincia a lavorare in teatro con Ronconi e, quindi, percorrere la propria strada al teatro di Dioniso di Torino. Nel 1994 la regista Veronica Perugini la vuole per il ruolo di Vania in Il teppista. Dopo questa prima incursione nel mondo del cinema Michela torna al teatro collaborando stabilmente con Valter Malosti, ma non abbandona il grande schermo e nel 2004 interpreta la parte di Sonia in Primo Amore di Matteo Garrone. Un film di successo che la consacra anche come attrice cinematografica. Tanto che nel 2005 Ferzan Ozpetek la sceglie per Cuore sacro e Marco Tullio Giordana per Quando sei nato non puoi più nasconderti. Seguono nel 2006 L’aria salata di Alessandro Angelini, Non prendere impegni stasera di Gianluca Maria Lavarelli e Tutte le donne della mia vita di Simona Izzo.

Anna Caterina Morariu, attrice nata nel 1980, si è diplomata alla Scuola Nazionale di Cinema, e ha partecipato a diversi stage di recitazione prima di approdare al cinema. Ma è con la fiction televisiva che trova la maggiore popolarità e, tra il 2004 e il 2005, appare in una decina di produzioni, tra cui Le cinque giornate di Milano di Carlo Lizzani, De Gasperi, l’uomo della speranza diretto da Liliana Cavani. Al cinema, dopo un’apparizione in Ocean’s Twelve (2004) di Steven Soderbergh, ottiene una parte in Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005) di Marco Tullio Giordana e finalmente un ruolo importante, quello di Cecilia, accanto a Silvio Muccino ne Il mio miglior nemico (2006) di Carlo Verdone, ruolo che le vale la candidatura al Nastro d’argento. Altri lavori per la televisione: “La omicidi” (2004) di Riccardo Milani; La maledizione dei Templari (“Les rois maudits”, 2005) di Josée Dayan e La buona battaglia – Don Pietro Pappagallo (2006) di Gianfranco Albano.


Lorenzo Balducci
attore nato nel 1983, inizia la sua carriera a quattordici anni quando si iscrive a un corso di teatro. Poco dopo arriva il debutto al cinema con I cavalieri che fecero l’impresa (2001) di Pupi Avati, cui fa seguito l’impegno nel film di Carlo Verdone Ma che colpa abbiamo noi (2003) al fianco dello stesso Verdone e di Margherita Buy. Un’esperienza che gli apre anche le porte della televisione, in particolare della serie televisiva Il Maresciallo Rocca. Serie cui collabora per cinque stagioni, ma che non lo distoglie dal grande schermo, tutt’altro. Ricordiamo, in particolare, Tre metri sopra il cielo (2003) di Luca Lucini, con Riccardo Scamarcio e Le Témoins di André Téchiné, che lo ha portato all’ultima edizione del Festival di Berlino. Per quanto riguarda gli impegni più recenti Lorenzo Balducci ha già finito di girare Last Minute Marocco di Francesco Falaschi, pellicola in uscita, e Il sole nero di Krzysztof Zanussi, con Valeria Golino e sta girando Io, Don Giovanni per la regia di Carlos Saura e la fotografia di Vittorio Storaro, che lo vedrà nel ruolo del giovane Da Ponte.

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