“I fantastici viaggi di Gulliver” di Rob Letterman

Piccoli grandi uomini

Tra il pubblico del (non-)lettore medio è opinione diffusa che I viaggi di Gulliver, anziché un graffiante libello satirico, sia un innocuo racconto per bambini. Responsabili di questa errata percezione del capolavoro di Jonathan Swift sono anche le sue non eccelse traduzioni cinematografiche. Due i titoli principali. Il primo, a cartoni animati, era degli studi Fleischer (1939). Il secondo, con attori in carne e ossa ed efficaci trucchi stop motion, era diretto da Jack Sher nel 1960. Entrambi puntavano sul meraviglioso (come faceva la prima versione, Le Voyage de Gulliver à Lilliput et chez les géants, 1902, di Georges Méliès) e lasciavano completamente da parte gli intenti satirici, tradendo così lo spirito del testo.

Non va certo meglio con questa attualizzazione diretta da Rob Letterman (al suo attivo un paio di film d’animazione non proprio memorabili come Shark tale e Mostri contro alieni). Lo spunto swiftiano è qui utilizzato solo come pretesto per imbastire una storiella che, prima di svilupparsi come avventura per bambini nell’isola di Lilliput (con una piccola puntata nella terra dei giganti), inizia come una commedia romantica newyorchese, dove le differenze tra grandi e piccoli non sono di statura fisica, ma di rango sociale.

Il Gulliver di questo film lavora come fattorino in un giornale: per conquistare la bella caporedattrice della sezione viaggi, inarrivabile per “una personcina piccola” come lui, si finge viaggiatore e scrittore. Incaricato di scrivere un articolo sul triangolo delle Bermuda, finisce in mezzo a una tempesta che lo scaraventa nell’isola di Lilliput. Qui farà da Cyrano per un lillipuziano di basso rango e animo nobile innamorato della principessa (un Cyrano in versione rock: invece dei versi alessandrini usa le parole di Kiss di Prince). E alla fine, dopo qualche schermaglia guerresca coi nemici dell’isola, riuscirà, ovviamente, anche a conquistare la caporedattrice.

Come film per bambini, I fantastici viaggi di Gulliver ci pare un raccontino senza infamia e senza lode, che scivola via senza grandi trovate (è però da segnalare almeno una scena divertente: il protagonista vestito da bambolina e costretto a muoversi nella casetta giocattolo di una bambina gigante). Jack Black, senza sforzarsi più di tanto, sfodera alcuni degli elementi più riconoscibili del suo repertorio: nei panni, come sempre, del perdente dal cuore d’oro e dall’aspetto trasandato, fa il rockettaro (come in The school of rock) e qualche mossa di wrestling (per ricordare Super Nacho). Ai suoi fans, forse, può bastare.

Un consiglio: se deciderete di andare a vedere questo film, scegliete pure la versione “piatta”. In questo caso, la qualità del 3D non giustifica in alcun modo la maggiorazione del prezzo e il fastidio degli occhiali.

Titolo originale: Gulliver’s travel
Nazione: Stati uniti
Anno: 2010
Genere: Commedia
Durata: 85’
Regia: Rob Letterman
Cast: Jack Black, Emily Blunt, Jason Segel, Amanda Peet, Billy Connolly, Catherine Tate, Chris O’Dowd
Produzione: Dune Entertainment, Davis Entertainment
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 4 febbraio 2011 (cinema)
Sito ufficiale: http://www.gulliverstravelsthemovie.com/