sabato, Agosto 15, 2026
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I premi della XI edizione di Cervino Cinemaountain

La "staffetta" con "Stradedelcinema" - VII Festival del cinema muto musicato dal vivo

La Giuria Internazionale, composta da Gaia Ceriana Franchetti, Laurence Guyon, Dermot Somers, René Vernadet e guidata dal presidente Freddy Paul Grunert ha assegnato i seguenti premi:

GRAND PRIX “CERVINO CINEMOUNTAIN”:


“Berhault” di Gilles Chappaz e Raphaël Lassabliére (Francia)

Motivazione: “E’ con grande fermezza che Gilles Chappaz ha costruito un film a partire da molteplici materiali cinematografici che esistevano su Berhault (grande alpinista francese tragicamente scomparso nel 2004 durante una traversata sul massiccio del Mischabel in Svizzera). Egli evita al contempo lo scoglio del racconto agiografico e quello del requiem per tracciare a posteriori un ritratto dell’uomo e delle sue diverse sfaccettature e per celebrare quell’alpinista eccezionale che è stato Berhault. In parallelo il film sviluppa una matrice continua che è l’interfaccia di Berhault con la telecamera che lo accompagnerà fino alla morte. Infine il montaggio è animato di vive testimonianze di chi gli era vicino, che esprimono in maniera esplicita il vuoto che ormai si creato nel mondo dell’alpinismo”.
Chappaz, ritirando il premio realizzato dallo scultore Daniele De Giorgis, dichiara la sua immensa soddisfazione e sottolinea che “il film è stato reso possibile perché molte persone hanno lavorato prima, hanno seguito Berhault registi e cameraman diversi, Laurent Chevallier, Patrick Edlinger e Philippe Magnin in primis. Ed è grazie a loro se questo film ha questo tenore ed è fedele alla personalità del grande alpinista”.


PREMIO FESTIVAL PER IL MIGLIOR GRAND PRIX DEI FESTIVAL 2007/2008:

“Asiemut”  di Olivier Higgins e Mélanie Carrier (Canada)

Motivazione: “Film di avventura di forte impatto, di una giovane coppia in bicicletta. Un cammino spirituale, geografico, emozionale che parte dalla Mongolia esterna, attraversa la Cina, il Tibet, il Nepal e raggiunge, dopo 8000 km, la baia del Bengala in India. Si premia il senso d’innocenza e la tenacia con cui la coppia racconta il suo viaggio. In particolare colpisce la sincerità nel loro rapporto, così come la spontaneità negli incontri con gli altri, la maestà dei paesaggi ed il senso d’apertura verso gli spettatori. Si ha l’impressione di essere in viaggio con loro”.


PREMIO “MONTAGNE PASSION”:

“La Montagne perdue”  di Christian Deleau (Francia)

Motivazione: “Con una visione molto particolare da alpinista solitario nell’Himalaya questo film racconta la fragilità a cui si va incontro affrontando gli 8000 m, in inverno e senza uso di ossigeno. L’impresa si sviluppa ai limiti dell’umana resistenza. Lafaille è sapiententemente guidato, da una distanza di oltre 6000 m, da sua moglie, che dalla loro casa gli fornisce previsioni meteo satellitari accompagnate da affettuose e rassicuranti conversazioni. E’ la durezza dell’attesa e l’impazienza dell’alpinista che conducono alla tragedia come lo mostra il film di Christian Deleau”.


PREMIO “VIE DE MONTAGNE”:


“Vies d’Alpage”  di Frédéric Déret (Francia)

Motivazione: “In questo film l’argomento della vita in montagna viene trattato come scelta. Si premia l’autenticità con cui questa decisione radicale ed alternativa viene descritta. Il film narra realisticamente diverse attività di montagna come la pastorizia, l’allevamento e la creazione di prodotti caseari, che pur utilizzando metodi tecnicamente avanzati rispettano in pieno la natura”.

PREMIO “CORTOMETRAGGIO”:


“La Ossa” di Gerard Sinfreu (Spagna)

Motivazione:
”Film di finzione più che documentario, sulla reintroduzione dell’orso bruno in Spagna. In particolare sulla storia di un esemplare, arrivato nei Pirenei, proveniente dalla Francia e  sulle contraddizioni e sui problemi che questa situazione determina. Il film utilizza dei personaggi per descrivere con lucidità e consapevolezza le difficoltà ed  i pregiudizi  posti dai limiti territoriali, politici,  sociali e di genere; si conclude con un ingegnoso finale  a sorpresa ed un convincente ed ironico colpo di mano”.

PREMIO “SPORTSIDE OF THE MOUNTAIN”:


“Wings on their feer” di Fulvio Mariani (Svizzera)

Motivazione: “Questo film spazia dalla neve fresca della Svizzera alle nevi del Kashmir, del Libano, della Sicilia, fino alla Patagonia. Il regista Mariani mostra la sua particolare attenzione e l’ abilità nell’uso delle luci, delle ombre, e dei movimenti: punti cardinali di ogni composizione cinematografica. Il film presenta e sviluppa i caratteri dei personaggi, e accentua il senso di avventura che li anima. Il regista compone un quadro che unisce il paesaggio con il senso della scoperta e la gioia che ne deriva”.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA:

“Becoming a woman in Zanskar” di Jean-Michel Corillion (Francia)

Premio Speciale della Giuria “Club Amici del Cervino – Società delle Guide del Cervino” a “Becoming a woman in Zanskar” di Jean-Michel Corillion. Motivazione: 
”Questo film ci fa partecipare alla vita delle popolazioni buddiste dello Zanskar per scoprirne i costumi e le abitudini. Riesce a coinvolgere nella vita della famiglia tibetana con le sue aspirazioni di libertà ed i vincoli posti dalle sue consuetudini e tradizioni. La fotografia sublima le immagini dei paesaggi himalayani e ne amplifica l’immensità la profondità e la distanza e rende accessibili gli intimi spazi di raccoglimento e di vita quotidiana”.
Premio del Pubblico assegnato in base ai voti raccolti dagli spettatori a tutte le proiezioni e che hanno espresso il loro giudizio su apposite schede a “La montagne en face” di Bruno Peyronnet.

Sono stati assegnati anche altri due riconoscimenti importanti:

PREMIO DEL CLUB ALPINO ITALIANO PER IL MIGLIOR FILM ALPINISMO:

“Berhault” di Gilles Chappaz e Raphaël Lassabliére (Francia)

PREMIO DEL PUBBLICO: 


“La montagne en face” di Bruno Peyronnet (Francia)

Ha ritirato il premio il protagonista del film, Frank, guida di Chamonix che, dopo un bruttissimo incidente, si è ritrovato a doversi reinventare una vita su una sedia a rotelle.
Dal documentario emerge una personalità esemplare per la sua forza d’animo e la sua capacità a reinterpretare la vita senza rinunciare alla sua passione per la montagna.

Dopo la premiazione e la cena di chiusura del festival, il festival si è concluso nella Piazzetta delle Guide con la proiezione di Go west di Buster Keaton musicato dal vivo da Javier Girotto al sax e da Alessandro Gwiss al pianoforte, anticipazione di quello che potremo vedere a “Stradedelcinema”, festival internazionale del cinema muto musicato dal vivo, che si terrà ad Aosta dal 10 al 17 agosto 2008.
_ Il co-direttore del festival Cervino Cinemountain, Luca Bich, prima della proiezione ha ringraziato tutti i suoi collaboratori e il pubblico che ha seguito con assiduità il festival, ha passato il testimone a Enrico Montrosset, direttore di “Stradedelcinema” che ha presentato il capolavoro di Keaton preannunciando la presenza di altri 9 capolavori del regista, da The blacksmith musicato dal vivo da Eri Kozaki al pianoforte, a The frozen north musicato da Maurizio Rinaldi, alla chitarra elettrica e Fabrizio Saiu, alla batteria durante il festival.

Foto: Andrea Moussanet