“IL BERRETTO A SONAGLI” di Luigi Pirandello
Sebastiano Lo Monaco al Teatro Da Ponte di Vittorio Veneto.
Il protagonista del dramma è il tipico personaggio pirandelliano: paradossale, grottesco e arricchito da un’arguzia, volutamente velata, che diventa evidente solo al termine della storia.
Le vicende ruotano attorno ad un presunto tradimento: Beatrice dubita della fedeltà del marito, il Cavalier Fiorica, presso il quale lavora Ciampa, il nostro protagonista; la presunta compagna d’avventure del Cavaliere è proprio la moglie del suo scrivano, che subisce, apparentemente senza opporsi, l’ossessiva gelosia di quest’ultimo. La volontà di ribellione verso il marito adultero spinge Beatrice a superare l’inibizione dovuta alla vergogna, e decide così di ricorrere alla legge per punire l’infedele.La signora Fiorica non aveva però fatto i conti con due importanti fattori: il disonore che avrebbe recato all’altra famiglia coinvolta nell’eventuale scandalo e il modello patriarcale della società siciliana. La denuncia ha effetti contrari a quelli sperati e, agli occhi dei paesani, la donna non sprofonda nel baratro del disonore, bensì in quello della pazzia.
Lo Monaco, dopo essersi recentemente cimentato nell’Otello, riscopre la sua origine sicula che gli permette di divincolarsi, piuttosto agevolmente, nella parte di Ciampa. Efficace l’uso del dialetto siciliano e, non a caso, le interpretazioni più coinvolgenti sono proprio quelle impreziosite dall’inflazione dialettale, utile per enfatizzare il lato grottesco della situazione.
Rispetto al testo originale c’è una diversa caratterizzazione del fratello di Beatrice, che risulta un giovane poco sveglio, e per questo spesso scimmiottato da Ciampa e dalla sorella. La comicità dell’opera viene accentuata proprio da siparietti di questo genere, che, sebbene risultino divertenti, perdono efficacia per la loro ripetitività. Il lato ironico della vicenda viene inoltre esaltato dal buffo atteggiamento del Delegato Spanò, che considera il proprio operato, e l’ingegnosa progettazione, un’impresa eroica.
Ne Il berretto a sonagli si ritrova il tema pirandelliano del relativismo, che fornisce una riflessione sulle modalità in cui si esplicano i rapporti tra gli uomini. Ogni individuo si presenta in maniera diversa a seconda della situazione e può utilizzare una serie di maschere, nell’opera espresse metaforicamente dai pupi-burattini, per adeguarsi facilmente ad un ambiente diverso da quello in cui si districava in precedenza. Ne consegue un’immagine camaleontica dell’uomo, estraniato da se stesso a causa di continui travestimenti che gli impediscono di acquisire un’identità definita.
Il Berretto a sonagli di Luigi Pirandello
Regia: Mauro Bolognini, ripresa da Sebastiano Lo Monaco
Compagnia/Produzione: SiciliaTeatro
Cast: Sebastiano Lo Monaco, Maria Rosaria Carli, Isa Bellini, Claudio Mazzenga, Alfonso Liguori