“IL DEFICIENTE” DELLA Compagnia Teatrale C.R.E.S.T.

Mancanza di chiarezza

Sabato 16 Febbraio, al Teatro Aurora di Marghera, si è tenuta la Prima Regionale de “Il Deficiente”, scritto e diretto da Gaetano Coltella e Gianfranco Berardi e con Pietro Minniti e Francesca Russo.

Secondo l’etimologia della parola, deficiente è colui che ha un deficit, una mancanza.
In questo caso la mancanza in questione è mancanza della vista, ma non solo, non semplicemente.
La scena si svolge in una casa dove vivono tre fratelli. Uno di loro è cieco. Tutto ruota attorno alla sua mancanza. L’intera vita in comune è regolata in base alle sue esigenze. Ad esempio i mobili sono tutti disposti in modo tale che possano essere riconoscibili al tatto e sono anche dotati di ruote, così se ci si urta contro non ci si può fare male.
Il cieco ha un deficit e tratta i suoi fratelli come deficienti.

A suo giudizio, i suoi fratelli sono privi di sensibilità, perché non godono dell’esperienza di vivere costantemente al buio, che allarga la coscienza attraverso un modo più profondo di percepire le cose. Per questo essi meritano di essere costantemente puniti. Vittimismo e sadismo si compenetrano nella figura del ragazzo cieco: egli è contemporaneamente il più debole e il più forte dei fratelli. Il bastone, da strumento di sostegno, si trasforma allora spesso e volentieri in strumento di tortura, nei confronti di quei due deficienti di fratelli. Numerose scenate, fatte di accuse e mancanze reciproche, vengono messe in scena, a dipingere un clima e un ambiente familiare malato che però si alimenta della sua stessa malattia. Ciò che viene messo in luce è un paradossale equilibrio, sorretto dal vincolo, che è anche legame, della malattia: il cieco non può vivere senza i suoi fratelli che a loro volta non riescono a vivere una vita propria, indipendente dalla mancanza del cieco.
Cosa succede se questo equilibrio patologico viene sconvolto dall’aggiunta di un quarto personaggio, esterno al nucleo familiare originario?

Crisi, distruzione, vendetta, rivincita, rinascita, ambivalenza, confusione, conflitto: per ogni nuovo legame c’è una separazione, per ogni gioia un dolore, non c’è più distinzione tra normale e anormale, tra vittima e carnefice, l’offerta di altri punti di vista complica le situazioni, piuttosto che chiarificarle. L’unica cosa chiara è il buio presente in ognuno di noi, vale a dire la nostra innegabile e inesorabile l’ambivalenza: morale, affettiva, cognitiva, che ci priva della facoltà di essere individui completi, completamente chiari e sinceri, con noi stessi e con gli altri. L’amara verità è che in un modo o nell’altro siamo tutti dei poveri deficienti.
Questo testo teatrale ha vinto il Premio Scenario 2005.

“Il deficente”
Scritto e diretto da Gaetano Coltella e Gianfranco Berardi
Con: Gaetano Coltella, Gianfranco Berardi , Pietro Minniti e Francesca Russo.
Scene e costumi di Massimo Staici;
Disegno luci di Loredana Oddone;
Datore luci e fonica di Vito Marra;
Assistente di produzione Sandra Novellino.