“IL MIRACOLO DI CANA. L’ORIGINALITÀ DELLA RI-PRODUZIONE”

Il refettorio del complesso benedettino di San Giorgio riprende virtualmente il suo originale aspetto

Quando i grandi artisti conoscevano il mestiere e dialogavano proficuamente tra di loro, il pittore diventava architetto e l’architetto pittore. E’ questo il caso di due artisti quali Paolo Veronese e Andrea Palladio che in diverse occasioni hanno collaborato all’unisono, vedi il riuscitissimo esempio di villa Barbaro a Maser.

Ora è grazie all’evoluta ricerca tecnologica che è possibile ricorrere a una perfetta ricostruzione della nota opera del Veronese, la splendida “Nozze di Cana”, potendola così ammirare come si presentava nell’ambiente per il quale l’autore la concepì, prima del suo spoglio perpetrato durante l’occupazione napoleonica.

Le “Nozze di Cana” di cui l’originale si trova al Louvre, viene così restituita e nuovamente collocata in fondo alla sala per la quale fu concepita dal maestro veneziano, in perfetta prospettiva e continuità con gli elementi architettonici previsti dal Palladio per gli stessi spazi conventuali.
Dopo l’ennesima rapina francese, invano si prodigò il Canova – subito dopo la caduta di Napoleone – per la restituzione dell’opera e di tale fallimento lo scultore si rammaricava in una lettera inviata nel 1815 al suo grande protettore, e all’epoca presidente dell’Accademia veneziana, Leopoldo Cicognara.

Da quel periodo la tanto agognata opera non è più tornata da Parigi a San Giorgio. Ora grazie alla tecnologia e soprattutto all’utilizzo di uno scanner 3 D concepito su misura, si è riusciti a realizzare questa perfetta ricostruzione, un facsimile che ha consentito agli esperti di pittura veneziana del ‘500 di approfondire la conoscenza dei colori, dei pigmenti e della preparazione dell’opera in termini dettagliati e per alcuni aspetti inediti. Interessanti i diversi passaggi nella fortuna critica del soggetto, costantemente ripreso da altri autori sia nella realizzazione di varie incisioni, sia nei disegni ma anche nelle tele di minori dimensioni.

Tali passaggi sono evidenziati nella stanza a sinistra poco prima di salire la scala all’ingresso del refettorio e ovviamente fanno da corollario alla mostra e soprattutto alla bella e unica visione una volta varcata la soglia d’ingresso della grande sala.
Un’operazione riuscita che ovviamente ha fatto molto discutere risollevando l’antico problema delle copie – in taluni casi ancora considerate originali – che affollano anche i grandi musei più o meno noti in relazione alle quali si è scomodato lo storico dell’arte Salvatore Settis con una serie di interessanti considerazioni sulle pagine di un quotidiano nazionale, naturalmente predendo spunto dalla recensione della mostra veneziana organizzata presso la Fondazione Cini.

“IL MIRACOLO DI CANA. L’ORIGINALITÀ DELLA RI-PRODUZIONE”

Dal 15 settmbre al 16 dicembre 2007

Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore
15 – 30 settembre e 12 ottobre – 16 dicembre 2007
Orari d’apertura: 10.00 – 18.00
tutti i giorni, tranne il lunedì
Biglietti di accesso alla mostra: Intero € 9.00, Ridotto
€ 7.50 (studenti fino ai 26 anni; over 65; residenti del comune di Venezia; possessori di carte Venice Card, Rolling Venice ed Enel Club, Soci Touring Club)
€ 6.00 (gruppi di almeno 15 persone)
€ 4.00 (gruppi scolastici di almeno 10 studenti con accompagnatore)