IL PESARO FILM FEST, PER LA SUA 42esima EDIZIONE, FESTEGGIA MARADONA E LA SEDUZIONE DEL NUOVO CINEMA ARGENTINO. E DEDICA L’ EVENTO SPECIALE ALLA “MEGLIO GIOVENTÙ” ITALIANA.
LA SEZIONE A CONCORSO, IL CUI PREMIO E’ DEDICATO ALLA MEMORIA DEL FONDATORE LINO MICCICHE’, ASSICURA ANCORA UNA VOLTA QUALITA’ E ALTO VALORE DI RICERCA.
ACCANTO AL “NUOVO” CHE DA SEMPRE PESARO SI IMPONE DI (RI)SCOPRIRE E RIVELARE, SARANNO PRESENTATE DUE RETROSPETTIVE INTEGRALI: l’una dedicata alla figura di Leonardo Favio, prima cantante di successo e poi significativo cineasta argentino della generazione degli anni Sessanta, l’altra omaggio alla figura di Pere Portabella, uno dei principali registi spagnoli oltreché storico produttore di fiuto di Buñuel e di Ferreri.
A FIANCO DELLE NUOVE PROPOSTE VIDEO – DEDICATE AI GIOVANI VIDEOMAKER ANDREA CACCIA E ANTONELLO MATARAZZO, AD ALCUNE ESPERIENZE INTERNAZIONALI COME LA PRODUZIONE IN DIGITALE PROVENIENTE DALLE FILIPPINE E ALL’ATTESISSIMO Manlio Sgalambro, Il consolatore di GUIDO CIONINI-, VIENE CONFERMATO L’APPUNTAMENTO CON LE SERATE DEL “CINEMA IN PIAZZA”.
LA NON FICTION E’ SEMPRE APPUNTAMENTO DI VAGLIA ALLA MOSTRA: all’interno delle varie sezioni, il documentario, di cui ormai anche l’Italia sta scoprendo sempre di più valore e qualità, resta un punto fermo della politica pesarese, quest’anno attuata attraverso un piccolo ma combattivo “focus on” sul documentario statunitense strettamente indipendente, forma essenziale per la testimonianza di tutte le nuove tendenze di un settore sempre più in espansione.
A margine, last but not least, un affettuoso ricordo dedicato alla figura di Enrico Mattei, grande figlio delle terre pesaresi: due lavori dello svizzero Gilbert Bovay prodotti dall’Eni (che collabora all’Evento), e una tavola rotonda sull’attività pionieristica che Mattei stesso ha svolto nel campo del documentario industriale e sociale.
Gli eventi speciali non finiscono qui e prevedono il ritorno di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Festival di Pesaro: Chantal Akerman, Lucian Pintilie, Chris Petit – senza considerare l’opera collettiva Mozart-Minute prodotta dalla viennese Sixpack in omaggio al 250° anniversario della nascita di Mozart – presenteranno infatti le loro ultime prove, sempre lucide e intelligenti.
Il convegno dedicato al cinema argentino è programmato per il 30 giugno, mentre quello dedicato agli esordi nel cinema italiano avrà luogo nel corso della mattinata dell’1 luglio.
A riprova della sempre più crescente importanza internazionale, il festival di Pesaro supererà le barriere locali e regionali e verrà riproposto, attraverso una selezione esaustiva di opere provenienti dalle varie sezioni, dal 4 all’8 luglio 2006 all’interno della manifestazione “I grandi festival” nell’arena di Piazza Vittorio a Roma (evento “Pesaro a Roma”).
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Lo sport e il cinema, icone della cultura popolare, si sono incontrati raramente e spesso con risultati irrisolti. La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro – da 42 anni apripista per giovani autori, cinematografie inedite, opere misconosciute o trascurate ma, soprattutto, lungimirante testimonial di una mentalità aperta frutto di freschezza intellettuale e tolleranza – dimostra ancora una volta il suo ruolo spesso in anticipo sui tempi.
Così, nell’estate di un Mondiale attesissimo per come potrebbe riportare luci di speranza all’interno dell’ambiente calcistico, la città di Pesaro realizza uno storico incontro mondiale – quello fra la rinnovata cinematografia argentina e l’emergente autorialità italiana – e, scherzosamente, prefigura una possibile finale di altri tempi. Effetto nostalgia decuplicato dai nomi e dalle opere chiamate in causa, punti di riferimento inossidabili della storia del festival marchigiano: il cinema argentino, e marcatamente l’opera di Leonardo Favio, che, allora debuttante, ebbe il privilegio di inaugurare la Mostra nel così lontano così vicino 1965.
Dunque, all’indomani del suo quarantennale, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema/Pesaro Film Festival, fondata nel 1965 da Lino Miccichè e Bruno Torri, dal 2000 sotto la direzione artistica di Giovani Spagnoletti, continua la propria ricerca del nuovo nel panorama cinematografico attuale e la valorizzazione dei cineasti che hanno saputo rinnovare il linguaggio della settima arte.
C’è di più: le nove giornate della Mostra saranno anche l’occasione per testimoniare ulteriormente il “Cinema Pride”, l’orgoglio cinefilo, quello che spinge a (ri)cercare nel film, pellicola o meno che sia, un rito collettivo da godere e trasmettere anche come occasione di festa e commemorazione (“Pesaro come occasione il tragico trentennale dell’inizio, 24 marzo 1976, della dittatura militare, giornata oggi divenuta non lavorativa in Argentina”, tiene a definire il direttore Giovanni Spagnoletti) e come occasione di ri-trovamento; Pesaro, cioè, come luogo del regista, per il regista, con il regista; Pesaro come luogo dove il regista si sente ancora regista, è regista tout-court, dove può ritrovare quindi la sua precaria identità, i suoi segni (e sogni) di riconoscimento.
In quest’edizione, lo sguardo della rassegna è spinto da un ‘vento di terra’ in direzione sud-ovest, ed esplora il cinema argentino contemporaneo (ma, in parte, anche quello di ieri), in collaborazione con l’Instituto Nacional de Cine y Artes Audiovisuales e con l’Ambasciata d’Argentina. Sarà l’occasione per effettuare una panoramica su un’importante cinematografia che nonostante la crisi economica sta vivendo uno straordinario momento creativo.
Argentina, dunque, paese oggi di molta seduzione. E visto il tempo dei mondiali, aspettando i film di Kusturica e di Risi, il programma propone due ritratti di Maradona: Maradona: vida , palabra y goles di Miguel Rodriguez Arias e Amando a Maradona di Javier M. Vasquez, e soprattutto una “mappatura” della produzione più recente. Esclusi chiaramente Lucrezia Martel, Pablo Trapero o Lisandro Alonso, i nomi più noti del circuito festivaliero e non. La scommessa è comporre un mosaico più vasto di quel cinema indipendente esploso nel bel mezzo della crisi economica, che ha metabolizzato molto dai padri e insieme declinato le proprie esigenze al contemporaneo (vedremo anche tre puntate di Gotan City, il programmma realizzato per Cult Network prima di Fox da Silvana Silvestri, Julias Bees, Fulvio Grubissich in cui si parla del cineasta desaparecido Raymindo Gleyzer). E poi: il primo film di Albertina Carri Los Rubios (ovvero la dittatura raccontata da chi allora era cucciolo), Alejandro Chomski, Dario Doria, Ana Katz, Israel Adriàn Caetano…
Fernando Birri che alla Mostra presenterà il suo lavoro più recente Za 05 Lo viejo y lo nuevo (un omaggio a Zavattini come suggerisce quel “Za” nel titolo, ma anche alla scuola di cinema di Cuba che compie vent’anni), alla conferenza stampa di presentazione di questa edizione ha detto: “grazie a manifestazioni come questa il cinema latinoamericano è diventato una presenza ininterrotta in Italia e poi in Europa. La Mostra di Pesaro ha lanciato il nuovo cinema argentino negli anni sessanta. Dopo c’è stata una dittatura, e oggi ci ritroviamo a Pesaro col nuovo cinema argentino contemporaneo. Una linea bellissima”.
A corredo dell’ampia sezione sul cinema argentino contemporaneo, la Mostra presenterà la retrospettiva completa dell’opera di Leonardo Favio, uno dei più significativi registi della generazione espressasi negli anni ’60 nonché uno dei più famosi cantanti della nazione, a cui tutti i più giovani filmmaker guardano con ammirazione.
Non solo immagini in movimento: a Palazzo Gradari sarà allestita una mostra fotografica di Valerio Bispuri dal titolo “Argentina si parte…”, con trenta istantanee che attraversano il panorama socio-geografico dell’Argentina contemporanea.
PER COMINCIARE: sabato 24 giugno, ore 15.30, al Teatro Sperimentale, l’apertura della Mostra del nuovo cinema/Pesaro Film Fest con Historias breves, un film collettivo in più cicli nato dalla volontà di scoprire i nuovi talenti argentini. Questo primo ciclo è composto da segmenti dei cineasti che, di fatto, hanno reso possibile la nascita del nuovo cinema argentino, da Bruno Stagnaro a Lucrecia Martel, da Daniel Burman a Israel Adriano Caetano. A seguire, il primo film della sezione Pesaro Nuovo Cinema Concorso (Paha Maa/Frozen Land di Aku Louhimies, “una storia di perdono” messa in atto da tre personaggi che, in un modo o nell’altro, non riescono a realizzare le proprie aspirazioni); Nocturn 29, che preceduto da un mediometraggio del 1967 inaugura la retrospettiva dedicata allo spagnolo Pere Portabella, e una selezione di cortometraggi e lungometraggi per esplorare le risorse della cinematografia digitale filippina. Per la prima proiezione in piazza, il brevissimo documentario americano Grand Luncheonette e, subito a seguire, Derecho de familia, di Daniel Burman, uno dei ragazzi prodigio di Buenos Aires , per continuare anche al fresco della sera la sentita esplorazione del nuovo cinema argentino.
Il festival prosegue la sua originale linea accademica attraverso un nutrito catalogo di dibattiti e incontri che vogliono fungere da chiose puntuali all’esperienza prettamente visiva e da intervalli curiosi e gioiosi, per un festival colto e gaudente.
MOLTEPLICI SGUARDI.
Le voci peculiari di Pere Portabella, uno dei principali registi spagnoli ma anche produttore di alcuni film fondamentali nella storia di quel paese (El Cochecito di Marco Ferreri, Viridiana di Luis Buñuel, Los golfos di Carlos Saura), e dei documentaristi indipendenti americani sono al centro di due retrospettive interessanti ed esaustive.
Regista, sceneggiatore e produttore, la filmografia di Portabella costituisce un percorso singolare nella storia del cinema spagnolo, dove si incontrano avanguardia artistica, pratica filmica e attività politica. Il caso domina la sua vita e, di riflesso, la sua arte: “E’ successo tutto un po’ per caso. Nonostante i miei primi film siano stati realizzati già negli anni ’70, è solo con gli anni ’90 che una nuova generazione di intellettuali ha riscoperto il mio cinema”.
E’ la ricerca del significato del luogo e del tempo, attraverso una pluralità di storie e visioni, individuali e collettive, il punto di partenza e di fuga del documentario americano strettamente indipendente, su cui si centra una delle tante importanti sezioni del festival pesarese. Scelta ideologica e politica su cui pesa la voglia di esplorare e curiosare nelle produzioni, rigorosamente indipendenti, di cineasti statunitensi alle prese con un luogo esplorato ma infinito, lontano e invece più prossimo di quanto non si possa credere, con uno sguardo filmico su una realtà dunque difficile da focalizzare.
20º EVENTO SPECIALE:
CINEMA ITALIANO DEL TERZO MILLENNIO
Quest’anno l’evento speciale, in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, a cura di Vito Zagarrio, è dedicato a una imponente mappatura degli esordienti nel recente cinema italiano. Una cinematografia, quella italiana degli ultimi cinque anni, spesso bistrattata ma che grazie a uno sguardo d’insieme e organico dimostra una forza e una vitalità poco conosciuta. Accanto ad autori già consolidati come Paolo Sorrentino, Vincenzo Marra, Daniele Gaglianone, Genovese e Miniero, Daniele Vicari, Eros Puglielli, Saverio Costanzo, Alex Infascelli, Alessandro Piva, la retrospettiva vuole segnalare i lavori di tanti registi che ancora non hanno trovato una giusta dimensione critica: Francesco Munzi, Fausto Paravidino, Paolo Franchi, Salvatore Mereu, Andrea Adriatico, Costanza Quatriglio, Vittorio Moroni, Stefano Mordini, Pietro Reggiani, Roberto Dordit, David Ballerini, Stefano Pasetto, Alessandro Valori…
La retrospettiva vuole avere il ruolo di verifica sullo stato attuale della nosta cinematografia, accompagnata da incontri quotidiani con gli autori di tutti i film proposti, da una tavola rotonda conclusiva e da un volume di studio edito presso Marsilio che illustrerà attraverso i saggi di autorevoli, giovani e meno giovani, critici e storici del cinema (Franco Montini, Gianni Canova, Mario Sesti, Callisto Cosulich, Valerio Sammarco, Antonio Costa, Paolo D’Agostini, Roberto Nepoti, Jean A. Gili…) i vari aspetti e temi del nuovo cinema italiano.
Una ricognizione quasi speculare a quella argentina. Anzi, sarà molto interessante osservare il nuovo delle due cinematografie in questo modo.
CONFERME. Si conferma in quest’edizione la sezione competitiva lanciata due stagioni fa, Pesaro Nuovo Cinema-Concorso, selezione di otto pellicole provenienti da tutto il mondo, che verranno esaminate da una giuria composta da Roberto Silvestri, Jasmine Trinca, Paolo Virzì. Quest’anno, oltre al premio intitolato alla memoria di Lino Miccichè, la Musicfeel (www.musicfeel.com) dei compositori Stefano Cretarola e Marco Fedele offrirà al vincitore del Concorso la realizzazione delle musiche originali per la sua prossima opera cinematografica. Un viaggio in cinematografie differenti attraverso autori, tuttavia, in sintonia per sguardo morale nei confronti della realtà, della Storia e del peso delle tradizioni come confermano soprattutto i film Primavera in Kurdistan dell’italiano Stefano Savona, Sehnsucht della cineasta tedesca Valeska Grisebach. Dalla Corea del Sud arriva invece il lirismo stilistico di Time Between Dog and Wolf, di Jeon Soo-il.
I tradizionali appuntamenti con il “Cinema in piazza”, otto in tutto, offriranno agli spettatori, che potranno assegnare un premio a loro intitolato. Ad allietare pubblico popolare, pubblico colto e giuria anche due film italiani piuttosto recenti: Perduto amor, debutto registico del cantautore Franco Battiato che si muove fra nostalgie siciliane e racconto di formazione, e Anche libero va bene, film di chiusura, esordio di quest’anno dell’attore Kim Rossi Stuart in una storia familiare raccontata con afflati neorealistici e tocchi di umanità intimista debitori del cinema di Gianni Amelio.
Fra i film in piazza anche Zhmurki, del regista russo eterna promessa Alexey Balabanov, una sorta di calembour noir arricchito dalla presenza e dai camei di più di venti star del cinema russo.
VIDEO-PROTAGONISTI.
Come di consueto, grande attenzione viene riservata anche alla produzione in video, curata da Andrea Di Mario. Il progetto di ricerca che lo “spaziovideo” cerca di incentivare è particolarmente interessante, quest’anno, per la presenza di due omaggi: il primo ad Andrea Caccia, attivo ormai da diversi anni e testimone di un percorso personale all’interno del documentario difforme dall’omologazione comunicativa imperante negli ultimi anni in questo genere. Esploso dopo il successo ottenuto con L’estate vola, presentato al Festival dei Popoli di Firenze nel 2000, Caccia, novarese classe 1968, è stato definito una sorta di epigono nostrano di Chris Marker.
Il secondo ritratto è invece dedicato alla figura di Antonello Matarazzo (Avellino 1962), il quale – dal 2000 anno di esordio produttivo quando al Festival di Bellaria i suoi lavori vengono segnalati da Enrico Ghezzi che li ripropone nella trasmisione televisiva “Fuori Orario” – procede nel segno della cifra pittorica, lavorando sull’interazione con la musica e con il morphing delle immagini come del senso.
La ricerca di visioni originali all’interno di un percorso di studio è convogliata da tutta una serie di altre proiezioni (tra cui l’attesissimo Manlio Sgalambro, Il consolatore, di Guido Cionini) ma anche, per non dire soprattutto, da tutta una rete di incontri e di dibattiti sul valore dell’immagine elettronica, nella sua forma sperimentale e di basso costo.
Pesaro ieri e oggi online: Gli appassionati potranno trovare in rete collegandosi all’indirizzo www.pesarofilmfest.it una prima versione del database generale del festival, che comprende le informazioni su tutti i film, le pubblicazioni, i convegni che la Mostra del Cinema ha prodotto in più di quarant’anni. Ogni giorno, inoltre, sarà possibile vivere online l’edizione 2006: contributi video con interviste agli autori ospiti del Festival, trailer dei film presentati e una ricca sezione di news aggiornata in tempo reale.
Pesaro a Roma: il Pesaro Film Festival, per la terza volta consecutiva, grazie alla collaborazione con l’Anec, arriverà anche a Roma nell’arena di Piazza Vittorio attraverso una selezione rappresentativa di opere provenienti da tutte le categorie e/o premiate.
L’ATTIMO FUGGENTE. Anche quest’anno verranno premiati i migliori cortometraggi prodotti dai ragazzi delle scuole elementari, medie, superiori e dell’Università. Il tema è libero, la durata massima di 3 minuti.
BUDGET, COLLABORAZIONI E SPONSOR. Il Festival (Mostra Internazionale del Nuovo Cinema ed Evento Speciale) ha un budget di circa 500.000,00 euro provenienti dalla Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Pesaro, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dalla Regione Marche, dal Programma Media della Commissione Europea. Tra le collaborazioni istituzionali spiccano quelle della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, dell’Istituto Cervantes, dell’Institut Ramon Llull, dell’Incaa, dell’ Ambasciata dell’Argentina.
Gli sponsor: Aspes Multiservizi, Della Rovere, Banca Popolare dell’Adriatico, Groupama Assicurazioni, Ripley’s Film, Eni, Ripley’s Home Video, Cathay Pacific.
Con il patrocinio de Il Resto del Carlino