Con Debora Caprioglio, Edoardo Sala, Rosario Coppolino e con Consuelo Ferrara, Fabrizio Coniglio, Mario Patané, Fabrizio Vona, Serena Marinelli, Francesco Di Trio e con la partecipazione di Mario Scaccia – adattamento e regia Mario Scaccia.
Domenica 15 febbraio 2008 ore 17.00
COMPANIA MOLIÈRE
IL SIGNORE VA A CACCIA di George Feydeau
Domenica 15 febbraio alle ore 17.00, al Teatro Lorenzo Da Ponte di Vittorio Veneto la stagione di prosa del Teatro Lorenzo Da Ponte prosegue con la divertente commedia in tre atti di Georges Feydeau, Il signore va a caccia (Monsieur chasse), scritta nel 1892 per dieci attori: sette uomini e tre donne. Il tema trattato è il preferito dall’autore: la gelosia e l’adulterio. Un marito, molto bugiardo, con la scusa della caccia, si dà all’adulterio. La moglie, nel frattempo, è corteggiata da un altro spasimante, che cerca di aprirle gli occhi sui tradimenti del marito. Il secondo atto è tutto ambientato in una garçonnière in cui si incontrano e si scontrano vari personaggi che non dovrebbero trovarsi lì. Alla fine, scoperto dalla moglie, il protagonista sarà costretto ad accettare dei compromessi. Una piacevole commedia caratterizzata da equivoci, colpi di scena, battute fulminanti, giochi di parole e scambi di persona.
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Quando Il signore va a caccia, si sa, lo fa per ingannare la moglie e dedicarsi all’amante. Duchotel, il marito che fa dell’adulterio una prassi obbligatoria, esce di casa congedandosi da sua moglie Leontine per l’ennesima volta con la scusa di una battuta di caccia con l’amico Cassagne, ma costui capita poco dopo in casa loro facendo saltare involontariamente l’alibi. E quando la moglie tradita scopre i sotterfugi del marito, decide di ripagarlo accettando la corte del migliore amico di lui, Moricet. I due si rifugiano quindi al n.40 di Rue d’Athènes a Parigi, dove però l’intimità è continuamente ostacolata da accidenti, intrusioni e grovigli di coincidenze, a cominciare proprio dalla presenza limitrofa (e ovviamente clandestina) dello stesso Duchotel che, per ironia della sorte, lì coltiva una relazione con la moglie di Cassagne, e se sotto lo stesso tetto si ritrovano marito, moglie, amanti, può accadere veramente di tutto: incontri, fughe, scambi di pantaloni e…irruzioni di polizia, in un vorticoso turbine di situazioni e di fortunosi rimedi (e naturalmente di risate) che lascia letteralmente senza fiato lo spettatore.
Un vero e proprio meccanismo ad orologeria fatto di tempi perfetti, di entrate ed uscite a ripetizione, di continui colpi di scena, che la regia di Mario Scaccia sottolinea alla perfezione: “Feydeau è leggero, spiritoso, tocca la radice dei problemi umani; non è un autore disimpegnato, le sue commedie non sono prodotto di consumo perché è vero, invece, che esse disegnano un’epoca e ne colgono i primi elementi disgregatori.” Infatti la fortuna del teatro di Feydeau non può semplicemente spiegarsi col desiderio del pubblico di divertirsi (specialmente oggi), di non pensare e di digerire, né con il gusto delle “riscoperte” poiché se c’è un autore che non ha conosciuto alti e bassi questi è proprio Feydeau; la ragione vera del suo successo da oltre un secolo è che questo genio della comicità coi suoi inghippi ed i suoi personaggi di varia umanità oltre a farci ridere ci graffia, ci schiaffeggia e ci seduce. Andiamo a sentirlo per riderci sopra, ma spesso senza accorgerci che stiamo ridendo di noi, perché certe cose capitano a tutti e soprattutto non cambiano mai.
Teatro Lorenzo Da Ponte, Via M. della Libertà – Vittorio Veneto
Tel. 0438 553836 – [biglietteria@teatrispa.it->biglietteria@teatrispa.it]






