“IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO”

L’eterna lotta fra Tempo e Bellezza

“Il Trionfo del Tempo e del Disinganno” è il primo oratorio composto da Händel, all’età di appena ventidue anni. Pertanto non si tratta di un’opera, benché l’alternanza di arie e parti recitate si adatti perfettamente ad uno scenario. Il Teatro Real di Madrid ha riproposto la versione ideata dall’Opernhaus di Zurigo, che ha inserito la vicenda in un lussuoso ristorante, trasformando i quattro personaggi allegorici in aristocratici pomposi e chic.

L’opera comincia con la “Sonata del overture”, dopo la quale il sipario si alza, rivelando la spettacolare scenografia, ricca di dettagli, che cattura immediatamente lo spettatore: nel bellissimo bistrot si muovono i personaggi e le comparse, tutti in abito da sera. Gli strascichi, i lustrini e le spalle nude ci trasportano in un mondo di sogno; il senso di irrealtà è dato anche dal fatto che interpreti e scena sono omologati sui toni del bianco e nero, trasformando il tutto in una vecchia fotografia. Subito compare la protagonista, Bellezza, interpretata magistralmente da Isabel Rey; è lei che domina incontrastata il palco, sia vocalmente sia per la forte presenza scenica. Anche Piacere (Vivica Genaux) ha conquistato il pubblico, dando il meglio di sé nella nota aria “Lascia la spina” (la cui melodia verrà riutilizzata anche nell’Almira e nel Rinaldo). Steve Davislim e Marijana Mijanović hanno dato voce al Tempo e al Disinganno, rendendo i loro personaggi freschi e accattivanti. Tutti gli interpreti si sono distinti per la carica espressiva e per l’ottima pronuncia italiana. Le splendide musiche di Händel sono state interpretate con capacità dall’Orquestra Sinfonica de Madrid, diretta dal maestro Paul McCreesh, e sono state trasmesse in diretta dalla Radio Nacional de España.

La rappresentazione ha però rivelato anche alcuni punti deboli, proprio a livello visivo; incomprensibili le continue mescolanze di abiti contemporanei e settecenteschi, e soprattutto la grande quantità di comparse, più o meno immotivate: sul palco si susseguono suore, musicisti in vesti barocche, chierichetti e angeli senza alcuno scopo preciso, giungendo all’apice dell’assurdo con un ridicolo balletto di spose e marinai. Si è cercato di toccare troppi temi, creando invece una gran confusione, un caos di personaggi inutili che vanno e vengono senza un perché. Tali imperfezioni sono però state bilanciate da alcuni momenti di grande suggestione: la Bellezza che fugge spaventata, letteralmente braccata dal Tempo inesorabile; e soprattutto l‘immagine fortissima del Tempo che smonta una bambola, arto per arto, con una ferocia ed un’espressività indimenticabili.

Durante la cena, i quattro personaggi confrontano vizio e virtù, in lunghe e drammatiche discussioni. La Bellezza, inizialmente legata al Piacere, si lascerà condurre dal Tempo e dal Disinganno alla Verità, ovvero a Dio. La splendida e felice fanciulla si converte quindi in una suora nera e spettrale, per la quale lo spettatore non può che provare pietà; il sipario si chiude sul delirio mistico di Bellezza, che saluta il pubblico col canto” Tu del Ciel ministro eletto”, accompagnata da un violino solista. Tempo e Disinganno hanno vinto, la cena è terminata.

Il trionfo del tempo e del Disinganno, oratorio di Georg Friedrich Händel
Libretto di Benedetto Pamphili
Direttore: Paul McCreesh – Regia: Jürgen Flimm – Scenografia: Erich Wonder – Costumi: Florence von Gerkan – Coreografia: Catharina Lühr – Light Designer: Martin Gebhardt
Interpreti:
Belleza: Isabel Rey – Piacere: Vivica Genaux – Tempo: Steve Davislim – Disinganno: Marijana Mijanović
Durata: 2h 30 min.
www.teatro-real.es