DA CANOVA A MODIGLIANI: IL VOLTO DELL’800

Con una grande impresa culturale Palazzo Zabarella a Padova apre le sue porte alla mostra “Da Canova a Modigliani: Il volto dell’800”, facendo con la sua Fondazione, da cerniera per l’intero territorio valorizzandone l’intero patrimonio culturale. La mostra che va dal 2 ottobre al 27 febbraio, attraverso un percorso complesso, affronta in modo nuovo certe vicende dell’arte mettendo a confronto pittura e scultura, a partire dal arte classica di Canova e Bartolini passando per il romanticismo, i Macchiaioli per giungere a Modigliani e Boccioni.

La pittura iconica, specie nella sua forma di ritratto, ha da sempre rappresentato un polo di grande attrazione per artisti e pubblico. Attraverso volti, figure, vesti, sguardi, acconciature, sfondi di ambienti, fa rivivere lo spirito del tempo restituendoci con vivezza realtà trascorse, lasciando intravedere attraverso le piccole storie, i riflessi della Storia. Palazzo Zabarella, attraverso un centinaio di sculture e quadri, ripercorre un intero secolo fino ai segni dei nuovi movimenti artistici del Novecento.

La nove sezioni si aprono con le tele di Grazia neoclassica (Bossi, Pelagi) ed esempi del naturalismo romantico (Piccio, Hayez) per proseguire poi con opere pittoriche di ritratti di famiglia, di artisti, scrittori e musicisti firmati da Piccio, Hayez, Corcos (che campeggia con la sua fanciulla pensierosa sotto un pergolato nel logo della mostra), Boldini, Modigliani, Boccioni, Balla, Fattori, Lega, Cremona, Pelizza da Volpedo.

Legato agli ideali della classicità, Canova riesce a restituirci la realtà della figura sempre associandola alla sua idea di “ bello ideale”. Con il romanticismo, in particolare con Hayez, si approfondisce l’indagine psicologica nei personaggi ritratti, veri e idealizzati a un tempo come i due innamorati del celebre Bacio, pur restando, quanto ad ambientazione, nel solco della tradizione. Giovanni Andrea Carnovali detto “il Piccio”, esponente dell’aristocrazia lombarda cultore della musica, storico, avventuroso esploratore, nella sua opera pittorica si rifa alla tradizione della scuola lombarda con citazioni, nei suoi ritratti, al Moroni, ma aggiungendovi una personalissima carica naturalistica. Con l’irrompere sulla scena dei Macchiaioli i ritratti si fanno luminos, immersi per lo più in paesaggi inondati di sole e di trasparenze, evanescenti pur nella loro resa verista.

Spetta a Ettore Tito, Vittorio Corcos, Cesare Tallone, dare conto della svolta nata dai molteplici influssi della scapigliatura, del Divisionismo, abili nel mostrare lo spirito della vita moderna trasfigurandone la quotidianità, e di fatto, già proiettati nel nuovo secolo.
La pittura audace di Modigliani, incurante di cubi e futurismo, di destrutturazione, preferisce volgersi al passato all’arte italiana del ‘300, ‘400 ridando dignità alla forma, novello Parmigianino, suggestionato dall’arte senese, dalle forme allungate del viso e del collo, ritratti modernizzati dai contrasti cromatici e assimetrie di occhi e membra. Assieme al Livornese vengono ospitati gli artisti del divisionismo e del futurismo (Balla, Boccioni, Severini) con la loro nuova interpretazione delle figure analizzate nelle inquietudini psicologiche in perpetua mutazione.

Informazioni Generali:
Dal 2 Ottobre 2010 al 27 Febbraio 2011
Orario: 9:30 – 19:30. Tutti i giorni. La biglietteria chiude 45 minuti prima.
Tel. (+39) 049 8753100; Fax (+39) 049 8752959
info@palazzozabarella.it
Prenotazioni
Telefono:
(+39) 049 8753100

Biglietti:
intero € 10,00;
ridotto speciale € 8,00;
ridotto di legge € 5,00.

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