INCONTRI INTERNAZIONALI DI CINEMA DI PARIGI

Il premio del pubblico e dei Nouveaux Regards a “La visite de la fanfare” dell’israeliano Eran Kolirin

La visite de la fanfare dell’israeliano Eran Kolirin mette d’accordo il pubblico e gli studenti di cinema venuti ad affollare le piccole e calorose sale del Réflet Medicis e dell’Arlequin, storici cinema d’essai di Parigi, nel periodo tra il 27 Novembre e il 4 Dicembre.

Lo scorso Martedì, in occasione della proiezione in anteprima del film di Kean Loach che già divise il pubblico veneziano It’s a free world, sono stati assegnati i tre premi previsti dal festival Rencontres internationales de Cinéma de Paris.

Nate come omaggio al cinema indipendente internazionale, Les rencontres hanno quest’anno permesso a numerosi giovani cineasti di fare i loro primi passi sugli schermi di due delle sale tra le più cinefile della capitale del cinema, quelle dal pubblico più rigoroso e rispettoso della settima arte.

E di arte non si è mai smesso di parlare, soprattutto tra l’inizio e la fine delle proiezioni, quando i direttori artistici del festival, microfono in mano, hanno animato i dibattiti con i registi venuti da ogni parte del mondo a presentare i loro film. Dalla Norvegia, dalla Giordabua, dall’Afghanistan, dalla Svizzera, dal Messico, dalla Russia, dal Canada, dalla Cina, dall’Isreaele, dalla Corea, dal Belgio e, infine, dalla Francia per gli ospiti in concorso; dagli Stati Uniti e dalla Romania per gli invitati d’onore.
Dibattiti poliglotti, dunque, ma soprattutto indirizzati a discernere le idee alle basi di un’opera, prima per molti, le condizioni di realizzazione e, anche, quelle finanziarie.

Queste ultime hanno fatto l’oggetto di un atelier dedicato alla produzione di film a “piccolo” budget (meno di un milione di euro) e hanno permesso, inoltre, l’incontro tra giovani cineasti (con sceneggiatura pronta già sotto braccio) ed eventuali produttori francesi.

Tra gli atelier, anche la lezione di cinema dell’invitato d’onore, il regista statunitense Todd Haynes, che ha permesso di evocare il lungo percorso cinematografico di una delle personalità più singolari del cinema statunitense indipendente contemporaneo.

Due, dunque,i premi raccolti dall’israeliano La visite de la fanfare: il film, che racconta con un tocco di intelligente umorismo il caotico arrivo di una fanfara egiziana su suolo israeliano, si é aggiudicato il premio del pubblico e quello dei Nouveaux Regards.

Il primo è il risultato di una votazione che, di proiezione in proiezione, ha visto il pubblico farsi giudice e critico di un cinema inabituale. Tale premio andrà a finanziare la distribuzione del film nelle sale francesi, nonché il suo sottotitolaggio.

Il premio Nouveaux Regards ha visto, invece, protagonisti nove giovani studenti di cinema delle università parigine. In seguito alla visione dei film in competizione, gli studenti hanno decretato, in occasione di un lugno ed argomentato dibattito, il loro vincitore, accompagnati nella loro scelta dalla regista Laurence Ferriera- Borbosa. E la loro scelta non si è , quindi, distinta da quella del pubblico loro coetaneo, se non per le due mezioni date all’israeliano Le cahier di Hana Makmalbaf e al coreano With the girl of Black Soil.

Giudizio facile, secondo alcuni, quello dei Nouveau regards. Il loro premio è andato a sostenere un film che ha un’uscita nelle sale assicurata tra qualche giorno e che ha già goduto di numerosi premi a livello europeo. Il loro giudizio avrebbe potuto sostenere i due film oggetto di menzioni, meno condiscendenti e dalla distribuzione sicuramente più fragile.

Infine, il premio della stampa, attribuito al documentario norvegese The art of negative thinking da quattro giornalisti: Mathilde Blottière (Télérama), Christine Chaumeau (Courrier International),
Gwen Douguet (toutlecine.com), Rebecca Leffler (The Hollywood Reporter).

Si conclude quindi così, l’attuale edizione di un festival che dalla stagione estiva è ritornata all’autunnale, continuando a favorire la diffusioni di film fragili, ma frutto di un riflettuto lavoro d’autore. L’autore, il regista, rimane al centro di questa manifestazione che espone le foto dei invitati nella hall del Réflet Médicis e ci invita a conoscere i volti di un cinema a tratti nascosto, ma ricco di emozioni da scoprire.