INSEGNARE IL CINEMA A SCUOLA. PER UNA VISIONE CONSAPEVOLE DELL’ AUDIOVISIVO.

Mestre (Venezia) - Si è svolto al Centro Culturale Candiani di Mestre, giovedì 20 maggio 2004, il Seminario Regionale per il Progetto Nazionale "Piano per la promozione della didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo nella scuola".

Durante tutto l’arco della mattinata i responsabili del progetto hanno discusso su ciò che è stato fatto negli ultimi anni e posto le basi per gli obiettivi futuri per crescere e migliorare il loro operato. Nel corso della giornata, inoltre, insegnanti ed alunni hanno esposto i lavori svolti durante l’ultimo anno scolastico dimostrando con materiale concreto l’importanza del linguaggio cinematografo e dell’audiovisivo nella scuola.

Ma facciamo un passo indietro e andiamo con ordine, riportando, come ha fatto Alessandra Guarino (Scuola Nazionale di Cinema, Roma – Responsabile sezione didattica e formazione preuniversitaria), un breve excursus storico del Piano Nazionale per la Promozione della Didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo nella scuola. A Partire dal 1999 dopo 3 anni di tentativi e rinvii è stato promosso, dal Ministero della Pubblica Istruzione , oggi MIUR, dall’ex IRRSAE del Lazio, ora IRRE (Istituto Regionale Ricerca Educativa), dall’Università di Roma Tre, dal GILAS, il progetto triennale Piano Nazionale per la Promozione della Didattica del Linguaggio Cinematografico e Audiovisivo nella scuola, che il sistema Irre ha realizzato nelle prime due annualità. La terza annualità è stata affidata invece alla Direzione Generale dell’Ufficio regionale per il Lazio ed è stata attuata, nelle singole regioni, dal componente Ufficio Scolastico Regionale. Il Piano ha previsto un programma integrato di formazione in servizio, ricerca e sperimentazione didattica per docenti di tutte le aree disciplinari delle scuole di ogni ordine e grado. Il percorso si è avvalso della collaborazione di esperti di didattica del cinema e degli audiovisivi e si è proposto di promuovere un diverso atteggiamento di studio, di conoscenza e di riflessione sulle potenzialità del linguaggio cinematografico ed audiovisivi come linguaggio complesso, fornendo a bambini e ragazzi capacità di lettura, di decodifica, di uso attivo, di consapevolezza critica di fronte ai messaggi e ai valori che esso trasmette. Ciò contribuisce ad educare il futuro cittadino a fare scelte autonome e consapevoli, a porre richiesta qualificate come fruitore dell’industria culturale della comunicazione audiovisiva e multimediale. L’obbiettivo in questo senso non è tanto il raggiungimento di una competenza specialistica nei docenti e negli studenti, ma la maturazione di un atteggiamento analitico sistematico, che possa contribuire alla formazione di spettatori consapevoli e attivi.

Il percorso svolto nella I annualità del Piano si è incardinato sul concetto di inquadratura, quale unità costitutiva fondamentale del linguaggio cinematografico e audiovisivo. Su tale concetto si è posto, durante l’anno scolastico1999-2000, particolare attenzione nell’analisi dei testi, sia in rapporto all’evoluzione storica del linguaggio cinematografico e audiovisivo, sia in rapporto alle determinazioni formali e semantiche dell’inquadratura, sia infine in rapporto agli altri elementi costitutivi sul piano linguistico dei testi presi in esame. Dopo un anno di pausa forzata, dovuto a problemi burocratici e organizzativi, il programma della II annualità del Piano -nell’anno scolastico 2001-2002- si è concentrato sul concetto di montaggio, quale uno dei più importanti procedimenti costruttivo/linguistici del cinema e dell’audiovisivo. Su tale concetto si è posta particolare attenzione nell’analisi dei testi, sia in rapporto all’evoluzione storica del linguaggio cinematografico e audiovisivo, sia in rapporto alle determinazioni formali e semantiche del montaggio.
Con la terza annualità il Piano, realizzato per la Regione Veneto dall’Ufficio Scolastico Regionale, si è proposto di sviluppare e di approfondire i procedimenti di analisi del film e di insegnamento/apprendimento del linguaggio cinematografico e audiovisivo, riservando particolare attenzione al discorso sulla narrazione.
Il gruppo scientifico della terza annualità del progetto – composto da Pierantonio Bertoli (Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e referente del Progetto), Maria Luisa Faccin (IRRE del Veneto, Mestre – Coordinatrice progetto, esperta DCA), Alessandra Guarino (Scuola Nazionale di Cinema, Roma – Responsabile sezione didattica e formazione preuniversitaria), Roberto Ellero (Circuito Cinema del Comune di Venezia), Giorgio Tinazzi e Rosamaria Salvatore (docenti Università di Padova – Dams – Facolta` di Lettere e Filosofia – Università di Padova – Dipartim. Discipline linguistiche comunicative e dello spettacolo), Fabrizio Borin (Università di Ca’ Foscari -Venezia, Facoltà di Lettere e filosofia), Cristina Menegolli, Valeria Pagin, Farah Polato (docenti esperte di cinema)- a conclusione di questo lungo progetto e di questa grande avventura formativa durata 4 anni si sono quindi incontrati, giovedì 20 maggio, con i docenti egli alunni che hanno aderito al Piano e con il pubblico interessato all’iniziativa. Più di trenta sono state le scuole coinvolte nella terza annualità e di ottimo livello sono stati i prodotti cartacei, multimediali, audiovisivi realizzati dalle classi ed esposti durante tutto l’arco della giornata al Centro Culturale Candiani di Mestre.

L’idea comune, emersa dagli interventi dei responsabili presenti e degli insegnanti coinvolti, è che bisogna continuare a trasformare l’alta sensibilità di giovani e adulti per le questioni legate al cinema, ben evidente negli ultimi anni, in operatività; ovvero allo stesso modo per cui vi è un aumento dei consumi di cinema deve proporzionalmente aumentare la possibilità di saper conoscere e saper leggere il linguaggio cinematografico; se non si segue questa strada il rischio è quello di cadere in uno stato di consumo passivo del cinema riducendo la sua esperienza visiva in mera fruizione abulica. L’intento che i promotori del Piano Nazionale, invece, si sono prefissati è quello di fare crescere, attraverso la didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo, docenti prima e studenti poi consapevoli dell’esperienza cinematografica affinché non si venga assorbiti dall’universo omologante della società ma si coltivi uno sguardo critico, personale e individuale con le interrogazioni, i dubbi e le domande che il cinema ci offre. Il cinema può aiutare a capire un po’ di più la vita e a viverla meglio, come dice Gillo Pontecorvo; il cinema può servire a rilanciare la speranza di un cambiamento profondo della cultura, dei rapporto umani e dei modi di vivere; avere un’idea sul cinema significa avere un’idea sul mondo come ha detto Truffaut; ebbene il cinema può essere e può fare tutto questo ma siamo consapevoli che a monte ci sia bisogno della conoscenza dei meccanismi e della caratteristiche del linguaggio cinematografico. Senza un’educazione all’immagine e una competenza adeguata per una visione consapevole del mezzo audiovisivo, lo spettatore non riesce altrimenti a decodificare correttamente i messaggi audiovisivo e corre il rischio, tra l’altro, di essere molto influenzabile (se non addirittura condizionabile) e di perdere la propria capacità di discernimento e di arbitrio, in una parola, la propria libertà. E questo vale indistintamente per i bambini, i ragazzi e gli adulti…

ISTITUTO REGIONALE RICERCA EDUCATIVA DEL VENETO www.irre.veneto.it