“IO VIAGGIO ITALIA” di Sandra Mangini
Una giovane compagnia, Amaranteghe – VenetoTeatroIndagine, porta in scena la difficoltà che incontrano le immigrate ad integrarsi nella nostra società.
C’è ancora spazio sulla scena del nostro Paese per un teatro d’inchiesta e di denuncia? La sfida è stata raccolta da una giovanissima compagnia veneta, Amaranteghe – Venetoteatroindagine che ha proposto nell’ambito di “Teatro in Campo” in Campo Pisani ai primi di agosto, “Io viaggio Italia”, uno spettacolo tutto al femminile per dare spazio sulle scene del nostro Paese alle contraddizioni ed ai problemi esistenziali, sentimentali e di integrazione con cui si debbono misurare gli immigrati che cercano di stabilirsi, fra mille difficoltà, in Italia.
Oltre a questo “Io viaggio Italia”, andato in scena con un’ininterrotta colonna sonora di musica eseguita dal vivo (percussioni, chitarra e violino), è anche la riprova della vitalità di un teatro che muove dalla società, in questo caso addirittura dalle testimonianze rese alle interpreti dalle protagoniste delle vicende narrate, per divenire momento di elaborazione e riflessione su temi che segnano profondamente il nostro contemporaneo. E ritrova così lo “specifico” della prosa di tutti i tempi che si sofferma sulle questioni più scottanti per evidenziare, nel segno di quel contrasto alla radice di ogni evento teatrale, le contraddizioni di una società.
“Non si può arrivare con le carte in regola” è il leit-motiv delle Irene, delle Giuditte, provenienti da Georgia, Moldavia e Romania, con cui si apre la serata: hanno dipinta sul volto un’angoscia che affonda le sue radici nella precarietà dei permessi di soggiorno (se e quando arrivano). E i loro stati d’animo trovano nella rigorosa regia di Sandra Mangini, che sulla scena dà una dimensione fisica alla violenza sottesa a tutte le vicende raccontate attraverso le cadute e i movimenti bruschi ed estemporanei, e nelle musiche originali, a volte ossessive, stringenti e percorse da pertinenti rimandi alle culture da cui provengono le immigrate, di Giovanna Berti e Rachele Colombo un efficacissimo supporto alla ricostruzione di un contesto che nella realtà veneta abbiamo tutti sotto gli occhi.
La drammaturgia curata da Sandra Mangini , pur partendo dalla serie di testimonianze orali raccolte dalle stesse interpreti, non si ferma al monologo originariamente trascritto, ma preferisce accorpare le vicende e articolare l’allestimento in diverse scene, alcune a due, altre a tre personaggi. Emerge, ovviamente, l’importante ruolo di assistenza agli anziani svolto dalle immigrate-badanti nella nostra società: ma nella costruzione drammaturgica di Sandra Mangini si alternano situazioni cupe e senza speranza – viene, ovviamente, toccato il tema della prostituzione – ad altre (le vicende sentimentali del simpatico Alì o quelle lavorative dell’immigrato argentino) in grado di far sorridere.
Insomma uno spettacolo non solo costruito nel segno dell’interculturalità ma anche capace di sensibilizzare il pubblico su temi sicuramente non molto gradevoli forse meglio di tante analisi sociologiche. La riuscita interazione fra i linguaggi teatrale e musicale ora stempera ora esalta alcune asprezze inevitabili nell’approccio con la realtà dell’immigrazione in Italia.. Impeccabili sia le attrici Giovanna Boscarino, Dalies Donato e Sara Paolini che le compositrici ed esecutrici delle musiche dal vivo Giovanna Berti e Rachele Colombo.
IO VIAGGIO ITALIA – di Sandra Mangini
con: Giovanna Berti, Giovanna Boscarino, Rachele Colombo, Dalies Donato, Sara Paolini
musiche di Giovanna Berti e Rachele Colombo
luci di Alessandro Scarpa
suono di Gable Nalesso
drammaturgia e regia di Sandra Mangini
una produzione Compagnia Amaranteghe – Venetoteatroindagine