Iggy Pop e The Stooges ad Azzano Decimo in concerto

Iggy Rules

Il 16 luglio ad Azzano Decimo si è esibito in concerto Iggy Pop.

Saranno stati quaranta gradi in prima fila sotto il palco, schiacciati come sardine contro la transenna, un servizio di sicurezza anche troppo efficiente e l’adrenalina che saliva.
Sul palco quattro casse con relativa testata Blackstar per Williamson, due casse e testata Laney per Watt, una batteria ben accessoriata e un sassofono, tutto montato senza tanti fronzoli e mille accorgimenti, ma in modo semplice e diretto.

Così dopo una prestante ora di concerto dei Gang of Four, si sono accese le luci e sono comparsi gli Stooges sul palco. Il primo ad arrivare è stato James Williamson con la sua chitarra Gibson Les Pauls, poi Mike Watt con il suo basso Gibson SG e successivamente Steve MacKay al sassofono e Scott Asheton alla batteria. Alla velocità della luce è partito l’iguana dal backstage per arrivare davanti al palco, stivaletti neri, jeans skinny neri e ovviamente torso nudo. Signore e Signori: Iggy Pop. Adrenalinico, scatenato, ipnotico, un outkast per definizione, pura espressione di energia e carica all’ennesima potenza. La gente era combattuta tra guardarlo incantato e scatenarsi con i suoi pezzi esplosivi.
L’inventore del Punk, un uomo che ha dato un contributo alla musica non solo in termini musicali, ma anche di moda, stile ed atteggiameti, influenzando intere generazioni di ascoltatori e di aspiranti rock star.

Partono subito con Raw Power, pezzo che introdurrà quasi tutto l’omonimo album scritto nel ’73 a quattro mani da Iggy e Williamson e con la partecipazione di David Bowie. Nella scaletta sono presenti anche alcuni dei pezzi dell’album Kill City che li rivede in collaborazione nel ’75.
Sono due le grandi novità della line-up di questo tour con unica data italiana ad Azzano Decimo, e cioè il rientro di Williason alla chitarra, che sostituisce il povero Ron Asheton (fratello di Scott) stroncato da un infarto nel 2009 e la preziosissima presenza del sassofonista Steve MacKay, riunitosi agli Stooges dopo quasi trent’ anni.
Iggy (all’anagrafe James Newell Osterberg Jr.) già al quarto pezzo si avvicina alle casse spia e incita il pubblico con il suo solito sorrisetto provocatorio a salire sul palco. Non se lo fanno ripetere due volte e dopo pochi secondi una ventina di ragazzi, riescono a spostare le transenne, e schivando la security riescono a raggiungere l’iguana, sfogando tutto il loro entusiasmo, saltando, dimenandosi e cantando un pezzo con lui. Credo che nulla avrebbe mai potuto esprimere tanta preoccupazione, quanto le faccie spaventate degli adetti alla sicurezza.
Iggy si è scatenato per un ora e venti, ha sbattuto microfoni, picchiato le casse, è saltato sugli amplificatori e ballato come un ventenne. Sembra uno scherzo della natura come un sessantatrenne con un passato alquanto vivace, fra abusi di alcol e droghe pesanti, possa avere ancora una forma fisica invidiabile, una grinta e una passione che indubbiamente l’hanno incoronato, icona punk/rock per eccellenza.
Non sono mancati pezzi storici, come I wanna be your dog, dove Iggy si è mezzo a 4 zampe a leccare l’asta del microfono, poi la stupenda Gimme Danger, una carica Search & Destroy ed in chiusura l’immancabile No Fun. Dal concerto di Cincinnati del ’70 dove Iggy aveva 23 anni, sono passati ben quarant’anni. La differenza… sinceramente non si vede!

Il mondo dagli anni Cinquanta ad oggi ci ha mostrato di tutto, milioni di modi di vestire, atteggiamenti, stili, tendenze, capelli lunghi e capelli corti, tatuaggi e piercing, colori sgargianti e vestiari cupi, tutto questo proposto spesso da personaggi che sono spariti alla velocità della luce lasciando deboli ricordi. Sono oltre quarant’anni che a torso nudo e con un paio di jeans, Iggy Pop mostra al mondo cosa vuol dire fare rock… cosa vuol dire crederci, cosa vuol dire vivere all’altezza dei propri sogni. Iggy Rules.