Il Concerto di Natale a San Marco con l’orchestra de La Fenice

Brillante interpretazione di preziose composizioni musicali del periodo barocco al concerto di Natale dell'orchestra del Teatro La Fenice

Strabiliante virtuosismo dell’estroso direttore e violinista Stefano Montanari nel Concerto per violino per la solennità della S. Lingua di S. Antonio in Padova di Vivaldi.

Ad un primo sguardo assomiglia allo strampalato portamento di un raffinato mimo. Ad ascoltarlo invece sprigiona sonorità di raro respiro. Siamo ormai abituati a riconoscere l’estrosa conduzione di Stefano Montanari ma non riusciamo a prevederne mai il risultato. Infatti meravigliano per brillantezza d’interpretazione le preziose composizioni del periodo barocco che hanno dato corpo al programma tenuto dall’orchestra del Teatro la Fenice di Venezia all’interno della Basilica di San Marco il 18 e il 19 dicembre in occasione del concerto di Natale.

Una serie di overture di Händel accompagnano il modello formale del Concerto grosso strutturato dall’esperienza musicale di Sammartini e Corelli. All’andamento dell’orchestra contribuisce il direttore stesso con delicati interventi del proprio strumento che arrivano a raggiungere lo strabiliante virtuosismo del Concerto per violino per la solennità della S. Lingua di S. Antonio in Padova di Vivaldi. Stefano Montanari trasforma le sue ampie e morbide arcate in netti tagli con i quali incidere il collo del violino al fine di provocare lo zampillio di virtuosistiche minuzie timbriche che si intensificano e si esaltano nella trascinante cadenza finale, riverberando in un dialogo continuo con la suggestione cromatica del luogo.

La cura del dettaglio impreziosisce la sonorità dell’orchestra veneziana che si veste di una brillantezza in grado di alleggerire il passaggio più contorto nel rispetto di una coesione che sembra non avere nulla da invidiare a quella di un ensemble specializzato nel genere. Risponde infatti perfettamente alla spiccata voluttà della Sinfonia Cain ovvero Il primo omicidio di Alessandro Scarlatti oltre a supportare autorevolmente tutti gli ospiti che si sono avvicendati sulla scena.

Mentre l’aria dal Samson di Händel introduce la voce del soprano Silvia Frigato, pronta a concedersi nella fervida intesa con la tromba di Piergiuseppe Doldi, alcuni estratti dalla Messa in si minore di Bach la uniscono alla vocalità del mezzosoprano Marina De Liso. Il coinvolgimento del pubblico si è potuto misurare solo dopo il conclusivo Laudamus te di Vivaldi attraverso ripetute battute di applausi liberati dopo un’ora e mezzo di raccoglimento musicale, elevando maggiormente la purezza dell’ascolto di una musica così intensa.

Si sono così espressi gli auguri natalizi che il Teatro la Fenice ha voluto porgere al proprio pubblico, resi possibili grazie alla collaborazione con la Procuratoria di San Marco.