Dopo due documentari, We Steal Secrets: The Story of WikiLeaks di Alex Gibney e We Are Legion di Brian Knappenberger, il regista Bill Condon realizza una nuova storia su Julian Assange: Il Quinto Potere.
A Julian Assange Il Quinto Potere non è piaciuto. Noi lo abbiamo visto e lo abbiamo trovato un film patinato, non tanto per lo schieramento – perché un’angolazione precisa c’è – quanto troppo sceneggiato, per l’ambizione di imbellettarlo come un thriller drammatico.
Si percepisce che Condon abbia avuto la piena consapevolezza di avere per le mani un fenomeno pericoloso e straordinario, un “visionario” affascinante e allo stesso tempo un nemico pubblico: Julian Assange. L’obietivo di Condon è stato quello di non fare un documentario, ma “esplorare le maggiori problematiche che Wikileaks ha messo in luce”. A nostro avviso il caso Assange si è rivelato difficile da gestire, per il regista.
Perseguendo il suo fine, Condon ha costruito Il Quinto Potere utilizzando uno schema convenzionale del thriller drammatico, tuttavia si è servito prevalentemente del linguaggio documentaristico per comunicare l’emblematica figura di Assange e l’impatto epocale dell’ascesa della sua ideologia.
La figura carismatica, qui accentuata con una paranoia e megalomania da leader geloso della sua “creatura” è interpretato splendidamente, con una grazia ambigua, da Benedict Cumberbatch; mentre Daniel Brühl dà il volto a Daniel, ex collaboratore, con un trasporto emozionale quasi abbagliante. Peccato solo che due attori, che insieme sono riusciti a non rendere i loro personaggi nè troppo eroici nè troppo grotteschi, siano stati risucchiati da una trama che vuole, ma non è, thriller, che ben ben presto perde il tono e il ritmo, assestandosi su troppo cliché, fino a una calma statica.
Come dicevamo, il film muove da un’angolazione ben precisa, da una visuale, che non è neutrale, anche se il regista e la produzione rivendicano il loro livello moderato, mirato a voler portare agli occhi del pubblico il culto e il disprezzo che Assange è riuscito a creare intorno in sé.
Il Quinto Potere è basato su due libri: Inside Wikileaks di Daniel Domscheit-Berg, ex braccio destro, definito spia e traditore dallo stesso Assange, e Wikileaks di David Leigh e Luke Harding. Il punto di vista della narrazione, ne dicano pure – regista a produzione – quanto ne vogliono, è quello di Daniel, seguace, braccio destro di Assange fino a quando il senso etico e la propria coscienza, ossia il pericoloso confine tra giustizia (portare alla luce tutte le azioni, indistintamente, di governi e multinazionali) e sicurezza (rivelando operazioni segrete, compresi i nomi delle persone che vi avevano partecipato, mettevano a rischio migliaia di vite) lo ha portato a interrogarsi sui limiti dell’ideale perseguito.
Assange, eroe o minaccia internazionale?
_ Il Quinto Potere, come abbiamo detto, racconta la storia di un uomo, Julian Assange e del suo ex collaboratore principale, Daniel. E’ attraverso gli occhi di Daniel, che Condon racconta la relazione tra il padre fondatore di WikiLeaks e il mondo. Il Quinto Potere si snoda tra la vita di Daniel e l’utopia della “rete”, cioè il sogno di Assange, l’uomo che aspirava ad essere un nuovo rivoluzionario al pari di Castro, che voleva scrivere la storia, non soltanto leggerla, combattendo e cambiando il sistema; l’uomo che aveva fatto della trasparenza un’ossessione, divulgando attraverso internet documenti riservati. Perché la sua filosofia era/è scoprire e rivelare segreti. Assange ha pubblicato migliaia di documenti di governi, banche e altre influenti istituzioni, per portare alla luce la verità a ogni costo, abbattendo qualsiasi “ragion di stato”, seguendo solo la sua etica da hacker ribelle. Lui e tutti i suoi “seguaci” sono stati catalogati come estremisti, sovversivi internazionali; in particolare Assange è stato descritto come un criminale con le mani sporche di sangue. Dall’altra parte il seguito di Assange è stato numerosissimo, molti, tantissimi, hanno visto in lui un illuminato, un “liberatore” intellettuale contro l’informazione pilotata dai governi.
L’arco narrativo de Il Quinto Potere va dall’incontro di Assange con Daniel fino all’asilo politico, dello stesso Assange, nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra; questo film non riesce a trasmettere quel senso di onestà narrativa, che, mai come, il caso WikiLeaks pretende, senza simulacri e senza quella patina di fiction travestita da documentario “fighetto”.
Titolo originale: The Fifth Estate
Nazione: U.S.A.
Anno: 2013
Genere: Thriller
Durata: 129′
Regia: Bill Condon
Cast: Benedict Cumberbatch, Daniel Brühl, Stanley Tucci, Laura Linney, Anthony Mackie, David Thewlis, Alicia Vikander, Peter Capaldi, Carice van Houten, Dan Stevens
Produzione: Anonymous Content, FBO, Participant Media, Reliance Entertainment
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 24 Ottobre 2013 (cinema)






