“Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Felix Herngren

100 anni di storia

Dalla gelida Svezia ecco il film che non ti aspetti: una commedia esilarante al limite del grottesco che gioca con i grandi temi della Storia e con quelli dell’esistenza quotidiana. Un’inedita dimostrazione della comicità svedese, fuori da qualsiasi schema visto finora.

Un anziano è prossimo al festeggiamento dei suoi 100 anni di vita in una casa di riposo. Ma proprio mentre gli inservienti stanno preparando la sua torta di compleanno, l’anziano scavalca la finestra della sua stanza e si getta in un’avventura pirotecnica attraverso la quale ripercorre tutte le tappe della sua grottesca vita intrecciata inevitabilmente agli avvenimenti della Storia degli ultimi 100 anni.

Tratto dall’omonimo romanzo firmato da Jonas Jonasson (Bompiani), best seller a livello internazionale, Il Centenario Che Saltò dalla finestra e Scomparve è un film piacevolmente sorprendente. Tutti conoscono ormai l’ironia britannica, quella spagnola e la varietà di quella italiana, negli ultimi anni anche la commedia francese ha svelato al mondo un aspetto diverso dei transalpini, mentre gli americani fanno commedie dall’alba della cinematografia.
Ogni paese sembrerebbe avere il proprio modo di ridere quindi, e la dimostrazione si può rintracciare forse proprio nella varietà straordinaria della commedia statunitense in grado di rispecchiare la varietà culturale stessa che la compone come Nazione. Ma nonostante questa diversità potenzialmente infinita, resta qualcosa di comune ad ogni risata, come un sostrato universale che supera i limiti della lingua e che si rintraccia nella sua funzione liberatoria e purificatrice, quel modo comune ad ogni essere umano di alleggerire la propria esistenza.

La cinematografia scandinava, e del nord Europa in generale, ci ha abituati a conoscere aspetti criptici, gelidi paesaggi che metaforizzano gli animi dei protagonisti con una comicità che latita o che si macchia inevitabilmente di una ironia nera, a volte incomprensibile a noi popoli mediterranei. Il Centenario è invece la sorpresa straordinaria che fa scoprire al mondo la commedia scandinava. E trova subito una propria collocazione nella cartografia geografica della commedia mondiale: tratti dell’ironia nera britannica si mescolano agli aspetti travolgenti della commedia francese e, prendendo in prestito spunti tipicamente americani (Mel Brooks, per esempio) contestualizza il tutto con straordinari riferimenti sarcastici alla Storia. C’è anche un uso innovativo del grottesco, più pacato rispetto alle becere commedie americane eppure meno raffinato di quello che ne fa il cinema francese: se fosse una ricetta culinaria si tratterebbe di quella dise indicata come “un pizzico” o meglio “una spolverata”.

Certo, alcuni tratti sono ancora abbastanza instabili per poter credere che la commedia svedese con questo film abbia raggiunto un posto accanto alle grandi commedie europee e americane. Alcune scene si prolungano facendo latitare la risata per un tempo forse troppo esteso, l’esuberanza comica rallenta in alcuni tratti salvo però riprendersi immediatamente con scene e riferimenti esilaranti.
_ Un carattere che stordisce il tradizionale stile comico occidentale è però quello di una totale mancanza nella trama di scene patetiche nelle quali si realizza immancabilmente il momento sentimentale, di amore o amicizia. Ne Il Centenario non ve n’è assolutamente traccia: qualsiasi sentimento d’amore è subito troncato, forse con un po’ di gelida ironia, dalle condizioni fisiche del protagonista, mentre l’amicizia è sempre in una costante instabilità, volutamente distaccata, ruvida e mai coinvolta fino in fondo da un passionale affetto, a dimostrare come probabilmente questo sia soltanto un tipico tratto del sangue mediterraneo.
_ Mettere in scena il tutto raccontando la storia di un anziano centenario sembrerebbe rendere il tutto molto più semplice. Ma pian piano, avanzando nella sua vita, si arriva a scoprire che il suo atteggiamento non è affatto dovuto alla vecchiaia e soprattutto che ogni personaggio con il quale si scontra, sia esso storico (come Stalin) o inventato (come il fratello stupido di Einstein) condivide con lui quel carattere grottesco che disegna un intero universo paradossale ed esilarante.

Con le incredibili avventure compiute nella Storia umana dal suo protagonista, Il Centenario Che Saltò dalla Finestra e Scomparve rintraccia un ennesimo aspetto della risata, inedito e come sempre, in un modo o in un altro, purificatorio: la commedia ha forse aperto le sue porte a un nuovo palcoscenico dimostrando ancora una volta le potenzialità infinite della sua creatività e ricordando come essa rispecchi precisamente, nel bene e nel male, le potenzialità infinite della risata umana e il suo carattere di salvezza nella drammaticità dell’esistenza.

Titolo originale: Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann
Nazione: Svezia
Anno: 2013
Genere: Commedia, Avventura, Drammatico
Durata: 105′
Regia: Felix Herngren

Cast: Robert Gustafsson, Iwar Wiklander, David Wiberg, Mia Skäringer, Jens Hultén, Alan Ford, Ralph Carlsson, Bianca Cruzeiro, Sven Lönn, Simon Säppenen, David Shackleton, Georg Nikoloff
Produzione: NICE FLX Pictures
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 24 Aprile 2014 (cinema)