lunedì, Settembre 7, 2026
Home Letteratura Libri “Il delitto di Montmartre” di Claude Izner

“Il delitto di Montmartre” di Claude Izner

Entusiasmanti indagini nella Parigi impressionista

“Parigi, 1891. Un delitto inspiegabile, un biglietto enigmatico, una minaccia oscura. La nuova indagine di Victor Legris.” Basterebbero le invitanti parole riportate in copertina a convincere un lettore appassionato di gialli ad acquistare questo libro davvero intrigante, ma prima di cominciare a sfogliare le pagine del voluminoso romanzo di Claude Izner bisogna tenere ben presente che non si tratta di un semplice giallo, ma di una lettura completa, a partire dall’ambientazione.

Come si deduce dalle prime due parole la vicenda si svolge nella capitale francese verso la fine del XIX Secolo, non un periodo qualunque pensando a Parigi come capitale europea dell’arte. Ma andiamo con ordine.
Victor Legris è un libraio, anzi un bouquiniste, molto richiesto a Parigi. Ma la sua attività non si ferma alla vendita di più o meno preziosi libri: egli si diverte a fotografare la sua città e i problemi che la riguardano, cercando nella fotografia un vero mezzo artistico. E di arte è costellato tutto il libro: Tasa, la sua amante, è una pittrice alla ricerca di uno stile peculiare, che frequenta varie personalità artistiche parigine, primo fra tutti Henry de Toulouse-Lautrec, ma anche artisti minori come Steinlein e Riviére, per lo più incontrati al cabaret Chat Noir o al Moulin Rouge, scatenando la gelosia di Victor. Esulando dal mondo dell’arte incontriamo rimandi a personaggi famosi, come ad esempio Jean-Marie Carcot, fondatore della neurologia che influenzò Sigmund Freud. Insomma, un’ambientazione curatissima e coinvolgente.

Il mistero che invece mette in subbuglio Victor, che scopriamo essere da qualche tempo un investigatore dilettante, riguarda una giovane ragazza, completamente vestita di rosso, morta nel carrefour des écrasés, l’incrocio degli schiacciati, tristemente famoso, come suggerisce il nome, per i continui incidenti (infatti, anche se le automobili cominciavano solo timidamente a comparire, le grandi città vedevano sfilare ogni giorno migliaia di carrozze e veicoli vari). La vicenda si collega con il nostro libraio quando nella libreria di Victor entra uno strano pastore che consegna a Kenji Mori, socio giapponese di Legris, una scarpetta rossa, dentro la quale è riportato l’indirizzo della libreria. Il giapponese, preso dal panico, esce di corsa dal negozio per prendere una carrozza, comportamento quantomeno ambiguo per un uomo altrimenti calmo e riflessivo. E’ così che accompagnato dal commesso Joseph, aspirante scrittore, Victor si perde in un’indagine intrigante e ci porta a visitare una Parigi che ricorda i fumosi bar dipinti dagli impressionisti, ma che, grazie alla parola scritta, è composta da molte più sfaccettature di una pur bella tela.

La creazione di Victor Legris è opera di due sorelle che si nascondono dietro il nome di Clude Izner. Entrambe, come il protagonista dei loro romanzi, sono libraie a Parigi e sono appassionate di storia e di gialli, connubio perfetto per far nascere un personaggio tanto gradevole. Il delitto di Montmartre è la terza indagine di Victor, preceduta, in ordine cronologico da Il mistero di rue Saits-Pères (2006) e da La donna del Père-Lachaise (2007).
Quando un romanzo mescola così sapientemente un’ambientazione ricca di particolari con un intreccio ben congeniato non possiamo che augurarci di poter leggere altre avventure del libraio più curioso di Parigi.

Claude Izner, Il delitto di Montmartre, Nord, 2008, traduzione italiana di Chiara Salina, pp. 336, euro 16,60.