Il successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo: la Maison Goupil

Palazzo Roverella, Rovigo

Tornano per la prima volta insieme le opere degli artisti italiani della seconda metà dell’Ottocento, che lavorarono per la famosa Galleria Goupil di Parigi.

La Maison Goupil fece contratti di esclusiva con pittori di diversa provenienza e formazione, francesi, italiani, spagnoli, ungheresi, una scuola vera e propria di artisti, che uniti da un comune progetto e sentimento, dipinsero scene di vita quotidiana e di genere, vedute urbane e paesaggi animati, che divennero immediatamente popolari e apprezzate da collezionisti, critici e mercanti, creando ed alimentando un gusto collezionistico di respiro europeo ed internazionale, i cui effetti proseguiranno ben oltre gli inizi del Novecento.

Fondata nel 1829 da Adolphe Goupil (1806-1893) insieme al mercante tedesco Henry Rittner (1802-1840), che sposò la sorella di Goupil nel 1834, inizialmente con la ragione sociale Henry Rittner e dal 1831 con la denominazione Rittner & Goupil, la Maison Goupil iniziò la sua attività trattando esclusivamente incisioni e litografie tratte da capolavori d’arte antica e da opere contemporanee selezionate al Salon parigino.
Rittner morì nel 1840 e Goupil si associò con Theodore Vibert (1816-1850), cambiando la denominazione in Goupil & Vibert, e dal 1846 in Goupil, Vibert & Cie, grazie all’arrivo di un nuovo partner, Alfred Mainguet.

Dagli anni ‘40 dell’800 l’attività della Galleria si ampliò con l’apertura delle sedi di Londra (1841) e soprattutto New York (1845), diretta dal figlio maggiore di Goupil, Leon (1830-1855), e sulla quale lavorò con particolare impegno Vibert. Nel 1850 Adolphe Goupil venne nominato Chevalier de la Legion d’Honneur, mutò nuovamente la ragione sociale dell’azienda in Goupil & Cie, nome che tenne fino al 1884, e in quegli anni avvenne un cambiamento particolarmente importante nella struttura della Maison, perché iniziò l’attività di vendita di opere d’arte originali.

E’ con gli anni ‘60, grazie all’apertura di una nuova sede a L’Aja in società con il mercante olandese Vincent Van Gogh, zio del pittore (1861) e di altre a Berlino, Vienna (1865), Bruxelles (1866), che la Galleria divenne un punto di riferimento per collezionisti e mercanti. Le vendite internazionali, tuttavia, si basarono sempre su uno stretto controllo da parte della casa madre: la fornitura di dipinti, stampe e fotografie rimase centralizzato a Parigi e la produzione di immagini venne fornita dai laboratori della capitale francese.

Grande importanza per la vendita dei dipinti Goupil e per il successo degli artisti ricoprirono le riproduzioni delle loro opere.
Inoltre la Maison Goupil ebbe un rapporto privilegiato con il Salon parigino, la più importante isitituzione espositiva di quegli anni e una vetrina di prestigio internazionale. Moltissimi dipinti appartenenti a Goupil vennero esposti al Salon, al pari di molti altri, non di proprietà della Maison, ma per i quali Adolphe in persona o la Maison operarono quali agenti di intermediazione per la vendita.

La presenza degli artisti italiani, che si recarono a Parigi e iniziarono a lavorare per la Galleria risale agli inizi degli anni ‘70, quando il successo nella compravendita di opere d’arte fece ampliare gli spazi espositivi e di vendita della Maison a Parigi: l’intero palazzo di rue Chaptal 9, e altri spazi espositivi di fronte all’Opera, affiancarono l’originaria sede di Boulevard Montmartre, permettendo agli artisti di avere spazi prestigiosi dove poter esporre le proprie opere. In questi anni lavorarono per la Galleria anche molti pittori Impressionisti, così come pittori di genere, pompiers, Barbizzoniers, a testimonianza di come ogni periodo storico veda sempre contemporaneamente in campo istanze anche completamente differenti tra loro, nello stesso tempo, nello stesso luogo.

Dal 1872 la Maison aggiunse nell’oggetto sociale la realizzazione e il deposito di brevetti per i diversi procedimenti di riproduzione, e nel 1877 Adolphe Goupil venne insignito per aver “contribuito a diffondere in Francia e all’estero l’amore per l’arte e i valori morali della società francese”. Nel 1884 lasciò la guida della Maison affidandola ai suoi associati, ma l’azienda manterrà fino al 1919 nelle ragioni sociali le parole “successeurs de Goupil & Cie” ad indicare l’importanza e la qualità raggiunti dal marchio.

Presero le sorti della Galleria Leon Boussod (1826-1896) e Renè Valadon (1848-1921), che unirono alle attività consolidate anche nuovi processi di stampa tipografica e una nuova politica di pubblicazione di riviste illustrate. Con loro la denominazione cambiò in Boussod, Valadon &Cie, Successeurs de Goupil & Cie, fino al 1919, anno in cui cessò l’attività della Galleria.

Negli anni di apertura furono vendute dalla Maison Goupil oltre 31.000 opere.

Il successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo: la Maison Goupil
Dal 22 febbraio al 23 giugno 2013
Palazzo Roverella
Via Giuseppe Laurenti, Rovigo
Orari:
Feriali: 9.00-19.00.
Sabato: 9.00-20.00.
Festivi: 9.00-20.00.
Chiuso i lunedì non festivi
Biglietti:
Intero: 9 euro
Ridotto: 7 euro (over 65, studenti universitari, insegnanti con documento, categorie convenzionate)
Gratuito: (fino ai 6 anni, portatori di handicap con 1 accompagnatore, giornalisti con tesserino, militari in divisa)