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“Immagine e corpo di Cristo: tra morte e resurrezione”

Cineforum Cinit S.M.Elisabetta del Lido (Ve): 12, 19 marzo 2005

Un’occasione per contemplare, indagare, riflettere e meditare sul mistero centrale dell’esistenza dell’uomo, un momento di confronto con la forza problematica di interrogativi spirituali oggi più cruciali che mai, una rassegna per capire la volontà e la modalità antitetiche con cui registi diver-si si sono accostati alla “più grande storia mai raccontata”.

a cura di Don Renato Mazzuia, Stefano Rigon e di Giovanni Santoro

Sabato 12 marzo

ore 19.00 JESUS OF MONTREAL

Il giovane attore Daniel Coulombe da poco tornato in Canada, sarà regista e protagonista di una Sacra rappresentazione della passione di Gesù: è la ricerca di veri valori in un mondo pieno di falsi miti, cioè l’incontro dell’uomo contemporaneo con Gesù, che muta e sconvolge chiunque Lo avvicini veramente. L’arte per essere tale deve essere sacra, e lo diventa se arriva all’one-stà e alla verità della vita di Cristo.

ore 21.00 THE PASSION

Film:La passione di Cristo – di Mel Gibson (2004)

Liberamente ispirato ai Vangeli di Luca, Giovanni, Matteo e Marco. Le ultime 12 ore di Cristo, dall’Orto degli Ulivi (Getsemani) dove Gesù si è recato per pregare, fino alla sua resurrezione. Un vero e proprio “caso” cinematografico, forse il più grande degli ultimi anni per le dimensioni della campagna pubblicitaria e mediatica che lo ha preceduto e seguito: questo di fatto è stato, ed è, La passione di Cristo, il già molto discusso “affresco” sulle ultime ore di vita di Gesù Cristo diretto da Mel Gibson. Roventi accuse di antisemitismo da parte dei settori più oltranzisti del mondo ebraico americano, difesa “militante” del film, dall’altra parte, dalle associazioni integraliste cattoliche, malori, decessi (veri o presunti), improvvisate “conversioni” durante le prime proiezioni, il tutto unito a un merchandising di pessimo gusto, inevitabile corollario di un fenomeno che, prima che cine-matografico, è stato, appunto, mediatico e di costume. Ma cos’è, cinematograficamente parlando, questa terza opera da regi-sta di Gibson? Un’occasione per capirlo insieme.

Sabato 19 marzo

Ore 20.15

Cortometraggio: Chi è Dio? – di Zavattini Soldati Fabbri (1948)
Tutti lo ritenevano smarrito per sempre. Invece, Chi è Dio?, viene restituito alla storia del cinema italiano per il piacere di ricer-catori, studiosi, cinefili, o semplici spettatori che si potranno confrontare con la problematica forza dei suoi interrogativi spiri-tuali, oggi più cruciali che mail. Ritrovato e restaurato dal Cinit-Cineforum Italiano, Chi è Dio? torna ad essere un piccolo ma prezioso, tassello per conoscere la storia del nostro cinema, la vitalità culturale e spirituale che si respirava negli anni dell’im-mediato dopoguerra e il segno di un’apertura pastorale della Chiesa italiana che si affermerà soltanto vent’anni più tardi con il Concilio Vaticano II.

Ore 21.00

Film: Ordet: La parola – di Dreyer (1955)

Campagna danese ai primi del secolo. Due famiglie sono divise da diverse concezioni religiose. I due patriarchi, Borge e Pe-ter, hanno lunghe discussioni sull’esistenza di Dio e sulle possibilità di rapporto fra gli umani e la fede e pensano al matrimo-nio fra i rispettivi figli. Borgen ha altri due figli: Mikkel, sposato, con una bambina, e Johannes, studente di teologia che, im-pazzito per il troppo impegno, finisce per credersi Gesù Cristo. Scoppia il dramma. La moglie di Mikkel partorisce un figlio morto poco prima di morire a sua volta. La bambina, rimasta senza la madre, cerca lo zio, convinta che sia davvero Gesù, e lo prega di resuscitare la mamma. Ma Johannes, sconvolto dalla morte della cognata, è tornato in sé. Dunque non può davvero deludere l’ingenua speranza della bambina. E così, in una scena di intensissima commozione, durante la veglia funebre, nel chiarore accecante dell’estate scandinava, Johannes ordina alla morta di uscire dalla bara. La donna riapre gli occhi. Di fronte alla fede della bambina Dio non ha potuto non intervenire. Per capire Dreyer occorre collocarlo in due quadri, di tempo e di luogo. Come tutti i nordici, a cominciare da Bergman, quando sono protestanti lo sono rigorosamente, e in profondità. Il pro-blema di Dio è presente continuamente, soprattutto nell’arte. Dreyer si era fatto incantare dal dramma Ordet di Munk, lo scrit-tore ucciso dai nazisti, e dalla sua forza surreale e paradossale. Il regista era anche uno studioso di scienze e filosofia; cono-sceva la teoria della relatività di Einstein che descriveva altre realtà oltre le dimensioni a noi conosciute. Dalla relazione tra questa peoria e il problema Dio nascono scene come la resurrezione. La scienza serve per entrare nel soprannaturale. Dreyer è titolare di un rigore espressivo che non trova uguali in nessun autore di tutto il cinema. I temi di Dreyer, le sue paure, le sue soluzioni, e anche il suo stile, non fanno più parte del nostro tempo e delle nostre idee, tanto veloci nel manifestarsi quanto nel passare.

Per partecipare a tutte le proiezioni e rassegne proposte dalle associazioni Soliti’gnoti + Cin.it. (Cineforum italiano) è necessario entrare a far parte del circolo Cinit attraverso l’acquisto della TESSERA ASSOCIATIVA (costo 4 euro).
L Tessera è valida per tutto l’anno 2005
Info:
Don Renato renatomazzuia@libero.it
Chiesa di Santa Maria Elisabetta Lido, Riviera Santa Maria Elisabetta
Tel. 041.5260072