Incontro con Aaron Betsky

L'architetto ospite a "I sabati dell'architettura" de La Biennale

Il 30 ottobre presso la sede dell’Arsenale della Biennale di Venezia, per il ciclo di incontri “I Sabato dell’Architettura” della 12. Mostra Internazionale di Architettura, Aaron Betsky, direttore della 11 edizione incontra il pubblico, per parlare dell’esibizione da lui diretta.

Con lui alla tavola rotonda, Winy Maas è direttore del MVRDV e membro del Berlage Institute di Rotterdam, Wolf Prox, dal 2001 è dottore per Honoris Causa nelle Università di Palermo e Buenos Aires, Hani Rashid, che dal 2008 lavora con Kenzo Tange e che ha partecipato a numerose Biennali di Architettura vincendo alla nona edizione il Frederik Kieser Prize.

Aaron Betsky ha curato il Padiglione Olandese nel 2002, 2004, 2006, vincendo nel 2002 il Leone d’Oro. Ha lavorato due anni come architetto associato presso uno studio a Los Angeles con il Leone d’Oro dell’edizione da lui diretta Frank O. Gehry.
Betsky ha aperto la conferenza stampa illustrando il percorso artistico della Biennale 2008, da lui stesso definita come un’edizione che ha fatto molto discutere, ma che al tempo stesso ha offerto indicazioni sulle nuove frontiere tecnico-artistico evolutive sull’architettura del futuro, a causa delle proposte rivoluzionarie.
Secondo Aaron Betsky “rivoluzione” non significa infatti rottura con il passato, ma ripensare l’esistente e le grandi conquiste della storia.

In un mondo in costante mutamento anche l’architettura deve cambiare radicalmente le forme che non devono più essere vincolate, l’architettura deve essere conseguenza di nuovi fattori di ispirazione progettuale, dove arte e design hanno un ruolo da protagonista.
La scelta di premiare Frank O. Gehry è derivata dal fatto che lui rapprenta uno dei più grandi rivoluzionari innovatori della “forma nell’architettura”, non ha temuto di sperimentare, di andare controcorrente, trovando soluzioni nuove ed innovative.

Wolf Prix ha presentato alcuni dei suoi più importanti progetti, tra cui quello di un auditorium a Monaco, dove la musica e l’esigenza dell’acustica perfetta, in interni ed esterni, ne hanno determinato la forma e i materiali da costruzione con il risultato di rappresentare un’opera originale e completamente diversa nel suo genere.

Hani Rashid ha invece fatto un’importante riflessione sul ruolo dei nuovi strumenti di progettazione (tecniche virtuali, tecniche 3D, informatizzazione) e di come questi abbiano influenzato l’idea e la progettualità dell’architetto.
Fermo restando che lo schizzo e il disegno a mano rimangono ancora il primo passo, assieme all’imaginazione umana, nella traduzione materiale dall’idea al progetto, i nuovi strumenti possono ampliare gli orizzonti dove opera l’architetto, permettendo di sperimentare nuove dimensioni.
Tutti i partecipanti alla conferenza condividono inoltre dell’idea che le nuove generazioni dovrebbero conoscere a pieno tutti gli strumenti di progettazione, dallo schizzo alla presentazione virtuale in 3D, senza diventarne schiavi, dovrebbero addomesticarli ai propri usi.
Secondo Aaron Betsky, ogni grande architetto è stato innovatore della sua epoca, rompendo con la tradizione storica, rivoluzionando mezzi e tecniche, e rompere con la storia non significa rinegarla, ma rivoluzionarla.

Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio