Incontro con Kurt W. Foster

Per i Sabati di Architettura de La Biennale "Life after Metamorph. The last six years of architecture"

Il 16 ottobre alla 12. Mostra Internazionale di Architettura alle ore 14 presso la sede dell’Arsenale a Venezia si è tenuto l’incontro con Kurt W. Foster, direttore dell’ottava edizione, che contava in giuria Luis Fernandez Galliano e che ha premiato Biarke Ingels con Leone d’Oro.

L’esposizione del 2004 è stato un momento di riflessione sui grandi cambiamenti avvenuti nei primi anni del Ventunesimo secolo, e sul fatto che, anche se l’intervallo è stato breve, quello che è accaduto non ha precedenti, ha cambiato radicalmente lo stile di vita dell’umanità.

Cambiamento climatico, desertificazione, terremoti, uragani, esaurimento carboni fossili, consumismo e la tragedia dell’11 settembre 2001 delle Twin Towers a New York hanno indotto l’architetto a prendere atto che il mondo si è modificato e che le soluzioni e le proposte per il futuro dovevano essere nuove e innovative.
Alla tavola rotonda si è discusso e si sono analizzati i progetti presentati durante l’esposizione e il ruolo dell’architetto nel futuro, se dovesse essere visto come un “architetto eroe” e creatore di importanti opere o semplicemente solo come un “eroe” in grado di rispondere alle emergenze in modo pragmatico.

Nella presentazione, a cura di Luis Fernandez Galliano, è emerso che gli architetti del nostro tempo sono diventati delle icone, e di come la loro immagine superi ormai l’importanza del loro operato.
Anche l’architetto, come il cantante, lo stilista e l’attore, presta il proprio volto per pubblicizzare borse, abiti, penne, gioielli, ma anche per promuovere musei, banche o addirittura come Frank O. Gehry apparso nelle serie animata de I Simpson.
Risulta che l’immagine dell’architetto è ben lontana da quella dei grandi maestri come Le Corbusier che posavano con rigore vicino alle loro architetture, e dove l’architetto non aveva senso di esistere se non in simbiosi alle proprie creazioni.

Kurt W. Foster ha evidenziato come tutto quello che era stato proposto nell’ottava Biennale di Architettura abbia davvero anticipato il futuro, e di come i grandi architetti siano diventati carismatici e come le loro personalità contino nella singolarità di realizzazione del loro progetto.

Se Galliano è contrario all’architetto icona, Bjarke Ingels, Leone d’Oro alla Biennale Architettura 2004, invece trova che sia un riscatto per una figura che da secoli ha dovuto lottare per guadagnare il prestigio e la stima dell’artista.
Secondo Ingels un’immagine forte può aiutare ad imporre maggiormente se stesso e le proprie idee nel lungo percorso relazionale artistico.
La conferenza si è chiusa con un’importante riflessione “l’architetto diventa una figura d’eccezione o l’architetto deve agire in modo eccezionale?”.

Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio.