Interaction generation

Scambi Culturali e Artistici tra Cina e italia

Martedì 27 ottobre si è inaugurata presso lo spazio Atelier 3 +10 di Mestre la mostra dedicata agli interscambi culturali tra Italia e Cina, Interaction generation. Con questa mostra si intende offrire una panoramica transculturale, pluralista e multimediale sull’attuale ricerca artistica condotta dai 26 aderenti all’iniziativa.

Le nuove generazioni non possono che proporsi e rapportarsi in termini interattivi nei continui e veloci scambi che ormai legano mondi e ambienti distanti tra loro ma anche sempre più vicini. Le usuali contrapposizioni e rigide dicotomie tra nord e sud, tra occidente e oriente sembrano venire meno e sfaldarsi di fronte a una diffusa globalizzazione che comunque ci riconduce a cercare di trovare le peculiarità di ciascun luogo.

Nelle nostre analisi e considerazioni non possiamo non addentrarci a stabilire allo stesso tempo analogie e differenze che ci aiutino a comprendere oggi fenomeni di cui possiamo cogliere l’essenza solo tramite una serrata analisi che possa far emergere tali dinamiche risultanze. Credo che sia questa l’intenzione di Zhongqi Geng nel suggerire il titolo all’attuale rassegna, sulla stregua di una ricerca artistica che leghi culturalmente i due estremi di un percorso tra Italia e Cina e viceversa, quasi un riattraversamento dell’antica via della seta, itinerario privilegiato già dai tempi dei romani, che poi riprese vigore e maggiore fama nel Medioevo con i viaggi di Marco Polo.

Sicuramente una via che tocca vari Paesi, entra nella storia del Mediterraneo, percorre le svariate terre del Medio Oriente, per addentrarsi nell’India e poi sperdersi nella grande Cina. Si potrebbe definire un mondo naturalmente transculturale se non interculturale, quando le ragioni del commercio coincidevano e serenamente convivevano con le grandi culture di quei luoghi, con le loro inviolabili tradizioni. Una necessità che si avverte soprattutto ancora oggi in cui il confronto non può che aprirsi in un proficuo comparativismo atto a superare le reciproche diffidenze e le vaghe necessità di supremazia di una cultura sull’altra per un più conseguente e pacifico assorbimento delle istanze culturali di ciascuna civiltà che possa ancora realmente definirsi tale.

Sono queste anche le intenzioni degli artisti che ora espongono a Interaction generation: Elena Bovo, Lara J. Marconi, Alice Andreoli, Annamaria Maccapani, Elena Marocchi, Francesca Zucca, Kreshnik Sulejmani, Laura Omacini, Marina Zaffalon, Francesca Bizzotto, Ignazio Lambertini, Giuseppe D’Angelo, Shiliuzhang, Lu Kangyou, Cai Zehong, Yang Yu, Chen Mo, Zhang Shaozeng, Zhang Yongqiang, Yun Jia, Zhang Yili, He Yu, Guo Qikai, Liao Biru, Yang Yifan, dodici giovani artisti italiani e tredici cinesi, alcuni dei quali alla loro prima partecipazione espositiva. L’intenzione è quello di dare concretezza a una ricerca che si fa sempre più pluralistica, i segnali di uno scambio incondizionato e libero di apertura su dimensioni e concezioni semplicemente più vicine tra di loro.

La mostra rimarrà aperta fino al 10 novembre 2015, da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 17.00