Intervista a Pilar

Pilar racconta a NonSoloCinema la sua idea “artigianale” di musica e di come è stato lavorare all’album “Sartoria Italiana fuori catalogo”.

NSC: il titolo del tuo album Sartoria Italiana fuori catalogo è molto originale, da dove viene questo titolo e cosa puoi dirci sulla lavorazione? E’ stata scelta la Sicilia come luogo per registrare?

P.: Il disco è nato dall’incontro con Bungaro, abbiamo scritto e pensato il progetto con tempi felicemente “vintage” , senza vincoli. Il titolo è sia la sintesi di questa lentezza, oggi purtroppo “fuori catalogo”, sia quella di altri aspetti del sentire che mi sono cari…l’ironia, l’italianità, la volontà di dare il mio piccolo contributo per proteggere la Bellezza del nostro Paese, la rabbia di leggere e vedere quante volte quest’ultima venga offesa. Ho registrato interamente il disco in Sicilia non solo perchè l’arrangiatore del disco – Tony Canto – è messinese, ma per un forte legame che ho da sempre con l’isola. Attraverso il lavoro fatto con il disco ho moltiplicato le occasioni di ritorno…soffro di “sicilitudine”…diciamo così.

NSC: E’ bella l’idea di pensare a una canzone come a qualcosa di “fatto a mano”proprio come a un abito. Trovi delle similitudini?

P.: abbiamo registrato il disco con cura e modalità “sartoriale”, in presa diretta, usando al minimo i materiali “acrilici”. Le canzoni scelte per la tracklist sono quelle che “indossavo” meglio. La musica e i tessuti hanno in comune trame, orditi, arrangiamenti e imbastiture.

NSC: Nell’album è presente un pezzo in francese. Come ti trovi a scrivere in una lingua diversa dall’italiano?

P.: L’esperimento di Cherchez la Femme è andato a segno, mi ha divertito molto scrivere in francese concetti che da tempo avrei voluto esprimere in italiano.

NSC: La voce è la vera protagonista di tutte le traccie. Gli arrangiamenti la arricchiscono e ne sottolineano la originale versatilità. Come è stato mescolare voci e suoni in questo modo?

P.: Il fine ultimo dei musicisti è suonare, fare concerti, fare musica davvero, ovunque sia possibile. Era quindi necessario non usare moltissimi strumenti in modo da essere certi di poter riprodurre dal vivo molto del suono del disco. Lo scambio con i musicisti sul palco per me è essenziale come sapere di avere accanto artisti che, come me, hanno voglia di dare sempre qualcosa di diverso alla stessa canzone. La mia voce a volte suona, a volta interpreta. Lo penso come uno strumento, emotivo e colorato.

NSC: C’è un brano del tuo album a cui sei particolarmente legata?

P.: Di ciascuna delle canzoni presenti sul disco ricordo perfettamente dove è stata scritta e perchè. Sono fotografie di vissuto e di viaggi. Di certo con Dopo l’amore ho un legame forte. Il testo è stato scritto in una delle spiagge della Riserva dello Zingaro (Sicilia…).

6. Cosa ascolti nel tuo mp3?

P.: Non uso l’mp3, e non ascolto file digitali. Sono una donna all’antica, o forse lo sono soprattutto le mie orecchie. Negli ultimi tempi ascolto Pacifico, Bon Iver, Joe Barbieri, Patti Smith.

NSC: Il 31 ottobre sarai in concerto a Roma con una formazione di soli archi. Puoi anticiparci qualcosa?

P.: Sarà un concerto più da interprete che da autrice. In scaletta sono presenti brani del disco e un repertorio in gran parte già sperimentato fatto di canzoni che amo, dalla musica latinoamericana alla canzone francese. Sarò accompagnata da un ensemble di corde e archi, la direzione e gli arrangiamenti sono affidati al chitarrista e compositore Federico Ferrandina con cui collaboro intensamente da quasi due anni. E poi verrà a trovarmi Bungaro, essere sullo stesso palco ci piace davvero tanto.

NSC: Altri concerti in programma?

P.: Si stanno mettendo a punto altre date per l’autunno/inverno, almeno fino a fine febbraio, poi vedremo quali progetti prenderanno forma.
Passerò il prossimo mese di novembre in Francia dove il 29 avrò anche un concerto nello spazio del celebre tanghero Juan Carlos Caceres, sarà una piccola magia.

Exit mobile version