giovedì, Ottobre 15, 2026
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Intervista ad Andrea Preti sulle nomination agli Oscar

Il giovane attore emergente commenta le candidature

Andrea Preti, attore protagonista e regista di “One more day”, ci parla delle Nomination agli Oscar. Ha appena finito di girare con Stefania Rocca “One more day”, il suo esordio da attore protagonista e regista. Nel frattempo, è tornato sul set con Giancarlo Giannini. Andrea Preti ci incontra per parlare insieme a noi delle Nomination agli Oscar.

NSC: L’Italia risulta tra i candidati per i migliori costumi per Grand Budapest Hotel, grazie a Milena Canonero, già vincitrice di tre Oscar. Cosa pensi in merito?

“Assolutamente meritevole della Nomination come Miglior Film, per cominciare. I costumi hanno contribuito a rendere l’eccentricità del racconto, un aspetto importante per tutto l’impianto registico. L’Italia esporta da sempre costumisti e stylist che raggiungono importanti traguardi. E poi, per Milena Canonero si tratterebbe della quarta statuetta! Un vanto per il nostro cinema”

NSC: Avendo alle spalle un’eccellente carriera di modello, secondo te l’Italia è “l’eccellenza” nella moda anche in ambito cinematografico?

“Penso proprio di sì. I costumi sono la seconda pelle dell’attore, ne interpretano natura, azioni e carattere e in Italia abbiamo grandissimi artigiani che realizzano le creazioni da sogno che i Grandi Maestri disegnano. Tornando alla Canonero, pensiamo solo a Barry Lyndon o Marie Antoinette. Piero Tosi è Oscar alla Carriera nel 2013, suoi i costumi del Gattopardo che hanno rappresentato visivamente l’atmosfera del film. Danilo Donati Oscar nel 1969 per il Romeo e Giulietta di Zeffirelli e poi ancora, nel ’77, per il Casanova di Fellini. E la lista sarebbe ancora lunga…. E poi la Moda italiana, quella che ha conquistato molti registi ed è entrata da protagonista in tante pellicole. Lo ha fatto Giorgio Armani, fornendo il suo inconfondibile stile al personaggio impersonato da Richard Gere in American Gigolo e occupandosi anche dei costumi di The Untouchables-Gli intoccabili di Brian De Palma. E come dimenticare Valentino Garavani nel ruolo di se stesso ne Il diavolo veste Prada”.

NSC: Oltre Grand Budapest Hotel, tra i candidati come miglior film c’è American sniper di Clint Eastwood. Dato il tuo imminente esordio nel cinema con il film “One more day”, nel quale sei contemporaneamente regista e protagonista, Clint Eastwood è uno dei tuoi modelli?

“Non penso si possa rispondere No a questa domanda. Impossibile. Un Mostro del Cinema, quasi 50 anni di carriera, il cui inizio porta la firma di Sergio Leone. E poi regista e produttore di pellicole che hanno ricevuto importantissimi riconoscimenti, da Gran Torino a Million Dollar Baby ed Invictus per citare i più recenti. Ovviamente rappresenta un modello per me che amo sia la recitazione sia la regia”.

NSC: Il film di Paolo Virzì, Il capitale umano, è stato invece escluso dalle nomination, pellicola che ha raccontato in modo graffiante la borghesia brianzola. Pensi che i registi italiani siano capaci di raccontare la società italiana?

“Un peccato la mancata nomination. Così come l’anno scorso, con La Grande Bellezza, il mondo ha conosciuto una Roma diversissima da quella che aveva raccontato Fellini, con il Capitale Umano avremmo potuto far conoscere altri aspetti che forse il mondo non conosce ancora di noi. Virzì, e insieme a lui molti altri, hanno assolutamente la capacità di catturare ciò che ci rende Piccoli e ciò che fa di noi Grandi uomini (e donne, ndr) e raccontarlo sul grande schermo. Magari noi italiani non siamo maestri nel fare i kolossal ma nel raccontare una storia, la nostra storia, siamo campioni”.

NSC: Hai lavorato con Giancarlo Giannini, premio Oscar per l’interpretazione di Pasqualino Settebellezze, celebre capolavoro di Lina Wertumuller. Data la tua giovane età, Giannini è stato fonte di ispirazione?

“Non ho perso un momento, un’occasione in tutto il periodo passato insieme sul set. Durante le riprese di Di tutti i colori, ogni giorno provavo a “rubargli” qualcosa, lo studiavo, lo ammiravo”.

NSC: Lo scorso anno, la vittoria di Paolo Sorrentino con La grande bellezza ha ricevuto pareri contrastanti. Tu come hai reagito in merito?

“Festeggiando e desiderando ancora di più di lavorare per il cinema, di fare fare e fare e magari, un giorno, celebrare una vittoria così importante”.

www.andreapreti.it