Intervista con Arnaldo De Felice e Pierpaolo Mariuzzi

Danza e musica dal vivo: un binomio perfetto

In occasione delle prove di “Illuminata”, prima assoluta al Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Venezia, ci siamo incontrati al Teatro alle Tese con Arnaldo De Felice e Pierpaolo Mariuzzi, compositore della musica della piece di Ivo il primo, direttore dell’orchestra dell’Accademia Neue Musik presso il Teatro Comunale di Bolzano, il secondo
Arnaldo De Felice, trentino, attivo a Bolzano, compositore in residenza presso l’Opera di Zurigo, vincitore di prestigiosi premi internazionali. Pierpaolo Mariuzzi, docente di musica da camera al conservatorio di Parma è fondatore del Trio Brahms e della Uberbrettl Ensemble e collabora con De Felice sin dal 1999.

Il fenomeno della sinergia fra generi culturali è ormai ampiamente diffuso. Nuovo appare il coinvolgimento così totale tra queste due espressioni artistiche in quanto la coreografia di Ivo vi ha coinvolti come attori protagonisti.

De Felice: Non è una novità per noi. La nostra scuola, presso il Teatro Comunale di Bolzano, nasce in sintonia con la danza e il canto. Organizziamo i nostri corsi annuali, aperti in primo luogo ai giovani del Trentino Alto Adige assieme all’ospitalità di musicisti stranieri. Li formiamo alla musica contemporanea integrandoli, durante le lezioni, nelle prove dei singoli spettacoli da mettere in scena, sia che si tratti di opere liriche che di pura danza. Lavorano in contatto, di volta in volta, con i cantanti e con i danzatori per modulare sia la fisicità che la vocalità al ritmo dell’orchestra. In più si perfezionano nei vari repertori di musica contemporanea.
Per quanto riguarda la mia composizione musicale dell’”Illuminata” di Ivo, devo specificare che lo stesso Ivo mi ha contattato dopo aver sentito a Monaco “La Medusa”, opera lirica da me composta. Ci siamo coinvolti con reciproco entusiasmo.

L’incontro con Ivo è stata una novità artisticamente per voi? Come lo trovate dal punto di vista umano?

De Felice: E’ stato molto importante per entrambi, ma specialmente per la mia carriera artistica. Ivo è una persona straordinaria, affascinante, ricco di una profonda umanità. Tutto si è sviluppato – attraverso incontri di reciprocità meditativa e dialettica – sulla storia di una sua esperienza personale (un grave incidente stradale di 13 anni fa), esperienza che è diventata drammaturgia, sinfonia, un affascinante sintesi di danza e di suono. Ivan crea un’atmosfera tra danzatori e orchestrali, gioiosa, amorosa e incentivante.

E’ una performance da non affrontare con superficialità.

De Felice: Non è difficile essere coinvolti per chi ama la meditazione e l’arte. La vita odierna ci rende prigionieri del suo flusso il più delle volte superficiale. Dobbiamo entrare in noi stessi altrimenti non riusciamo ad inserirci nell’orologio dello spettacolo. L’espressività di Ivan è tutto calore, parla con il corpo, vedendolo sembra di sentire musica.

Il soprano e le suonatrici di flauto hanno dato particolare spessore e significato alla rappresentazione. Che interpretazione date a queste figure?

Mariuzzi: Il soprano rappresenta la luce che incontra, illumina, rifocilla l’anima dell’uomo. Nelle pause il suo canto si immerge nella musicalità della danza che continua il messaggio della sua voce. Gli orchestrali rappresentano il pubblico, diventano attori. Da notare la scena dalla portata di una forza incredibile: i danzatori che si accostano a degli spettatori prendendo delicatamente la loro mano per accostarsela al petto affinchè tocchino sperimentalmente il suono del loro corpo.

Vi è piaciuto questo nuovo modo di danzare rispetto a quello classico. Rimpiangete i vecchi Nureijev?

De Felice: Assistiamo alla continua evoluzione del modo di usare il corpo. La danza di Ivo non è solo grazia o un modo di sottolineare la musica, ma è una danza che diventa essa stessa musica. Ivo e i suoi danzatori sembrano quadri. Nelle loro movenze non c’è mai il grande effetto, ma la meraviglia della consequenzialità armonica. Ivo e i suoi interpretano con il corpo i ritmi della musica.

La cornice dell’Arsenale si apre su ampi spazi di cielo e di mare, mentre il Teatro alle Tese appare cupo e quasi claustrofobico. Secondo voi un’ambientazione dello spettacolo in uno spazio aperto gli avrebbe giovato?

Mariuzzi: Non però con questo tipo di spettacolo. Detestiamo la musica registrata che accompagna la danza. La danza deve avere la musica dal vivo. La nostra orchestra ha bisogno dell’acustica di questo meraviglioso teatro.

ILLUMINATA
8 > 11 giugno ore 20.00
Teatro alle Tese
Teatro Comunale di Bolzano (Italia)
prima assoluta
ideazione e coreografia Ismael Ivo
musica originale Arnaldo De Felice
drammaturgia Helge-Björn Meyer
con Marco delle Foglie, Orestes Helewegen, Ismael Ivo, Gregory Livingston
e con Accademia Neue Musik Bolzano
scene Marcel Kaskeline
costumi Gabriele Frauendorf
luci Peter Göhler
produzione Fondazione Teatro Comunale di Bolzano e La Biennale di Venezia in collaborazione con Cena Cultural Produções
www.labiennale.org