“Iron Man” di Jon Favreau

L’orgoglio di essere supereroi

Tony Stark (Robert Downey Jr.) è un magnate della produzione di armi, ricco e infantile fino all’inverosimile. La sua esistenza sconsiderata è però in procinto di cambiare in maniera molto brusca: mentre si trova in Afghanistan per la dimostrazione dell’ultimo ritrovato delle sue industrie, Tony subisce un attentato quasi letale da parte di un gruppo di guerriglieri. Rinchiuso in una caverna sperduta tra i monti mediorientali, il rampante miliardario rimane in vita solo grazie a una scassatissima batteria di automobile, che permette al suo cuore di funzionare nonostante le ferite. I rapitori lo tengono prigioniero sotto il tiro delle armi che portano il suo stesso marchio di fabbrica e minacciano di ucciderlo, se non costruirà per loro un missile altrettanto micidiale di quelli in dotazione all’esercito USA. Tony finge di accettare ma, in realtà, si fabbrica un mini-reattore per sostenere la sua attività cardiaca e una corazza indistruttibile. Grazie a queste invenzioni impregnate di finissima tecnologia, Stark sgomina i suoi aguzzini e fugge dall’Afghanistan. Il ricco industriale ormai si è trasformato in Iron Man e, d’ora in avanti, il suo primo obiettivo sarà distruggere le armi prodotte dalle sue stesse imprese con cui i guerriglieri fanno razzie nelle regioni mediorientali. Così facendo, il nuovo e inesperto eroe scoprirà presto che il pericolo più grande si trova molto più vicino di quanto lui non creda.

Grazie a Iron Man, la Marvel torna a colonizzare gli schermi con un personaggio di punta, comparso sulle pagine dei suoi comics sin dal 1963. Dopo un periodo di eroi cinici o stressati, in generale stanchi di portare il super-fardello, l’indistruttibile armatura di Tony Stark fa splendere di nuovo l’orgoglio di essere (auto-)investiti della difesa del genere umano. Al pari del suo collega pipistrello, Iron Man è un self-made hero, un uomo facoltoso e geniale, capace di trasformare la sua ricchezza in tecnologia avanzatissima, da usare a servizio degli altri comuni mortali. I poteri dell’uomo di ferro non hanno niente di sovraumano, di involontario o di casuale ma, al contrario, non possono che diventare motivo di irresistibile orgoglio per il miliardario ultra-narcisista. Il super-pride torna a farsi sentire con forza, ma neppure Iron Man può sconfiggere il dubbio e l’ansia che caratterizzano il nostro tempo, e così perfino la vicenda Tony Stark si fa meno lineare e più sfaccettata.

Nel film, diversamente dal fumetto, il Supereroe nasce da un’inaspettata presa di coscienza e dal crollo delle certezze riguardo alle proprie scelte di vita. Stark comincia a diventare Iron Man quando si accorge che le sue armi sono usate dai guerriglieri afghani e che, quindi, neppure lui si trova dalla “parte giusta” come aveva sempre creduto. Lo spensierato miliardario decide allora di diventare lui stesso un’arma, di cui stavolta i cattivi non potranno appropriarsi.
Peccato che queste nobili premesse e l’urgenza di parlare di attualità finiscano per portare a conclusioni scontate, condite da elementi davvero inverosimili. I guerriglieri afghani, prima di tutto, rispondono perfettamente all’iconografia dei terroristi, ma non sono descritti come tali. Se così fosse, Iron Man dovrebbe difendere da loro il solo esercito americano, ma questo Supereroe non può permettersi di essere così di parte. I terroristi, allora, si tramutano magicamente in guerriglieri assetati di potere, che assaltano i poveri villaggi afghani per conquistare l’intero continente asiatico.

Nel film, poi, sembra esserci l’intuizione che a rendere la tecnologia buona o cattiva siano gli uomini e le loro scelte. A questo concetto, però, non segue la logica conseguenza per cui è inutile produrre armi sempre più potenti, perché finiranno comunque nelle mani sbagliate provocando solo un’escaltion senza fine. Nella pellicola, al contrario, continua a dominare l’idea per cui il Bene è sempre più ingegnoso del Male e che, quindi, riuscirà a sconfiggerlo usando le proprie armi in modo più intelligente e umano. Iron Man, insomma, è lo stesso classico eroe del ’63 e, forse, anche per questo il suo forzato trasferimento nel contesto della guerra al terrorismo sembra un po’ pasticciato. I Cattivi afghani, infatti, finiscono per offuscare il presupposto più convincente del film: la prima minaccia da cui il Supereroe deve difendere il mondo è proprio se stesso, o per lo meno gli uomini che come lui hanno accesso al potere del denaro e della tecnologia, ma decidono di usarlo “senza cuore”, per una causa sbagliata. Naturalmente, sempre nell’ingenua speranza che a qualcuno interessino davvero le idee sepolte sotto la valanga di effetti speciali e sotto il super-fascino dei protagonisti Robert Downey Jr. e Gwyneth Paltrow.

Titolo originale: Iron Man
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Fantastico
Durata: 126′
Regia: Jon Favreau
Sito ufficiale: www.ironmanmovie.com
Sito italiano: www.cinema.universalpictures.it/…
Cast: Robert Downey Jr., Terrence Howard, Gwyneth Paltrow, Jeff Bridges, Samuel L. Jackson, Hilary Swank, Leslie Bibb, Bill Smitrovich, Faran Tahir
Produzione: Goldman & Associates, Marvel Enterprises
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 01 Maggio 2008 (cinema)