“J. Edgar” di Clint Eastwood

Personal and Confidential

“Mi piacciono i film che raccontano i rapporti, mi piace analizzare il perché le persone fanno o hanno fatto determinate cose nella loro vita.” – Clint Eastwood.

Per chi non sapesse cosa rappresentò J. Edgar Hoover: “J. Edgar Hoover durante la sua vita divenne l’uomo più potente di tutta l’America.
Come capo dell’FBI per circa 50 anni, non si fermò davanti a nulla pur di proteggere il suo Paese. Passando attraverso 8 Presidenti e tre guerre, Hoover si è lanciato in una guerra contro minacce sia vere che immaginarie, infrangendo spesso anche le regole per proteggere i suoi concittadini. I suoi metodi erano spietati ed eroici e ricevere l’ammirazione
del mondo era quello a cui teneva di più. Hoover è stato un uomo che dava grande valore ai segreti — in particolare a quelli degli altri — e non ha avuto paura di usare quelle informazioni per esercitare la sua autorità sui
leader più importanti della nazione. Consapevole che la conoscenza è potere e che la paura crea le opportunità, ha usato entrambe per ottenere una influenza senza precedenti e per costruirsi una reputazione formidabile ed intoccabile.”

Un personaggio temibile, quasi terribile, dominante, grigio, immerso nei segreti, su cui costruì inarrivabili archivi e una intricata, fitta, manipolabile rete di ricatti; ambizioso, dominante e metodico nella sua devozione a perseguire i nemici dell’America (il comunismo e radicali, qualsiasi sovversione); conquistò la ribalta con il caso del rapimento di Baby Lindbergh; creatore di quello che divenne il Federal Bureau of Investigation, fautore del sistema di leggi federali e sostenitore del valore tecnologico nelle indagini (come l’identificazione del cittadino tramite impronte digitali); presunto omosessuale represso, circuito dall’educazione di un’ossessiva madre conservatrice; Hoover ha vissuto e tramato come un deus ex machina, attraverso il periodo del proibizionismo, due Guerre Mondiali, poi la Corea e il Vietnam, la Guerra Fredda, i Kennedy e i tumulti per i diritti civili.
Un criminale legalizzato dal potere, uno strenue indistruttibile difensore della sua Patria.

Da una sceneggiatura di Dustin Lance Black (Milk), interpretato da un mordente Leonardo DiCaprio, il nuovo film di Clint Eastwood, J. Edgar, probabilmente non fornirà nessun dettaglio in più a chi già ne conosceva il profilo; nè, forse, sarà esplicativo per chi non ne conosceva la figura.
Del resto Eastwood non è un cantore di biografie, è un narratore che sa equilibrare la sua indagine umana con la lucidità emotiva, senza simbolismi spicci.
Eastwood ci ha abituati a un cinema frontale, diretto, impeccabile, senza ombre. Il suo non vuole essere un ritratto di Hoover, ma una ricerca sulla sua persona, attraverso il suo privato (la madre e il rapporto con il suo braccio destro, presunto amante, Clyde Tolson) che ha influenzato morbosamente la sua vita a capo dell’FBI. Tutto realizzato attraverso un montaggio immediato, che si fa occhio del tempo, costruito con un’analisi profonda, che intreccia i rapporti.

Del resto la missione registica, lo stile, il punto di vista di Clint Eastwood non sono mai stati quelli di giudicare, ma di capire.

Titolo originale: J. Edgar
Nazione: U.S.A.
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 137′
Regia: Clint Eastwood
Sito ufficiale: http://jedgarmovie.warnerbros.com
Sito italiano: http://wwws.warnerbros.it/hoover/index.html
Cast: Leonardo DiCaprio, Naomi Watts, Armie Hammer, Judi Dench, Damon Herriman
Produzione: Imagine Entertainment, Malpaso Productions, Wintergreen Productions
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 04 Aprile 2012 (cinema)