Presentato ieri sera Jestem (Maratea Film Festival 2006), film diretto e sceneggiato dalla polacca Dorota Kedzierzawska. La regista, al suo quarto lungometraggio, continua a calcare gli schermi dei maggiori Festival internazionali (premio speciale della Giuria allo scorso Festival di Berlino nella sezione Kinder Film Fest) affermandosi come una delle figure più interessanti del nuovo cinema polacco. Ancora sconosciuta in Italia, ha debuttato alla regia nel 1989, confezionando film coraggiosi e poco commerciali – decisamente in controtendenza – alla ricerca di nuove soluzioni stilistiche ed evocative.
Un nome non può essere di nessun aiuto se si è poveri e soprattutto soli. E’ così che un ragazzino di undici anni legge la sua giovane esistenza, vita il cui unico scopo è quello dell’esistere agli occhi degli altri. Ripudiato dalla madre e rifugiatosi in uno squallido battello abbandonato, osserva il mondo dal suo oblò, preoccupandosi solo di procurarsi del cibo e un po’ d’affetto. A soccorrere le sue paure – e diffidenze – una ragazzina che abita nella villa di fronte: ricca, con una famiglia apparentemente felice ma alla ricerca continua di qualcuno che si preoccupi di lei. Nei brevi e fugaci incontri i due si scambiano cortesie, sguardi, qualcosa da mangiare, sorrisi che riempano i vuoti di un cammino altalenante e difficile.
Jestem, io sono: l’affermarsi dell’esistere nell’essenza delle piccole cose, sguardi d’adulto in volti spauriti da bambino. I film di Dorota Kedzierzawska vivono d’immagini, suggestioni, alla ricerca frenetica di un universo visivo fatto di sensazioni, riflessi, voli malinconici che raccontano storie private d’ogni vezzo artificioso. Tutti gli attori della regista polacca (classe 1957) sono volti di bambini nuovi al grande pubblico ma carichi di esperessività e desiderio. Dopo i primi anni passati a filmare cortometraggi, approda sul grande schermo con Diably, diably (Diavoli, diavoli 1991), che racconta di una ragazzina che frequenta un campo nomadi sfidando l’ostilità di una sordida comunità capitanata da un prete. A seguire gira Wrony (Le cornacchie, 1994), che filma una ragazzina dodicenne che “rapisce” una bambina, trattenendola con lei per un intero pomeriggio, e Nic (Niente 1998), storia di un padre che decide di uccidere il proprio figlio dopo una gravidanza indesiderata.
Dopo anni di silenzio presenta questo Jestem, musicato in maniera eccelsa da Michael Nyman (Lezioni di piano), sinfonie che regalano un asciutto lirismo ad un’opera incantevole. Il film, tratto da una storia vera avvenuta qualche anno prima nei pressi di Lodz, è la ricerca del proprio posto nel mondo, della propria identità sussurrata nelle parole di un amore impossibile e per questo l’unico autentico e degno d’essere raccontato.
Titolo: Jestem (Sono)
Regista: Dorota Kedzierzawska
Sceneggiatura: Dorota Kedzierzawska
Produzione: Kid film / Telewizja Polska SA – Agencja filmowa;
Distribuzione: Kino swiat international
Nazione: Polonia
Anno: 2005
Genere: drammatico
Formato: 35 mm, 1:1,85, colore, dolby stereo digitalDurata: 95’






