Restano ancora pochi giorni per visitare la bella mostra che Ferrara dedica al pittore inglese Joshua Reynolds; l’esposizione, infatti, allestita a Palazzo dei Diamanti chiuderà i battenti l’1 maggio per essere trasferita nella sede della Tate Britain a Londra, dove sarà visitabile dal 26 maggio al 25 settembre.
Sir Joshua Reynolds è stato uno dei grandi artisti inglesi del XVIII secolo, presidente di una delle più prestigiose istituzioni londinesi, vale a dire della Royal Academy che trovò sede nella storica e sinuosa Regent Street, concepita da John Nash, nella celebre residenza di Lord Burlington, nel cuore del centro storico della capitale del Regno Unito. Dalla rassegna emergono in particolare le sue notevoli doti di ritrattista alla moda e uno spaccato della vivace vita culturale e sociale della Londra della seconda metà del Settecento.
In tal senso – ovviamente stabilendo le opportune differenze cronologiche e stilistiche – sembra quasi anticipare il ferrarese Boldini. Anche nel caso di Reynolds, infatti, il visitatore è guidato a conoscere i protagonisti dell’epoca in cui visse: affermati intellettuali, letterati, uomini e donne di corte, aristocratici, militari e politici. Molto interessanti anche la serie degli autoritratti, realizzati, fra l’altro, in anni e circostanze diverse. La pittura di Reynolds, da un punto di vista meramente stilistico, come bene si evidenzia nel percorso espositivo dell’attuale mostra, documenta l’attenta analisi dell’arte italiana dei secoli a lui precedenti, conosciuta direttamente nei soggiorni a Roma, Firenze, Parma, Bologna, Venezia dove studiò i capolavori dell’antichità classica, e le opere dei grandi maestri del rinascimento.
Fu proprio dalla riflessione sulla statuaria antica, dal confronto con l’opera di Michelangelo che esplicitamente cita in alcuni suoi dipinti, con la pittura italiana e in particolare con le soluzioni compositive e cromatiche già adottate da Tiziano e Guido Reni, che germinerà quello che egli stesso definì il “Grand Style”. Dal rapporto-confronto con il rivale Thomas Gainsborough, giunto a Londra nel 1774, maturò un interesse nella ricerca di effetti e risultati pittorici di maggiore immediatezza. Un successivo viaggio in Olanda e nelle Fiandre lo avvicinò alla pittura di Franz Hals, Rembrandt e Rubens in assoluta coerenza e continuità con il gusto già evidenziato nelle sue predilezioni e scelte precedenti.
Reynolds – come già abbiamo avuto modo di sottolineare – fu il primo presidente della Royal Academy, incarico che mantenne dal 1768 al 1791, periodo in cui elaborò i suoi celebri “Discorsi”: in tali scritti l’artista inglese riassume i riferimenti a una teoria dell’arte elaborata nei secoli passati anticipando, comunque, idee e soluzioni che avrebbero avuto fortuna successivamente.
JOSHUA REYNOLDS E L’INVENZIONE DELLA CELEBRITÀ
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d’Este, 21
13 febbraio – 1 maggio 2005
Aperto tutti i giorni 9.00 – 19.00.
http://www.comune.fe.it
diamanti@comune.fe.it tel: 0532/204092; fax: 0532 203064
Biglietto: Intero € 9,00; Ridotto:
€ 7,50; Gruppi (almeno 20 persone): € 7,50 Gruppi scolastici: € 4,00








