Jannis Kounellis a Bari
Dal 15 maggio sino a giovedì 30 settembre 2010, la Città di Bari ospita un particolare progetto espositivo, protagonista Jannis Kounellis. La mostra, promossa dal Comune di Bari in collaborazione con l’associazione onlus “Di Segno in Segno”, coinvolge due luoghi significativi del capoluogo pugliese, il Teatro Margherita e Piazza del Ferrarese, scelti dallo stesso artista per costruire un dialogo con la città e le sue opere, concepite site specific.
Curato da Annamaria Maggi e Vito Labarile, il progetto si muove su due diversi registri di intervento artistico che insieme costituiscono un percorso unitario, coerente: un primo più intimo, da scoprire, insieme alle suggestioni di un edificio altamente simbolico della città violato dal tempo, e un secondo inaspettato e palese, di arte pubblica, in una piazza dalle forti contaminazioni storiche. Kounellis, da sempre stimolato dal fascino di luoghi “centrici” per intraprendere nuove esperienze creative, vi si inserisce con la propria poetica, si innesta nel tessuto connettivo per dar vita a una sensibile trasformazione che matura in un rapporto di specularità fra l’opera d’arte e gli spettatori.
Ritornano i “classici” del lessico maturato da Kounellis negli ultimi decenni con esiti di forte pathos: la propensione per l’enfasi monumentale e l’utilizzo di materiali di origine “umile” – prelevati dal reale e sublimati in opera d’arte – permeano il monumentale allestimento che invade la platea del Teatro Margherita; il tema del cappotto stritolato tra lastre di ferro – come allusione alla condizione drammatica dell’uomo – viene riproposto nell’opera realizzata per il foyer del teatro; la dialettica tra struttura e materia, fra forme geometriche e natura – altra costante nella poetica di Kounellis – è il tema centrale dell’installazione concepita dall’artista per instaurare un dialogo intimo con Piazza del Ferrarese.
Nel suo complesso, il lavoro di Kounellis a Bari propone quello che da sempre è il tema centrale della sua poetica: una riflessione sull’arte declinata con i toni – a lui più congeniali – della teatralità drammatica.