Venezia72: “Klezmer” di Piotr Chrzan

Saltare sul carro degli sconfitti

Giornate degli Autori 2015
Estate 1943, siamo nella Polonia occupata dai nazisti. Un gruppo di ragazzi spensierati (per quel poco che una guerra permette) si imbattono un altro ragazzo, molto meno fortunato di loro: è un ebreo ferito, e decidere cosa fare di lui non sarà scontato.

Piotr Chrzan esordisce nel lungometraggio con questa sua piccola storia legata all’Olocausto. Ma forse il termine è troppo altisonante in questo caso, in quanto egli sceglie volontariamente un basso profilo e un singolo caso secondario, che nelle sue intenzioni dovrebbe però forse illustrare le varie posizioni prese dai suoi connazionali di fronte alla questione ebraica (del resto in Polonia negli ultimi anni la questione è molto accesa e dibattuta). Il gruppo composito di ragazzi e ragazze che ammazzano il tempo fra varie attività oziose nelle foreste attorno a un paesino di provincia si sfalda e si anima di contrasti quando essi trovano quello che sembra essere il cadavere di un giovane fuggito dal ghetto. Scoprono che in realtà, per quanto esausto, egli è ancora in vita, e il paradosso di partenza di Chrzan sta proprio in questa premessa: la vita del povero ebreo non ha valore in sé, bensì perché egli diventa automaticamente merce di scambio in un periodo in cui la penuria era assoluta e le autorità di occupazione davano qualche manciata di zucchero e un po’ di carburante per gli ebrei catturati vivi. Il miracolo della vita dunque non è importante di per sé, quanto perché può diventare latore di minimi benefici materiali per gli ariani.

Per quanto interessante e paradossale, questa idea di partenza purtroppo soffre di una realizzazione a cui mancano guizzi creativi e una visione più unitaria: per tutta la durata del film seguiamo senza troppo interesse il gruppetto di giovani sfaldarsi e ricostituirsi in vari sottoinsiemi, sulla scorta di flirt amorosi, alleanze interessate e passioni subdole e venali, mentre ora uno ora l’altro provano a trascinare il corpo del moribondo fino al punto di consegna.

Teoricamente, se consideriamo che l’ebreo viene trasformato in oggetto, che i ragazzi prendono posizioni diverse a seconda dei gruppi sociali e della cultura che li contraddistingue, e considerando il finale in cui in sostanza nessuno esce vincitore, questo poteva essere un gran bell’esordio. Sfortunatamente all’atto pratico Chrzan, che si dichiara amante dei vari Bergman e Tarkovskij, non riesce né ad imporre l’aura della tragedia universale a questo triste episodio sentito forse raccontare da bambino, né crea la tensione necessaria per farne un solido film di genere. Abbiamo dei ragazzi sbandati e colpiti dal secondo conflitto mondiale, un ebreo vittima per antonomasia di tale sfacelo umano e un carretto sul quale egli viene adagiato per essere trasportato con fatica fra alberi e fossi sconnessi. Attorno a questo carretto (a mio avviso ispirato a un classico del cecoslovacco Karel Kachyna, Un carro per Vienna) si muovono le bassezze, le piccinerie e i rari spunti di umanità di varie possibili realizzazioni del popolo polacco: la ragazza cattolica misericordiosa, il giovane (ex-)proprietario egoista, il contadino accaparratore, la bella ragazza furba e disponibile. Ma manca una più chiara struttura che elevi il discorso dal livello cronachistico a quello artistico.

In altre parole: non basta il conflitto fra polacchi, nazisti ed ebrei, o una trama incentrata sull’egoismo dei popoli per darci un nuovo Ida e un film da Oscar. Nel meritatamente famoso film di Pawlikovski veniva preso un caso singolo per operare un’universalizzazione sostenuta da stile e regia originali; qui purtroppo la vicenda non decolla, la sua metaforicità non spicca e il ritmo latita più per la mano acerba dell’esordiente e per una sceneggiatura fiacca che per una chiara scelta di intimismo. Non malvagio e certamente non da buttare, ma il regista, si potrebbe dire, è per ora rimandato a settembre.

Titolo originale: Klezmer
Nazione: Polonia
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 97′
Regia: Piotr Chrzan

Cast: Leslaw Zurek, Dorota Kuduk, Weronika Lewon, Szymon Nowak
Produzione: Human Power

Data di uscita: Venezia 2015 – Giornate degli autori