“Kto nigdy nie zyl” di Andrzej Seweryn

Esordio deludente alla regia del grande attore polacco Andrzej Seweryn


Il protagonista del film, Padre Jan, è un prete che ha raccolto intorno a sé un gruppo di giovani ex-tossicodipendenti. Fino a quando il sacerdote non scopre di avere contratto l`Aids durante una missione in Africa. Dopo aver ricevuto questa notizia, la vita del protagonista cambia radicalmente. Si rifugia tra le mura di un monastero, ma fugge perchè la sua anima non vi ha trovato la sperata pace. Mentre vaga senza meta un pulmino con una coppia di ragazzi e una ragazza lo investe. Tra il prete e la ragazza nasce una simpatia, ma padre Jan le confesserà la sua malattia e la sua condizione di sacerdote.

Presentato al XXXI Festival del Cinema polacco, Kto nigdy nie zyl (noto anche col titolo inglese Who never lived rappresenta un debutto di un attore polacco sessantennne, che ha raggiunto nella sua lunga carriera, tra cinema e teatro, tutti i maggiori riconoscimenti (le sue magistrali interpretazioni nei film di Wajda quali La terra promessa e Danton sono le piu` note). Non conosciamo le motivazioni che hanno spinto un attore così noto a mettere nuovamente in gioco il successo ottenuto con grandi registi (tra i quali anche il nostro Marco Bellocchio, che lo volle ne La condanna), ma probabilmente si tratta di una sfida e, nello stesso tempo, di una tentazione alla quale l`attore polacco non ha voluto o saputo sottrarsi.

Bisogna precisare prima di tutto il fatto che Sewerym non è l`autore della sceneggiatura, firmata da Maciej Strzembosz, sceneggiatore che in passato ha lavorato spesso per sceneggiati televisivi.

Il protagonista del film, Padre Jan, è un prete, interpretato magistralmente da Michal Zebrowski, giovane volto emergente del cinema polacco, che ha raccolto intorno a sé un gruppo di giovani ex-tossicodipendenti e che nella sua attività pastorale si serve di metodi anticonvenzionali visti con diffidenza dai suoi superiori, che per questo decidono di allontanarlo dalla sua parrocchia e di mandarlo a Roma.

Malgrado alcuni momenti intensi e sinceri, soprattutto nella seconda metà della pellicola, gli ingredienti della “fiction” appaiono fin troppo calcati. La prima parte appare come una inutile introduzione (sarebbero state sufficienti poche battute per annunciare la malattia del sacerdote per creare una situazione drammatica di partenza), mentre nella seconda, proprio quando la storia sembra sul punto di decollare, ecco che nel finale tutto torna alla situazione di partenza, col sacerdote che di nuovo officia la messa come nelle prime inquadrature.

Dal momento che buona parte dei limiti di questo film sono dovuti dalla sceneggiatura, possiamo solo in parte assolvere il regista dalla colpa di aver firmato un film che certamente delude le aspettative e non è all`altezza della fama che il regista aveva precedente ottenuto nelle sue interpretazioni.

Titolo originale: “Kto nigdy nie zyl”
Regia: Andrzej Seweryn
Sceneggiatura: Maciej Strzembosz
Fotografia: Piotr Wojtowicz
Cast: Michal Zebrowski, Joanna Sydor, Robert Janowski
Produzione: Telewizja Polska, Polonia
104`, colore
Genere: Dramma