“L’ARCHIVIO DELL ANIME. AMLETO” DI MASSIMILIANO DONATO

A teatro fuori dai teatri: che piacere. Con “Scene di Paglia, Festival dei Casoni e delle acque”, si può. La cornice agreste di Villa Roberti è splendida. L’atmosfera calda e intima. In scena: “L’ archivio delle anime. Amleto”. L’originale proposta di Massimiliano Donato, uno dei fondatori del Centro Teatrale Umbro, che rilegge e riscrive, oserei dire, la celebre tragedia shakespeariana.

Tutto ha inizio dalla fine, quando il destino dei nobili di Danimarca è già compiuto. Di loro restano solo le poche ossa che un vecchio becchino, figura chiave nella partitura scenica, custodisce gelosamente.

Reliquie di un passato doloroso, attraversate da segreti immortali a cui il gotico protagonista, davanti a un pubblico immaginario, restituisce la parola.

Tra calici di vino, burattini e piccoli effetti spettacolari l’eccentrico interprete, conduce lo spettatore in un viaggio per sommi capi alla ricerca dell’essenza stessa dell’ Amleto. La trama classica è completamente stravolta sia nella scansione temporale degli avvenimenti che nel loro rapporto di causa effetto.

Un Amleto che non è un Amleto eppure lo è. Una ricerca innovativa e sperimentale per un dramma che riesce ancora a stupire e incantare. Quasi novanta minuti sul filo dell’emozione, ipnotizzati dall’interpretazione frenetica e lisergica di un grande artista che solo sul palcoscenico da vita a uno spettacolo imprevedibile e in continua metamorfosi.Unico neo di un allestimento capace di rimanere nella mente e soprattutto nel cuore, nella parte finale quando la rappresentazione si fa troppo frammentata perdendo intensità e spezzando quel ritmo perfetto che si era sviluppato. Sciocchezza da poco comunque davanti a un teatro altro, che è rumori, colori e odori. Che è vita.

L’ARCHIVIO DELLE ANIME. AMLETO
di e con Massimiliano Donato
Scene di Paglia. Festival dei casoni e delle acque

Exit mobile version