L’IMPRESARIO DELLE SMIRNE al Toniolo di Mestre

La Stagione di Prosa 2009-2010 del teatro Toniolo di Mestre organizzata dal Comune di Venezia, Produzioni culturali e Spettacolo in collaborazione con il Circuito Teatrale Regionale Arteven prosegue con L’IMPRESARIO DELLE SMIRNE in scena al teatro Toniolo da mercoledì 9 a sabato 12 dicembre alle ore 21.00 e domenica 13 dicembre alle ore 16.30.

da mercoledì 11 a sabato 14 novembre, ore 21.00, domenica 15 novembre, ore 16.30

L’IMPRESARIO DELLE SMIRNE di Carlo Goldoni

con musiche di Nino Rota – regia Luca De Fusco – scene Antonio Fiorentino – costumi Maurizio Millenotti – elaborazione musicale Antonio Di Pofi – coreografie Alessandra Panzavolta – luci Emidio Benezzi

con Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci, Max Malatesta, Alvia Reale, Paolo Serra, Enzo Turrin

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Sei comici disperati e affamati vivono per un breve attimo l’illusione della ricchezza: partire per una favolosa tournée in Oriente e tornare carichi d’oro e di celebrità. All’arrivo del turco Alì, ricco mercante delle Smirne, intenzionato a metter su compagnia, il Conte Lasca, protettore di cantanti arruolato nel procacciare le maestranze insieme al sensale Nibio, offre ad un gruppo di comici spiantati l’insolita opportunità di far parte dell’impresa. Sebbene contattati privatamente uno a uno con la promessa di mantenere il segreto, i vanitosi comici si confidano e scoprono delusi che la stessa offerta è arrivata a tutti, scatenando rivalse e incontrollate smanie di protagonismo. Sedotto dalla fiorentina Lucrezia procace arrampicatrice, il Conte arriva a promettere a costei il ruolo della protagonista a scapito delle altre due candidate, la veneziana Tognina e Annina, giovane principiante di Bologna. Al cospetto del Turco, dove ognuno si affretta a recarsi per far valere le proprie ragioni a dispetto degli altri, le tre comiche alle quali si aggiungono il soprano Carluccio, l’attor giovane Pasqualino e il poeta Maccario, distratte dalle loro beghe e rivalità, non si accorgono del disgusto che provocano verso costui, che estenuato dalle trattative portate a termine tra infinite polemiche e insulti, si convince dell’impossibilità di poter gestire il gruppo di comici tanto che la mattina seguente li avrà già abbandonati alle loro dispute quotidiane. Lascerà soltanto nelle mani del Conte Lasca una somma di zecchini che servirà, secondo le sue intenzioni, a far nascere un’impresa autogestita dove tutti gli artisti con eguali diritti e responsabilità dovranno saper agire in armonia nell’interesse collettivo.

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Note di regia di Luca De Fusco

Dopo un autunno assai serio in cui la compagnia del Teatro Stabile del Veneto si è divisa tra la tragedia greca e il teatro elisabettiano, ora ci concediamo uno scherzo di Carnevale. E, dato che scherzando si dice spesso la verità, la compagnia parla questa volta di se stessa, si mette a nudo, si racconta. Lo stesso spunto da cui questo spettacolo è nato viene in qualche modo messo in scena. Una sera dell’anno scorso Eros Pagni si ritrovò al Festival di Bogotà un pianoforte in camerino. Gli prese una gran voglia di cantare e iniziò ad intonare un’aria che mi sembrò uno dei famosi temi musicali della colonna sonora de Il padrino. Eros mi raccontò che quella musica era stata composta da Nino Rota per una messa in scena de L’impresario delle Smirne firmata da Luchino Visconti e poi successivamente riutilizzata per il film di Coppola. Da quella conversazione nacque l’idea di recuperare la partitura di Rota e allestire questo spettacolo che inizia proprio così, con Eros in un camerino immaginario che canticchia un’altra aria di Rota e, accendendosi la sua vera pipa, dà inizio allo spettacolo.

Ho la fortuna di lavorare da anni con Antonio Di Pofi, premio Eti-Olimpico 2008 per le migliori musiche e ultimo assistente di Rota in teatro. Con Antonio, e con Alessandra Panzavolta, mio inseparabile alter-ego registico e coreografico, abbiamo subito pensato che un omaggio al maestro pugliese Rota non poteva basarsi solo sulle musiche scritte per l’Impresario ma doveva inevitabilmente includere anche una parte del suo repertorio cinematografico: le colonne sonore de La strada, La dolce vita, Otto e mezzo. Ho allora immaginato di raccontare la storia di un gruppo di guitti degli anni ‘50, i quali ricevono l’invito per una tournée a Smirne. Abbandonando ogni ambientazione realistica ho immaginato, insieme allo scenografo Antonio Fiorentino, di raccontare la vicenda scopertamente in palcoscenico, di trasformare le camere d’albergo in camerini, la conclusione in uno smontaggio, di mostrare ludicamente varie tecniche scenografiche e di adottare un unico colore, quello teatrale per eccellenza: il rosso.

Le musiche neosettecentesche composte da Rota per Visconti sono quindi state tutte concentrate nel terzo atto, in cui il turco Alì riceve i cantanti che aspirano a far parte della sua compagnia e che è diventato un atto di provini. In quella parte dello spettacolo i cantanti si presenteranno in costumi settecenteschi, scelti con Maurizio Millenotti ispirandosi al gusto kitsch di quel periodo in cui ogni artista era obbligato ad avere in repertorio abiti di varie epoche. Condensate nel centro dello spettacolo le citazioni settecentesche, abbiamo poi raccontato l’esile vicenda (in cui il testo goldoniano viene sostanzialmente rispettato, adottando solo gerghi dialettali come inizialmente previsto dallo stesso autore) come una sorta di gioco teatrale in cui, come accennavo, la nostra compagnia si racconta. C’è spazio per la passione per il musical di Gaia Aprea, che d’altra parte ha iniziato la sua carriera di prima attrice nella musicale Chatte di Arias e torna quindi al suo primo amore; emergono anche le imprevedibili passioni per la danza di due dei nostri attori veneziani e quelle, altrettanto imprevedibili, per il tip-tap o per il boogie woogie di attrici solitamente “impegnate”. Personalmente ho messo nello spettacolo il mio grande amore per Fellini e mi sono divertito ad inventare numeri teatrali sospesi tra l’avanspettacolo e il surreale, tra il gioco e l’astrazione. Addirittura ci concediamo un finale da passerella che è quanto di più lontano dallo stile teatrale da “stabile”. Ma durante il Carnevale ogni scherzo vale. Noi ci siamo molto divertiti a farlo; speriamo che gli spettatori si divertano molto a vederlo.

BIGLIETTERIA: presso il Teatro Toniolo con orario 11.00 – 12.30 e 17.00 – 19.30, chiuso il lunedì

PREZZI DEI BIGLIETTI: unico intero € 25,00 – unico ridotto € 23,00
VENDITA ONLINE: www.vivaticket.it
INFORMAZIONI:Biglietteria tel. 041971666
Produzioni culturali e Spettacolo tel. 0413969220-230
www.teatrotoniolo.info