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“L’ONDA” di Dennis Gansel

Il fascino del totalitarismo

Una storia vera. Alla domanda “cosa è il totalitarismo?”, il professor Ron Jones risponde ai suoi studenti proponendo un gioco di ruolo. Siamo nel liceo Cubberley a Palo Alto (California) nel 1967.
La formula è l’istituzione di un regime di limitazione delle libertà, di stretta disciplina e obbedienza, con a capo un leader acclamato, il professore stesso, che stabilisce le nuove regole e i rituali di appartenenza.
L’esperimento, accolto con entusiasmo dagli studenti, supera i confini della classe e si diffonde nel liceo assumendo forme inquietanti che sfociano in un’incontrollabile violenza.
“…Ha funzionato perché molti di quei ragazzi, dice Ron Jones, erano smarriti, non avevano una comunità, una famiglia di riferimento, non avevano un senso d’appartenenza”.
A questo fatto si ispira Die Welle (L’Onda), il romanzo di Morton Ruhe la cui lettura è consigliata in molte scuole tedesche.

A quarant’anni di distanza, Dennis Gansel (NaPoLa) ripropone con L’Onda l’esperimento del professor Ron Jones trasponendolo nella Germania di oggi. Scritto a quattro mani con Peter Thorwarth, il film racconta le circostanze della nascita di un regime autocratico e fotografa il bisogno d’appartenenza di un gruppo di studenti di un volutamente non ben identificato liceo tedesco, perché “…Volevamo essere certi che la storia parlasse a tutti” dice Christian Becker, produttore del film.

Un uomo alla guida di un’automobile, il suo sguardo e i dettagli dello spazio che attraversa; immagini rapide, sporche e ritmate da un brano punk rock. Reiner Wenger è un professore alternativo, vicino ai suoi studenti, vive in una chiatta sul fiume con la giovane moglie incinta. Carismatico e complice, per spiegare l’autocrazia propone la sperimentazione della cieca obbedienza, ma è lui stesso vittima, suo malgrado, del fascino del potere assoluto e della manipolazione.

Con un punto di vista interno e uno stile che alterna al codice documentario quello del video-clip, la profonda forza del film sta proprio nella capacità di raccontare la genesi di un processo che per noi sembra appartenere solo al passato.
L’insistenza sul valore della memoria e l’importanza delle celebrazioni perdono man mano d’efficacia e la distanza cronologica porta a sorridere delle voci stentoree e degli atteggiamenti istrionici dei dittatori di un tempo e del popolo fanciullo che ha assicurato loro il potere. La noia e il distacco sono accompagnate dalla ferma certezza dell’irripetibilità.

L’Onda di Dennis Gansel mette questo drammaticamente in crisi: evidenzia i meccanismi che trasformano rapidamente in autocrazia un processo che parte dalla necessità di una stretta appartenenza e che volge rapidamente nell’ostracismo e nella violenza verso coloro che non aderiscono alle nuove regole.
L’Onda diventa un movimento che risponde efficacemente alle esigenze di molti: il senso
d’appartenenza per Tim che è sempre stato emarginato, per Marco che ha paura dell’indipendenza è una ragione per essere trattenuto nel suo piccolo mondo e per Lisa l’occasione per uscire dall’ombra.

Profondamente politico, efficacemente didattico, il film esplicita la genesi e i passaggi che conducono alla fortuna del modello totalitario: il bisogno di riconoscere un capo e le molle socio-economiche. Con onestà intellettuale sono rappresentati gli iniziali elementi di fascino: il gruppo che annulla le differenze, la divisa che rende tutti uguali, un rituale in cui riconoscersi, un ideale in cui credere. Egualitarismo e anti-sistema sono elementi pericolosamente trasversali che escono dallo schermo e attraversano la platea per convincere lo spettatore.

Il nuovo movimento, il suo nome, il logo e il saluto rituale rispondono ad un reale bisogno di riconoscersi oltre le mode e i gruppi musicali, alla mancanza di ragioni per ribellarsi, ai sabati sera fatti per stordirsi e alla mancanza di scopo e di reali passioni.
Parole oggi attuali quali crisi economica, disoccupazione, ingiustizia sociale, manipolazione dell’informazione sono elencate dai ragazzi del professor Wenger come cause di svolte antidemocratiche… ma a domanda, tutti negano la possibilità che nel loro paese possa ripresentarsi la minaccia del passato mentre a poco a poco entrano senza rendersene conto in un cono d’ombra, dove ferree regole, intolleranza, prevaricazione e urgenza di affermare la legittimità del gruppo li porta verso la perdita di sé. “Non mi riconosco più” dice Marco dopo aver picchiato la fidanzata; una violenza fisica che si accosta a quella verbale di Reiner Werner nei confronti della moglie.
Solo contro tutti, il gruppo raccoglie sempre più adepti fino alla drammatica presa di coscienza che è stato davvero facile trovarsi dentro fino al collo in un sistema che sembrava inaccettabile e non più riproponibile.

L’onda di Dennis Gansel è una luce rossa che segnala un allarme e che suggerisce una seria riflessione sul momento attuale; è un film da vedere e assolutamente da consigliare.

Titolo originale: Die Welle
Nazione: Germania
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 101′
Regia: Dennis Gansel
Sito ufficiale: www.welle.info
Cast: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Elyas M’Barek, Cristina do Rego, Jacob Matschenz, Maximilian Vollmar, Max Mauff
Produzione: Rat Pack Filmproduktion GmbH
Distribuzione: BIM
Data di uscita: 27 Febbraio 2009 (cinema)