“L’UOMO, LA BESTIA, LA VIRTU'” DI Luigi Pirandello

Pirandello al Goldoni di Venezia

La Stagione di Prosa 2007-2008 prosegue al Teatro Goldoni di Venezia con L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, regia di Fabio Grossi, che resterà in scena dal 12 al 16 marzo. In scena accanto a Leo Gullotta, Carlo Valli e Antonella Attili con Gianni Giuliano. La regia è di Fabio Grossi, le scene e i costumi di Luigi Perego, le musiche di Germano Mazzocchetti, le luci di Gigi Saccomandi.

L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, è la commedia tra le più rappresentate e meglio accolte dal pubblico, probabilmente per le sue esteriori apparenze di pochade che ne nascondono l’intima drammaticità e il suo più valido e intrinseco significato: quello di una satira graffiante delle ipocrisie e del perbenismo borghese, satira che la rende attuale ancora oggi a ottantacinque anni di distanza. Tratta dalla novella Richiamo d’obbligo fu rappresentata per la prima volta nel maggio del 1919 dalla compagnia di Antonio Gandusio, e ben presto tradotta e messa in scena anche all’estero: in Spagna, Polonia, Ungheria, ma anche a Berlino e a Praga, ad Atene e a New York, e nel 1931 a Parigi con Marta Abba. Un successo insperato, visto il dissenso della “prima milanese” e la rimozione dalle scene italiane durante gli anni del fascismo, di questo testo considerato “triviale”, anche se, nel 1922, il critico Silvio D’Amico esprime un giudizio favorevole: “Tutto è trattato con spirito originale, e in tutto s’avverte un sapore acre e nuovo non conosciuto nel nostro teatro prima che Pirandello v’apparisse”. Ma dagli anni Cinquanta, “l’iniezione di veleno” di quest’opera, considerata da Pirandello stesso “una delle più feroci satire che siano mai state scritte contro l’umanità e i suoi valori astratti”, non offende più ed è un susseguirsi di successi.

Note di regia

L’intreccio è molto semplice: il “trasparente” professor Paolino (l’uomo), un insegnate onesto e rispettabile, che dopo aver reso madre “la virtuosa signora Perella” durante una delle frequenti assenze del marito ammiraglio, costringe quest’ultimo, infedele e insensibile al fascino della moglie, e perciò definito “la bestia”, a compiere – contrariamente al suo solito – il proprio dovere coniugale: mezzo per raggiungere tale scopo una torta afrodisiaca appositamente preparata.
In un susseguirsi di scene non prive di angosciosa suspense per i due amanti, la vis comica di Pirandello emerge pienamente: il nascituro avrà un padre legittimo, la virtù della signora Perella e la rispettabilità del professor Paolino continueranno ad essere inattaccabili.
L’Uomo, la Bestia e la Virtù è non solo occasionalmente del 1919, nel senso che non è soprattutto la commedia di un dopoguerra: con i valori che saltano, scoppiano e si capovolgono. Ma non è esatto assentirla solo come una commedia: essa è “una tragedia annegata in una farsa”, per usare parole già dette, che da una parte ha ben presente il teatro di pochade fine secolo e i suoi meccanismi: le corna, l’enfant-terrible, il rispetto superficiale delle convenzioni che si risolve in cinismo, il pranzo continuamente interrotto, ma che, dall’altra parte, sa correggere l’astrazione di una pura meccanicità. E poi la tragedia, annegata in questo già sapido gioco. Una tragedia che ha le risonanze più tese della parola pirandelliana: conflitto tra essere ed agire, ed anche, alla fine, un rapido e comico gioco delle parti.
Faccio nascere tutto, in questa mia visione, tra il detto e il non detto, tra il bisbiglio e lo schiamazzo, tra il mestiere dell’opportuno e dell’inopportuno, arrivando a sfruttare il folclore della tradizione, per rappresentare la metafora dell’apparire per essere, in un momento d’alta grottesca drammaticità, nella presentazione della maschera sulla maschera della Virtù.

Calendario spettacoli:

turno P mercoledì 12.03 ore 20.30
turno G giovedì 13.03, ore 16.00
turno V venerdì 14.03, ore 20.30
turno S sabato 15.03, ore 20.30
turno D domenica 16.03, ore 16.00

L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello
regia Fabio Grossi
produzione Teatro Eliseo

con Leo Gullotta, Carlo Valli, Antonella Attili,Gianni Giuliano, Silvana Bosi, Bruno Conti, Valentina Gristina,
Federico Mancini, Gianni Verdesca.
scene e costumi Luigi Perego
musiche Germano Mazzocchetti
luci Gigi Saccomandi

Prevendita alla biglietteria del Teatro Goldoni e ai punti vendita HelloVenezia (Venezia: Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Ferrovia; Mestre: c/o Centro Vesta, via Cardinal Massaia; Dolo: via Mazzini, 16). Prevendite on-line
[www.teatrostabileveneto.it->www.teatrostabileveneto.it]
Informazioni e prenotazioni telefoniche: HelloVenezia 041.24.24