“L’ignoto spazio profondo” di Werner Herzog

Orizzonti
Attraverso le parole di un alieno seguiamo un’ipotesi: cosa succederebbe se, all’improvviso, una navetta spaziale in orbita attorno alla terra non potesse più fare ritorno alla base perché le condizioni di vita sul nostro pianeta sono diventate impossibili? Per gli astronauti l’unica possibilità di scampo sarebbe quella di trovare un altro luogo dove stabilirsi. Ma inviando sulla superficie di un altro pianeta la sonda Galileo, i dati che questa riporta non sono rassicuranti: la loro, quindi, sembrerebbe destinata ad essere una missione suicida. Questa ipotesi sconfortante viene illustrata dalle parole di un alieno reduce dalla missione fallimentare di integrare la propria comunità con quella già esistente sulla terra. Gli extraterrestri vengono da The Wild Blue Yonder, un pianeta composto di elio allo stato liquido e immerso in un’atmosfera completamente ghiacciata.

La pellicola che Herzog ha presentato per la Sezione Orizzonti è una narrazione fantascientifica che affronta l’irrisolvibile dissidio tra natura e cultura.

Lo stesso alieno ci racconta di nostalgia e disperazione, derivante dai fallimenti di una civiltà che non è riuscita a realizzare i propri obiettivi evolutivi.

In modo del tutto documentaristico, utilizzando anche immagini di repertorio, il regista ci sottopone il significato del tutto irrisorio di studi scientifici esasperati e di intenti imperialistici che non significano integrazione con il pianeta.

Alieni ed umani hanno compiuto lo stesso viaggio anche se inversamente, alla ricerca di un’alternativa al loro mondo.

L’impraticabilità di questo progetto è vissuta come la morte di un sogno e la conferma che le esperienze passate di altre civiltà, da sempre ignorate, restano insuperabili.

Il beffardo alieno narratore, sottolineando i fallimenti della sua specie ci pone l’interessante interrogativo riguardo l’evoluzione della nostra civiltà dal Paleolitico ai giorni d’oggi.

Quanto siamo andati avanti da allora?
Quanto abbiamo saputo riorganizzare i nostri equilibri e sfruttarne di nuovi per estrarne ulteriori energie?

Attraverso lo studio del trasporto caotico, gli astronauti trovano scorciatoie per raggiungere la soglia dello spazio profondo, dove però, invadono una realtà che non sanno trattare con il dovuto rispetto, ignorandone le grida di dolore.

L’idea perfetta della colonizzazione spaziale offusca le reali prospettive di insediamento su di un pianeta che sta spegnendosi da centinaia di anni.

Gli astronauti, avvolti dai suoni ed i colori surreali del cielo ghiacciato, non possono che abbandonare lo stato liquido di particelle e luce pura, nel quale si erano dissolti per riassemblarsi per riprendere l’aspetto umano.

Tornati a casa, secoli dopo, l’immagine del loro pianeta sarà del tutto mutata e con lei anche le sue potenzialità.
La Terra infatti, non è più abitata ma tornata alla sua bellezza originaria…

Titolo originale: The wild blue yonder
Nazione: Germania, Gran Bretagna, Francia
Anno: 2005
Genere: Documentario
Durata: 81′
Regia: Werner Herzog
Cast: Brad Dourif, Ellen Baker, Franklin Chang-Diaz
Produzione: Andre Singer, Lucki Stipetic
Distribuzione: Tipota Movie Comp.
Data di uscita: Venezia 2005

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