“L’intrus” di Claire Denis

Una nuova vita per Louis, un nuovo cuore per cercare di diventare un uomo nuovo.

Concorso
La ricerca di un figlio troppo distante lasciato in un paese tropicale un viaggio attraverso i mari e le città del sud del mondo , Louis cerca di dimenticare e lasciare alle spalle un passato scomodo e malvagio, errori commessi che lo seguono come un’ombra attendendolo al varco per fargli pagare il debito sospeso.

Notevole dal punto di vista tecnico, campi lunghi, panoramiche incantevoli, e location fiabesche, il film in concorso al 61 mostra internazionale d’arte cinematografica, lascia a desiderare per l’assenza di dinamiche narrative, è lento, lo spettatore fatica nel cercare di collegare le vicende del protagonista che oscillano tra il presente e il passato, le lunghe pause colloquiali degli interpreti non aiutano a ricostruire la trama. Nell’insieme è senz’altro un film che va assorbito e metabolizzato per ottenere una chiara comprensione del prodotto, e l’eccessiva durata temporale del film danneggia il soggetto.
Una nota positiva è il motivo che muove il protagonista: la voglia di redenzione e di cambiare e voler dimenticare quel passato che inevitabilmente tornerà a bussare alla sua porta.

Anno: 2004
Nazione: Francia
Durata: 120′
Genere: drammatico

Regia: Claire Denis
Sceneggiatura: Jean-Pol Fargeau Claire Denis
Fotografia: Agnès Godard
Montaggio: Nelly Quettier